Until Dawn 2 annunciato su PS5 per il 2027

Until Dawn 2 è ufficiale e arriverà su PlayStation 5 nel corso del 2027. Il nuovo capitolo della serie horror narrativa è stato annunciato da Sony Interactive Entertainment durante lo State of Play del 2 giugno 2026, con un primo trailer che conferma un cambio netto di scenario, protagonisti e atmosfera rispetto al gioco originale del 2015. Lo sviluppo è affidato a Firesprite, studio già coinvolto in Horizon Call of the Mountain, mentre la nuova avventura sarà una storia indipendente con un cast completamente nuovo.

Il ritorno di Until Dawn è significativo perché arriva oltre dieci anni dopo il primo capitolo, uno dei giochi che ha definito meglio il filone dell’horror interattivo moderno su PlayStation. Anche questa volta il cuore dell’esperienza sarà basato su scelte, conseguenze e sopravvivenza: ogni decisione potrà modificare il destino dei personaggi, determinando chi riuscirà ad arrivare vivo fino all’alba e chi invece diventerà una delle vittime della notte.

Una nuova storia con un cast inedito

Until Dawn 2 non continuerà direttamente la vicenda dei protagonisti del primo capitolo, ma proporrà una storia completamente nuova. Il gioco seguirà una troupe di cacciatori di fantasmi legata a Dead True, un canale paranormale molto popolare. Il problema è che, fino a quel momento, i loro contenuti non erano davvero basati su esperienze soprannaturali autentiche: molte delle paure mostrate al pubblico erano costruite, preparate o comunque lontane da un vero incontro con l’orrore.

La situazione cambia quando il gruppo raggiunge un’isola remota per inseguire il prossimo grande caso, legato alla storia inquietante di una donna, demoni e fenomeni spettrali. Quella che nasce come una nuova occasione per ottenere visualizzazioni e successo online si trasforma rapidamente in una notte di terrore reale, dove i personaggi devono affrontare qualcosa di molto più pericoloso della messinscena a cui erano abituati.

Questa premessa funziona bene perché aggiorna il concetto originale di Until Dawn a un contesto più moderno. Nel 2015 il primo gioco usava molti codici dello slasher teen horror classico, con baita isolata, amici in vacanza e una montagna piena di segreti. Il seguito sposta invece l’attenzione su fama online, contenuti virali e spettacolarizzazione del paranormale, temi molto più vicini all’immaginario contemporaneo.

L’isola remota sostituisce la montagna del primo capitolo

Il cambio di ambientazione è uno degli elementi più evidenti. Until Dawn 2 lascia la montagna innevata e si sposta su un’isola remota, un luogo apparentemente perfetto per un racconto horror basato su isolamento, pericolo e impossibilità di fuga. L’isola permette di creare una tensione diversa rispetto al primo capitolo: non più freddo, neve e chalet, ma paesaggi più aperti, natura ostile, zone abbandonate e una sensazione costante di essere lontani da qualsiasi aiuto.

Un’isola è un ambiente narrativamente molto potente per un horror interattivo. Può sembrare ampia, ma in realtà è una prigione naturale. I personaggi possono correre, nascondersi, esplorare e cercare vie di fuga, ma restano comunque bloccati in uno spazio chiuso, circondato dal mare e dominato da una minaccia che non comprendono.

Questa scelta può dare a Firesprite l’occasione di variare maggiormente i luoghi rispetto alla baita del primo gioco. Spiagge, edifici abbandonati, grotte, strutture turistiche decadenti, foreste tropicali e zone sotterranee potrebbero diventare scenari ideali per momenti di tensione, inseguimenti e scelte improvvise.

Le scelte restano il cuore dell’esperienza

Il DNA di Until Dawn resta invariato: il destino dei protagonisti sarà nelle mani del giocatore. Firesprite ha confermato che le decisioni continueranno a modellare la storia, determinando chi sopravvive e chi muore. Questo è l’elemento che più di ogni altro definisce la serie, perché trasforma ogni dialogo, ogni esplorazione e ogni quick time event in una possibile svolta narrativa.

