Recensione Hydrophobia Prophecy

Pubblicato da: matrixneo84- il: 16-05-2011 18:17 Aggiornato il: 10-04-2018 15:07

Non tutti si sentono a proprio agio nell’acqua: per sopravvivere a questo gioco l’ultima fobia da avere è quella dell’acqua, riuscirete nell’intento?

L’acqua vi sommergerà in tutte le direzioni e non avrete scampo, l’unica via di fuga è sfruttare questo elemento vitale a proprio vantaggio altrimenti farete la fine del topo!

Molte volte è importante il quando e non il dove, in questo caso il fatto di essere 30 anni nel futuro non cambia tanto le cose, certo avremo qualche aggeggio in più da usare proveniente dal futuro come l’interfaccia MAVI, spesso utile per andare avanti nel corso della nostra avventura.

Il più delle volte dovremo ricorrere alle vecchie maniere, saltare qua e là, immergersi, aprire porte, decodificare dei segnali…cose a cui siamo abituati da anni e che non rappresentano una novità.

Parlavamo del quando e ora tocca svelare la location del gioco, una nave gigantesca chiamata “Regina del Mondo”, giustamente dove volevate affogare se non a bordo di una imbarcazione? A parte gli scherzi e i classici commenti tipo “questo l’ho già visto”, Hydrophobia è un buon titolo, non un capolavoro.

L’impegno della software house su questo titolo c’è stato, lo testimonia il fatto che sentendo i pareri degli utenti i programmatori hanno risolto bug e migliorato alcune meccaniche di gioco: cosa rarissima e ovviamente da premiare.

Nonostante questo lavoro extra, Hydrophobia Prophecy non è esente da bug ma un passo avanti l’ha fatto rispetto all’iniziale uscita su Xbox 360 (ora disponibile su Pc e presto su Ps3). Un punticino in più se l’è guadagnato per questa recensione!

Parlavamo del Mavi ma non abbiamo ancora spiegato in che consiste: è un ausilio che il giocatore può usare (a volte deve) all’interno del gioco, una specie di palmare con delle funzionalità di localizzazione degli obiettivi e visione migliorata, controllo remoto su altri dispositivi ecc…

Le cinematic sono un pò approssimative, la storia molto convenzionale, dialoghi non memorabilissimi: tutto è incentrato sulla sopravvivenza, sul fare scelte in poco tempo e se siete proprio pignoli dovrete raccogliere oggetti e documenti (aumenterete il vostro punteggio e sbloccherete obiettivi/trofei).

Se avete amato film come The Abyss o Leviathan per citarne alcuni, se l’acqua è un elemento di cui non potete fare meno e se siete per le situazioni di pura claustrofobia, questo titolo fà per voi…anche se cercate qualche ora di puro svago senza troppo impegno.

Perché una nave deve per forza imbarcare acqua? Spiegamo che ha subito un attacco terroristico, e voi non siete il solito duro o la solita eroina armati fino ai denti, siete un semplice ingegnere sistemistico chiamato Kate.

Il fascino di questo titolo risiede anche in questo: usare le armi non sarà l’unica ragione di vita, spesso dovrete sfruttare l’ambiente circostante per eliminare i vostri nemici.

Infine, sebbene alcuni aspetti potevano essere un po più curati, l’elemento chiave con le sue particelle e la densità specifica è stato reso al meglio: un gioco da provare sicuramente!

Grafica: 7,5  E’ l’acqua a farla da padrona, qualche sbavatura sul resto

Audio: 6,5  Sì poteva fare di meglio

Giocabilità: 8   Un gameplay atipico con una componente survival e sparattutto in terza persona, in ogni caso non un semplice clone di Tomb Raider e compagnia bella

Novità: 7,5   Qualcosina di nuovo c’è ma poteva essere un pò più approfondito

Longevità: 7,5   Discreta durata

Divertimento: 7,5   Forse non così appagante ma ci sarà

Paura: 6    Per quanto alcune situazioni impongono scelte rapide e nonostante sarete spesso alla ricerca costante di aria per sopravvivere questa fobia dell’acqua non si percepisce molto, non paurosissimo!

Giudizio finale: 7    Un titolo da provare, alcune idee innovative però si sono perse per strada!

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