Martha is Dead: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

A distanza di anni dal lancio di The Town Of Light, il team italiano LKA torna sulla scena videoludica con una nuova perla, ed oggi vogliamo condividere con voi la Recesione di Martha is Dead, dopo aver trascorso del tempo nella sua terrificante compagnia.

Martha is Dead si distacca del precedente titolo sotto alcuni aspetti, dall’atmosfera ad un mondo di gioco liberamente esplorabile, con argomenti narrati in parte storicamente accaduti e restanti di pura invenzione, il cui modo di esporli rende il titolo simile ad un survival horror, con atmosfere che nel cuore della notte, accompagnate ed arricchite da suoni e musiche inquietanti, riescono a incutere timore nel giocatore, lasciandolo in tensione durante l’esplorazione. Il gioco inzia come da titolo con la morte di Martha, la protagonista è Giulia, la sorella gemella che viene scambiata per Martha dopo aver indossato il suo medaglione, recuperato dal lago in cui è stato rinvenuto il cadavere.

Martha is Dead Recensione

Inizia così la storia, nella quale Giulia dovrà indagare sulla misteriosa morte di sua sorella, risalendo con le indagini a movente e colpevole. Come anticipato Martha is Dead cerca di collocarsi nei survival horror con atmosfere, episodi ed una musica a volte inquietanti e terrificanti, malinconici e in grado di farvi scorrere un brivido lungo la schiena, nonostante sia ben lontano dalla tradizionale esperienza fuggi e nasconditi di molti horror.

L’avventura si suddivide in due parti, di giorno si esplora liberamente lo scenario nel tentativo di portare a termine tutti gli incarichi richiesti, molti di essi opzionali, scattando foto e sviluppandole nella camera oscura, di notte ci si addentra nel bosco per scoprire i macabri misteri che si celano al suo interno, con comparse spettrali, flashback e incubi vari, equipaggiati con torcia, camera o un accendino, nemmeno foste in Fatal Frame. Ci teniamo a precisare che Martha is Dead non è il classico Horror, non vi sono figure dalle quali fuggire, scarejump o cose di questo tipo, è una storia che viene raccontata come fosse un giallo ma con scene crude e che hanno costretto il team ad applicare delle censure su PlayStation, in stile Agony per intenderci.

Il vero fulcro dell’esperienza risiede nell’importanza di immortalare dei soggetti per poi sviluppare le foto nell’apposita camera, mediante le originali procedure, seppure semplificate di molto per ridurre al minimo il processo ed evitare di far perdere del tempo al giocatore.

Una volta equipaggiata la macchina fotografica bisogna regolare angolazione, focus, filtri e settaggi vari prima dello scatto, per poi portare le foto nella camera dove svilupparle con gli strumenti a disposizione, dalla stampa su carta all’immersione in acqua, utilizzando poi il materiale per ottenere il risultato finale. Da elogiare il tutorial meticoloso realizzato da LKA, il quale illustra sia il funzionamento della macchina fotografica che dello sviluppo, con la possibilità di saltare la spiegazione e l’attesa. Martha is Dead come detto si differenzia da The Town Of Light per uno scenario decisamente più grande da esplorare, sia a piedi che utilizzando la bici, con una mappa richiamabile in qualsiasi momento premendo l’apposito tasto, oltre un inventario dove riporre gli oggetti da utilizzare per l’occasione.

Ci teniamo a fare la prima critica, vale a dire l’impossibilità di fissare dei punti in mappa o disporre di una sorta di radar durante l’esplorazione, ciò obbliga il giocatore a richiamare l’intera mappa ogni volta che si desidera vedere la propria posizione e l’obiettivo da raggiungere. Una seconda critica va mossa nei confronti del comparto tecnico, il quale a volte è soggetto a cali di frame rate o crash improvvisi, nulla che non possa essere risolto con qualche aggiornamento, ed un doppiaggio che non convince appieno.

Graficamente parlando Martha is Dead è un vero capolavoro, sia per gli interni che esterni, con una meticolosa modellazione e texturizzazione di ogni elemento che troverete durante le esplorazioni, rendendo gli scenari più realistici possibili. Al fine di trattenere più a lungo possibile i giocatori, oltre dunque le 10 ore richieste per portare a termine la storia principale, LKA ha pensato sia di realizzare svariate attività opzionali che arricchiscono la trama principale, che collezionabili e sbloccabili recuperabili in giro per la mappa, da foto da scattare ad elementi con i quali interagire. Ad esempio per usare la bici, che non è obbligatorio ma opzionale, bisogna trovare la pompa per gonfiare la ruota posteriore.

Questo è solo un esempio di ciò che vi attende qualora decidiate di acquistare il titolo. Certo, non è la grafica a fare il gioco come si suol dire, ma al di la dei problemi di cui vi abbiamo parlato, LKA ancora una volta riesce a conquistarsi una fetta di giocatori, sia italiani che internazionali, proponendo un’esperienza che merita di essere giocata e vissuta sotto ogni aspetto, essendo uno di quei titoli in cui il rushare non è contemplato.

Martha is Dead Gameplay Trailer