Nel primo capitolo, il sistema delle conseguenze era basato sull’effetto farfalla, con scelte apparentemente piccole capaci di generare conseguenze molto più avanti nella storia. Until Dawn 2 dovrà riprendere quella filosofia e spingerla oltre, soprattutto perché il pubblico oggi è molto più abituato ai giochi narrativi ramificati.

Il successo del nuovo capitolo dipenderà molto dalla qualità delle conseguenze. Non basterà offrire scelte superficiali o morti spettacolari: il gioco dovrà far sentire al giocatore che ogni decisione conta davvero, che la sopravvivenza non dipende solo dai riflessi, ma anche da intuizione, fiducia, relazioni e capacità di leggere i personaggi.

Dead True aggiorna l’horror all’epoca dei contenuti virali

L’idea del canale paranormale Dead True è una delle novità più interessanti. Il gruppo di protagonisti non è composto da semplici ragazzi capitati nel posto sbagliato, ma da persone abituate a costruire paura per il pubblico. Sono cacciatori di fantasmi più interessati alla fama, al prossimo episodio e alla reputazione online che a un vero confronto con l’ignoto.

Questo rende la premessa più cattiva. Until Dawn 2 può giocare sul contrasto tra paura finta e paura reale, tra spettacolo e sopravvivenza, tra immagine pubblica e panico autentico. Quando chi vive di orrore costruito si trova davanti a un orrore vero, la maschera cade subito.

Il tema della viralità può anche rendere più interessante il comportamento dei personaggi. Alcuni potrebbero voler continuare a registrare, altri potrebbero pensare alla fuga, altri ancora potrebbero mentire per proteggere la propria immagine. In un gioco basato sulle scelte, queste tensioni possono creare conflitti forti e decisioni moralmente più ambigue.

Dr Hill torna e collega il seguito al primo Until Dawn

Il trailer mostra anche il ritorno dell’enigmatico Dr Hill, interpretato nuovamente da Peter Stormare. La sua presenza è uno dei pochi collegamenti diretti con il primo capitolo, anche se Until Dawn 2 viene presentato come un’esperienza autonoma con una nuova storia e un nuovo cast.

Il ritorno di Dr Hill è importante perché richiama subito uno degli elementi più inquietanti dell’originale: le sedute psicologiche, il senso di controllo, la manipolazione del giocatore e il confine ambiguo tra analisi, colpa e paura. Non è ancora chiaro quale ruolo avrà nel nuovo capitolo, ma la sua presenza suggerisce che Until Dawn 2 potrebbe mantenere una componente metanarrativa o psicologica.

Questo collegamento può aiutare il gioco a restare riconoscibile senza dipendere dai vecchi protagonisti. Dr Hill diventa una specie di ponte tra passato e futuro della serie: un volto familiare dentro una storia nuova, capace di ricordare ai fan che l’identità di Until Dawn non è fatta solo di ambientazioni e mostri, ma anche di tensione mentale e manipolazione narrativa.

Firesprite eredita una serie molto amata

Il primo Until Dawn era stato sviluppato da Supermassive Games, mentre il nuovo capitolo è affidato a Firesprite. È un passaggio importante, perché il team dovrà raccogliere un’eredità pesante e dimostrare di saper rispettare ciò che i fan hanno amato dell’originale: personaggi vulnerabili, atmosfera da film horror, scelte difficili, morti improvvise e tensione crescente.

Firesprite non è però uno studio estraneo all’horror. Prima di collaborare con Guerrilla Games su Horizon Call of the Mountain, il team aveva lavorato anche su esperienze più oscure come The Persistence, un titolo sci-fi horror con forte attenzione alla tensione e alla sopravvivenza. Questo background può aiutare molto nella costruzione del nuovo Until Dawn.

La sfida sarà trovare equilibrio tra fedeltà e rinnovamento. Se il gioco sarà troppo simile al primo, rischierà di sembrare una ripetizione. Se invece cambierà troppo, potrebbe perdere il pubblico storico. L’idea di una troupe paranormale su un’isola remota sembra una buona via di mezzo: struttura familiare, ma contesto completamente nuovo.