Sekiro Shadows Die Twice: Recensione e Gameplay Trailer

Pubblicato da: x0x Shinobi x0x- il: 25-03-2019 8:30 Aggiornato il: 28-03-2019 8:23

Tenchu è tornato in vita nelle vesti di Sekiro, il nuovo capolavoro di casa From Software, ed oggi vogliamo condividere con voi la nostra Recensione grazie al supporto di Activision.

Sekiro Shadows Die Twice Recensione

Dopo l’annuncio con un misterioso Trailer avvenuto diversi anni fa, Sekiro Shadows Die Twice è finalmente giunto su PC, Xbox One e PS4. Abbiamo avuto modo di provare sia la versione PC che Xbox One X e in questa Recensione vi riporteremo le differenze.

In Sekiro Shadows Die Twice vestiamo i panni di uno Shinobi, la cui missione è quella di salvare il suo amato signore dalle mani di un perfido samurai. Dopo aver perso il braccio nell’epilogo, ci risvegliamo all’interno di un tempio, dove faremo la conoscenza di un misterioso individuo, il quale ci ha strappato da morte certa, sostituendo il braccio oramai perduto con una protesi.

Ed è qui che inizia l’avventura, armati di katana e protesi dovremo farci strada in numerose e vaste location, eliminando nemici e boss di ogni tipo, allo scopo di raggiungere la dimora dove è prigioniero l’amato signore.

Sekiro non solo riprende la difficoltà dei Souls ma la supera nettamente, proponendo un sistema di combattimento innovativo ma allo stesso tempo impegnativo, dove parate, schivate ed attacchi continui sono all’ordine del giorno.

Come abbiamo visto nei tanti souls-like prodotti da From Software, anche in Sekiro nel corso dell’avventura ci imbatteremo spesso negli idoli dello scultore, la controparte dei falò di Dark Souls, presso i quali potremo salvare i progressi, potenziare le abilità del protagonista o viaggiare rapidamente da una zona all’altra del vasto open world.

Le statistiche del personaggio vengono abbandonate in favore di 2 solo attributi: forza e vitalità, i quali possono essere potenziati non con l’esperienza accumulata ma eliminando i tanti boss.

Per ogni boss ci viene assegnato un punto forza e per ogni mini boss opzionale un punto vitalità chiamato Grano, obbligandoci a raccoglierne 4 per migliorare la vitalità. Non mancano all’appello le abilità da acquistare con i PA, punti esperienza ottenuti dal riempimento di un’apposita barra, tramite l’eliminazione dei nemici e potenziamenti per le protesi.

Nel corso dell’avventura capiterà infatti di imbattersi in svariate protesi, le quali una volta riportate al malato e misterioso individuo nel tempio, potremo equipaggiarle passando da una protesi all’altra tramite la pressione dell’apposito tasto.

Ogni protesi dispone di caratteristiche uniche, pensate per offrire delle piccole agevolazioni negli scontri, dalle micce scoppiettanti in grado di accecare gli animali a shuriken, armi da mischia supplementari ed altro ancora.

Tra i gadget in dotazione avremo fin da subito a disposizione un rampino, con il quale raggiungere zone sopra elevate, sia per attaccare i nemici dall’alto che sfuggire da situazioni spiacevoli. Prima vi abbiamo menzionato di un sistema di combattimento innovativo ed originale.

A differenza dei souls, gli scontri in Sekiro dipendono da una barra posta sulla testa sia dello Shinobi che dei nemici, la quale non indica la vitalità ma la guardia. Ad ogni colpo inferto o parata, la barra della guardia si riempie gradualmente, permettendoci di sfoderare il colpo mortale una volta carica.

Alcuni nemici e boss disporranno di due o più barre vitali, con la possibilità di svuotarne una tramite l’attacco stealth. Ciò significa che attaccare un bersaglio per poi allontanarsi, renderà vani gli attacchi e le parate precedenti, obbligando dunque il giocatore a vivere intensamente lo scontro fino alla sua conclusione.

