Recensione Stories of Bethem: Full Moon

Pubblicato da: Shinobi SEO WEB- il: 06-09-2016 7:18 Aggiornato il: 15-02-2017 10:04

Per tutti gli appassionati degli ARPG vecchia scuola, arriva su console di nuova generazione un’avventura pixellata chiamata Stories of Bethem: Full Moon che abbiamo avuto il piacere di provare per voi, ed oggi vogliamo condividere la nostra Recensione. Lasciatevi stregare da questa magica avventura, un mix tra rompicapo ed esplorazione alla scoperta del mistero che si cela a Bethem.

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Le streghe di Bethem: Il maleficio

Il gioco inizia nei panni del padre del protagonista, vittima di un maleficio da parte della strega blu, spetterà al figlio che utilizzeremo per gran parte dell’avventura salvare suo padre rompendo l’incantesimo con l’aiuto della strega rossa.  Stories of Bethem: Full Moon è un ARPG ricco di esplorazione e rompicapi ed oggetti misteriosi da scoprire e collezionare. Per rompere l’incantesimo il protagonista “Khorma” deve diventare un autentico mago ma non sarà facile poichè tra lui e la strega blu vi sono mille insidie da superare.

Bethem ci riporta alle origini quando i pixel la facevano da padrone e il comparto grafico passava in secondo piano, dove la storia prevaleva sul resto e quando il gameplay semplice e divertente era la chiave per il successo. 20 ore di puro divertimento tra rompicapi, nemici da sconfiggere e dialoghi a non finire, con la possibilità di ottenere nuovi incantesimi e poteri, completare numerose missioni principali e secondarie al fine di diventare il più potente mago di Bethem.

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Ritorno alle origini

La particolarità del titolo che ha destato maggiormente il nostro interesse risiede nel comparto grafico, il quale si sposa alla perfezione con una colonna sonora che ricorda gli RPG degli anni 90, un mondo di gioco colorato seppure poco dettagliato, rivolto principalmente a chi come noi è cresciuto con la vecchia generazione, passando dai primi Zelda o Pokèmon agli attuali. Nel gioco ci ritroviamo in una grande mappa totalmente o quasi esplorabile, utilizzando i poteri che apprenderemo nel corso del gioco è possibile sbloccare passaggi e accedere a zone inizialmente bloccate.

Ad esempio una volta raggiunta la dimora della strega rossa, ci darà un potere che ci consentirà di abbattere erbacce ed ostacoli vari presenti nella mappa, al fine di raggiungere scrigni segreti ed altre location. Tramite l’HUD presente sul display è possibile tenere traccia del numero di cuori e quindi la barra vitale, la quale una volta scesa a zero ci farà ripartire dal checkpoint raggiunto, il numero di sfere che è possibile lanciare contro gli ostacoli e quindi gli incantesimi e gli oggetti presenti ed equipaggiati dall’inventario.

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Interazione pixellosa

In Bethem ci ritroveremo a interagire non solo con gli elementi presenti nel vasto scenario quali scrigni, erbacce, nemici, rocce ma anche con i personaggi presso villaggi, fortezze, casette abbandonate in losche foreste e cosi via dicendo, tra una battuta ironica e una richiesta secondaria, è possibile ottenere ricompense speciali che ci consentono sia di proseguire il nostro viaggio ma anche di migliorare il nostro eroe, dall’incremento della barra vitale al mana per lanciare gli incantesimi.

Stories of Bethem lascia libertà di esplorazione al giocatore, il quale può decidere se recarsi sul luogo stabilito per il completamento della missione principale o deviare per scoprire i segreti che si celano ad ogni angolo. Come per i vecchi giochi ci ritroveremo a poter salvare la partita solo tramite degli appositi cartelli sparsi per gli scenari, una volta individuati ed interagito con essi ci vengono proposti 3 slot per salvare i progressi.

4.0

Stories of Bethem è la dimostrazione di come il comparto grafico spesso può essere accantonato lasciando il posto ad un gameplay divertente e mai monotono o ripetitivo. Un ARPG in grado di rendere felici coloro che sono cresciuti con i giochi pixellati, dove la libertà di esplorazione la fa da padrone per una longevità in grado di tenere il giocatore incollato allo schermo per intere giornate.

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