LumenTale: Memories of Trey è uno di quei giochi che devono convivere fin dal primo istante con un paragone inevitabile. Quando si parla di monster collector, il pensiero corre subito a Pokémon, ed è impossibile fingere il contrario. Il titolo sviluppato da Beehive Studios e pubblicato da Team17 conosce bene questa eredità, ma prova a ritagliarsi uno spazio personale puntando su un mondo molto curato, creature dal design riconoscibile, combattimenti a turni più tattici del previsto e una storia che mette al centro memoria, identità e scoperta di sé. Il gioco è disponibile su PC tramite Steam e su Nintendo Switch.
Talea è un mondo colorato che punta su memoria, identità e contrasti
Il protagonista è Trey, un ragazzo senza ricordi che si ritrova coinvolto in un viaggio attraverso Talea, una terra divisa tra passato mitico e presente tecnologico. Il tema della memoria perduta non è certo nuovo nei giochi di ruolo, ma qui funziona perché diventa il pretesto per accompagnare il giocatore dentro un universo ricco di contrasti.
Da una parte c’è il fascino quasi fiabesco degli Animon, le creature da incontrare, catturare e allenare. Dall’altra c’è una società che vive una frattura profonda tra le regioni di Logos e Mythos, due anime opposte che danno al mondo di gioco una personalità più marcata rispetto alla semplice struttura da viaggio tra città, percorsi e combattimenti.
La prima cosa che colpisce di LumenTale: Memories of Trey è la cura artistica. Il gioco usa una combinazione di pixel art e ambienti con profondità tridimensionale che restituisce un colpo d’occhio caldo, colorato e nostalgico. Non è un titolo che punta a stupire con la potenza tecnica, ma riesce spesso a convincere grazie alla direzione visiva. Le città hanno una propria identità, gli interni sembrano pieni di piccoli dettagli e la mappa di Talea comunica bene l’idea di un mondo pensato con attenzione.

Gli Animon sono il cuore dell’esperienza e danno personalità al viaggio
Gli Animon sono tra gli aspetti più riusciti del gioco. Le creature sono numerose, appartengono a vari tipi elementali e includono versioni legate a Logos e Mythos, una soluzione che rafforza il legame tra collezionismo e costruzione del mondo. Il design è colorato, leggibile e abbastanza vario da spingere il giocatore a voler scoprire cosa si nasconde nella zona successiva.
Il sistema di cattura e interazione ruota attorno all’Holoken, uno strumento simile a uno yo-yo che permette di lanciare sfere, attivare meccanismi, rompere oggetti e interagire con gli Animon nell’overworld. È una scelta intelligente perché rende l’esplorazione più attiva. Il giocatore non si limita a camminare aspettando incontri casuali, ma può puntare, colpire, catturare o avviare uno scontro in modo più diretto.
Questa immediatezza aiuta molto il ritmo, soprattutto nelle prime ore, quando il rischio di sentirsi davanti a un clone troppo familiare è più alto. LumenTale cerca invece di dare al giocatore strumenti più dinamici, rendendo il rapporto con le creature meno passivo e più legato all’ambiente.

I combattimenti a turni cercano profondità senza tradire il genere
I combattimenti sono a turni, ma provano ad aggiungere più profondità attraverso scontri anche 4 contro 4, debolezze elementali, resistenze, immunità e azioni speciali. La presenza di numerosi tipi elementali obbliga a ragionare sulla composizione della squadra, mentre le mosse più potenti e la necessità di analizzare gli avversari per comprenderne meglio le vulnerabilità aggiungono un piccolo strato tattico.
Non tutto è sempre chiarissimo fin da subito, e alcune meccaniche avrebbero meritato una spiegazione più elegante, ma il sistema funziona perché spinge a sperimentare con il team invece di affidarsi sempre alla creatura più forte. La difficoltà non è proibitiva, ma cresce abbastanza da costringere il giocatore a pensare alla squadra, alle coperture elementali e alla gestione delle mosse.
Il ritmo delle battaglie resta uno degli elementi più importanti per un monster collector. Qui LumenTale alterna buone intuizioni a qualche momento più lento, ma nel complesso riesce a offrire un sistema sufficientemente solido, soprattutto per chi ama costruire squadre diverse e provare nuove combinazioni.

Le attività secondarie rendono Talea più viva
Uno dei meriti più grandi del gioco è la quantità di attività secondarie. LumenTale non vive solo di cattura e combattimenti, ma prova a costruire un ecosistema più ampio. Ci sono ricette, carte da collezionare, minigiochi, personalizzazione dell’Anispace e tanti elementi pensati per dare respiro all’avventura.
Questa abbondanza rende Talea più viva e dà al giocatore motivi per fermarsi, esplorare e dedicarsi ad attività meno legate alla progressione principale. L’Anispace, in particolare, è un’idea riuscita perché rafforza il rapporto con gli Animon e aggiunge una componente decorativa e personale al viaggio.
La colonna sonora accompagna bene l’avventura, alternando brani più energici durante le lotte a musiche rilassate nelle aree naturali e nei centri abitati. Anche il sound design contribuisce all’immersione, con suoni ambientali e dettagli legati alle superfici attraversate. Sono elementi che non rivoluzionano il genere, ma aiutano LumenTale a sembrare un progetto realizzato con passione e non un semplice esercizio di imitazione.

Ambizione, problemi tecnici e qualche limite di ritmo
Il problema principale è che questa ambizione non sempre è sostenuta da un ritmo perfetto. La narrazione può risultare diluita in alcuni passaggi, alcune scelte di bilanciamento sembrano meno solide nella seconda metà dell’avventura e la versione Nintendo Switch può mostrare caricamenti frequenti, tempi talvolta lunghi e qualche problema tecnico non sempre trascurabile.
Anche su PC l’esperienza può risentire di bug o imperfezioni, ma il quadro generale resta quello di un titolo costruito con idee chiare e una forte volontà di emergere. LumenTale: Memories of Trey non è un progetto privo di difetti, ma è evidente il tentativo di dare al genere una lettura personale, più curata di quanto ci si potrebbe aspettare da una produzione indipendente.
Questi limiti non cancellano i punti di forza, ma vanno considerati. Chi cerca un monster collector perfettamente rifinito in ogni dettaglio potrebbe notare incertezze e passaggi meno fluidi. Chi invece è disposto ad accettare qualche sbavatura troverà un’avventura colorata, ricca e piena di buone idee.

Un monster collector italiano con cuore e personalità
Il valore di LumenTale: Memories of Trey sta nella sua identità. Non riesce sempre a liberarsi dall’ombra dei grandi nomi del genere, ma non sembra nemmeno volerli sfidare frontalmente. È più corretto vederlo come un’alternativa italiana, colorata e sincera, costruita per chi ama catturare creature, creare squadre, scoprire nuove regioni e lasciarsi accompagnare da un mondo pieno di dettagli.
Non è perfetto, ma ha cuore, personalità e abbastanza idee per meritare attenzione da parte degli appassionati di monster collector.