Tanglewood: Recensione, Trailer e Gameplay

Pubblicato da: x0xShinobix0x- il: 19-08-2018 8:14

Correva l’anno 1988 quando il SEGA MEGA DRIVE face il suo esordio in Giappone, in un’era dove le console a 16 BIT la facevano da padrone.

A distanza di molti anni dal pensionamento della piattaforma SEGA e grazie ad una campagna su Kickstarter per la raccolta dei fondi necessari al suo sviluppo, arriva su PC Steam e MEGA DRIVE (si, avete letto bene) Tanglewood, ed oggi vogliamo condividere con voi la nostra Recensione.

Tanglewood Recensione

Se siete cresciuti con SONIC, riconoscerete le medesime o quasi meccaniche in Tanglewood. Nel gioco vestiamo i panni di una volpe, la quale dopo un lungo letargo si risveglia in una foresta oscura, popolata da nemici e trappole mortali di ogni tipo.

Decisa a scacciare via lo spirito malvagio dal suo amato bosco, intraprenderà un lungo viaggio, il quale la porterà in foreste oscure, miniere, deserti e terre remote. A differenza di molti altri platform usciti su MEGA DRIVE e negli anni successivi, non avremo un HUD pronto a mostrarci cuori, energie, punti o altro, offrendoci un’interfaccia di gioco pulita e totalmente sgombra da distrazioni.

Dopo la breve cutscene iniziale veniamo lasciati liberi di esplorare la foresta e allo stesso tempo padroneggiare le poche azioni disponibili, la semplicità nel Gameplay porta il titolo a non beneficiare di un Tutorial, lasciando al giocatore l’auto apprendimento.

Con un tasto saltiamo, con un secondo interagiamo con una pallina colorata e con il terzo planiamo, nulla di complesso. Nel corso del lungo viaggio ci capiterà spesso di imbatterci in due tipologie di palline, rossa e gialla.

Lea gialla  permette alla volpe di assumerne la colorazione e l’abilità di planare a grandi altezze, la rossa invece ripristina la colorazione della volpe, impedendole di usufruire dell’abilità speciale. Tanglewood è suddiviso in livelli, nessuna mappa che ci mostra il mondo in cui ci troviamo o quanti stage restano alla conclusione.

E se l’HUD e il Tutorial potrebbero rovinare il racconto videoludico che l’autore ha ideato, la mappa non è da meno, permettendoci di completare livello dopo livello senza interruzioni.

Le palline ricoprono un ruolo chiave nell’avventura, in quanto per raggiungere determinati punti bisognerà attivare la pallina tramite una sorta di luce o meccanismo, trascinandola al suo interno, usufruendo dunque dell’abilità speciale per svolazzare da una piattaforma all’altra.

Non mancano nemici e ostacoli da evitare oltre dei boss da sconfiggere, i quali non disponendo di una barra vitale potranno essere eliminati o aggirati con l’astuzia, utilizzando gli elementi presenti nello scenario per avere la meglio, come ad esempio grossi macigni, i quali possono essere spostati ed utilizzati anche per raggiungere zone sopra elevate.

Tramite le buche nel terreno potremo effettuare un balzo in alto, raggiungendo rami e piattaforme normalmente non accessibili.

Inutile dire che sia il comparto grafico che sonoro richiamano i classici platform degli anni 90, con una colonna sonora emotivamente accattivante e coinvolgente ed una grafica in puro stile pixel art, rivolta ai nostalgici. 

Tramite le impostazioni di gioco è possibile sia modificare la risoluzione che mappare i comandi su tastiera o controller, permettendoci di scegliere la combinazione che riteniamo più comoda e accessibile.

Tanglewood è un autentico capolavoro a dimostrazione di come ancora oggi, a distanza di 30 anni dal lancio del MEGA DRIVE, la piattaforma sia ancora in grado di proporre titoli di qualità.

Tanglewood Gameplay Trailer

  • 6.4/10
    Grafica - 6.4/10
  • 6.6/10
    Gameplay - 6.6/10
  • 7.7/10
    Sonoro - 7.7/10
  • 7.5/10
    Trama - 7.5/10
  • 7/10
    Longevità - 7/10
7/10

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