Oltre la barra della guardia naturalmente vi è quella della salute, la quale può ridursi drasticamente portandoci alla morte anche con un solo colpo subito. Tra le novità introdotte nel nuovo souls like troviamo la resurrezione, ossia la possibilità di tornare in vita entro pochi secondi dalla morte, per cogliere i nemici di sorpresa.

Nonostante questa possibilità, Sekiro non fa sconti a nessuno e non conosce pietà, risultando un gioco estremamente difficile e non alla portata di tutti. Fin dai primi minuti di gioco capiterà di morire, morire e morire ancora più e più volte, perdendo ad ogni morte i punti esperienza accumulati, senza la possibilità di recuperarli.

A differenza dei Souls infatti non potremo tornare sul luogo della morte per recuperare i punti esperienza perduti. Dopo un certo numero di morti consecutive si attiverà la Benedizione, la quale ci preserverà dal perdere buona parte dei punti esperienza, tramutandosi in caso di morte recidiva in Maledizione, la quale come suggerito dal nome ci penalizzerà ulteriormente. 

Non mancano all’appello consumabili di ogni tipo, da quelli in grado di ripristinare la barra della salute o il numero di resurrezioni possibili, ad oggetti pensati per ottenere brevi agevolazioni negli scontri, con incremento di forza e difesa.

Come siamo stati abituati da sempre con tutti gli altri titoli di From Software, anche in Sekiro avremo a che fare con Boss obbligatori e opzionali, questi ultimi pensati per coloro che desiderano migliorare ulteriormente le statistiche del personaggio, incrementare la longevità del titolo, completare al 100% lo stesso e mettere a dura prova le proprie abilità.

I Boss si diversificano tra di loro in abilità, attacchi e punti deboli, ognuno collocato in una differente location, pronta a distrarci con la bellezza del Giappone feudale.

L’assenza dei caricamenti e suddivisioni delle location durante le esplorazioni, ci permette di ammirare da zone sopra elevate e in lontananza, luoghi esplorati in precedenza, passando da città e grotte a boschi e templi in rovina.

Nel corso delle esplorazioni capiterà di imbattersi in personaggi secondari, alcuni di essi pronti a fornirci informazioni utili altri invece protesi ed oggetti di vario tipo al giusto prezzo. Tramite i rivenditori è possibile infatti vendere gli oggetti obsoleti per ricavare qualche spicciolo o acquistarne di nuovi.

Sekiro Shadows Die Twice è completamente in italiano, dai sottotitoli al doppiaggio, permettendoci di gustare ogni singolo dialogo, dai nemici che potremo origliare alle brevi cutscene.  Passiamo ora alle differenze tra la versione PC e Xbox One X.

Entrambe supportano l’HDR ma la versione console purtroppo è afflitta da cali di frame rate persistenti e fastidiosi, a differenza della versione PC la quale è una gioia per gli occhi, proponendo un’ottimo comparto grafico senza scendere a compromessi con la velocità di gioco.

Grazie alla presenza di rapidi caricamenti sia in caso di morte che nei viaggi rapidi, potremo tornare in azione nel giro di pochi secondi. Sekiro riprende alcune meccaniche dai Tenchu con i quali molti di noi sono cresciuti, dalle uccisioni stealth, a gadget e spostamenti del protagonista. 

Se siete alla ricerca di un passatempo rilassante, ci dispiace deludervi ma Sekiro non è alla vostra portata, un titolo estremamente difficile che vi terrà in tensione per l’intera durata.

Sekiro Shadows Die Twice Gameplay Trailer

A seguire vi riportiamo il nostro Gameplay:

  • 9/10
    Grafica - 9/10
  • 8.8/10
    Gameplay - 8.8/10
  • 8.4/10
    Trama - 8.4/10
  • 9.6/10
    Sonoro - 9.6/10
  • 9.4/10
    Longevità - 9.4/10
9/10

x0x Shinobi x0x

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