Un treno lanciato a tutta velocità esegue una rotazione in aria, atterra su una rotaia sospesa e continua la corsa mentre sullo sfondo esplode una città controllata da una corporazione. Bastano pochi secondi per capire che Denshattack! non ha alcun interesse nel rispettare le normali regole ferroviarie.
Sviluppato da Undercoders e pubblicato da Fireshine Games e Boltray Games, il titolo trasforma i convogli giapponesi in gigantesche tavole da skateboard. L’idea potrebbe sembrare poco più di una battuta, ma intorno a questa premessa è stato costruito un gioco d’azione veloce, sorprendentemente tecnico e ricco di personalità.
Un Giappone attraversato da binari ribelli
La storia è ambientata in un futuro nel quale i cambiamenti climatici hanno reso gran parte del Giappone difficilmente abitabile. Le grandi città sono state rinchiuse all’interno di cupole amministrate dalla potente corporazione Miraidō, mentre chi è rimasto fuori deve sopravvivere utilizzando infrastrutture ormai abbandonate.
La protagonista è Emi, una ragazza che utilizza il proprio convoglio per effettuare consegne di ramen. L’incontro con alcuni appassionati di Denshattack, una disciplina clandestina basata su corse e acrobazie ferroviarie, la trascina in una ribellione molto più grande.
Il racconto non prova a sorprendere con svolte particolarmente elaborate. Ci sono bande rivali, combattenti eccentrici, alleanze improbabili e una società senza scrupoli da sconfiggere. È una struttura familiare, ma viene sostenuta da personaggi colorati e da un tono volutamente esagerato.
La campagna attraversa località come Kyushu, Osaka, Tokyo e le distese innevate dell’Hokkaido, alternando aree urbane, campagne, vulcani e percorsi costruiti sopra l’oceano.

Quando il treno diventa una tavola da skateboard
Il convoglio procede automaticamente lungo i binari, lasciando al giocatore il compito di controllarne direzione, velocità e movimenti. Bisogna affrontare curve, cambiare rotaia, evitare ostacoli e sfruttare rampe e superfici verticali per continuare la corsa.
In aria è possibile eseguire rotazioni, capovolgimenti e numerose evoluzioni ispirate allo skateboard. Il sistema richiama inevitabilmente Tony Hawk’s Pro Skater, ma la necessità di tornare correttamente sui binari cambia completamente il modo di preparare ogni salto.
Non è sufficiente accumulare più acrobazie possibili. Una combinazione spettacolare non serve a nulla quando il treno atterra lontano dalla rotaia oppure entra in curva con un’angolazione sbagliata.
Le prime missioni spiegano gradualmente ogni comando, evitando di sommergere il giocatore con troppe informazioni. Con il procedere dell’avventura vengono introdotte nuove tecniche, tra cui movimenti utili per collegare salti e scivolate senza interrompere il moltiplicatore.
Il sistema diventa davvero soddisfacente quando si smette di reagire agli ostacoli e si comincia a leggere l’intero percorso in anticipo. Imparare quando saltare, dove atterrare e quali acrobazie inserire trasforma una corsa inizialmente caotica in una sequenza continua e spettacolare.

Missioni costruite per essere rigiocate
I livelli non chiedono sempre di raggiungere semplicemente il traguardo. Alcune prove sono concentrate sulla velocità, altre richiedono di superare un punteggio oppure di completare una serie di obiettivi distribuiti lungo il percorso.
Sono presenti anche aree più aperte nelle quali scegliere liberamente quali sfide affrontare per prime. Questa struttura ricorda i capitoli classici di Tony Hawk’s Pro Skater, con attività rapide e percorsi da studiare attraverso più tentativi.
Completare una missione non significa averla realmente dominata. Ogni tracciato nasconde diramazioni, scorciatoie e zone raggiungibili soltanto utilizzando correttamente le tecniche avanzate.
Il riavvio quasi immediato limita la frustrazione. Sbagliare una curva o mancare una rotaia diventa un invito a tentare nuovamente, anziché una punizione accompagnata da lunghi caricamenti.
Le valutazioni finali e gli obiettivi facoltativi offrono inoltre una ragione concreta per tornare nei livelli già superati. Il gioco è accessibile per chi vuole seguire soltanto la storia, ma ottenere i risultati migliori richiede precisione e una conoscenza completa dei percorsi.

Boss enormi e completamente assurdi
La campagna utilizza gli scontri con i boss per spingere il concetto oltre ogni limite. Emi deve affrontare macchine gigantesche, castelli in movimento, creature meccaniche e interi gruppi di treni avversari.
Queste battaglie non si limitano a introdurre un bersaglio con una barra dell’energia. Ogni scontro modifica il percorso, costringe a evitare attacchi e richiede di utilizzare le capacità apprese nelle missioni precedenti.
Non tutti i boss possiedono la stessa efficacia e alcune sezioni possono risultare più confuse che difficili. La quantità di effetti presenti sullo schermo rende occasionalmente complicato distinguere una rotaia sicura da un elemento dello sfondo.
Rimangono comunque tra i momenti più memorabili dell’esperienza. Undercoders dimostra di non avere paura di rendere ogni nuova situazione ancora più esagerata della precedente.

Colori, musica e influenze dei primi anni Duemila
La direzione artistica combina personaggi disegnati in stile anime, ambientazioni tridimensionali e colori estremamente accesi. L’influenza di produzioni come Jet Set Radio è evidente, soprattutto nel modo in cui musica, cultura urbana e ribellione vengono unite all’interno della stessa identità visiva.
Le città sotto le cupole, le ferrovie sospese e le campagne devastate scorrono velocemente sullo sfondo. Il risultato è spesso spettacolare, anche se la velocità può rendere difficile apprezzare tutti i particolari durante il primo passaggio.
La colonna sonora sostiene perfettamente il ritmo delle corse. I brani energici accompagnano salti e derapate senza diventare una presenza secondaria, contribuendo a creare quella sensazione di movimento continuo sulla quale si regge l’intera esperienza.

Non sempre velocità significa controllo
Il principale limite di Denshattack! emerge nelle sequenze più affollate. Il gioco comunica in anticipo curve e ostacoli attraverso simboli e segnali visivi, ma in alcune situazioni il tempo concesso per reagire appare troppo ridotto.
Il problema diminuisce imparando il tracciato, ma il primo tentativo può trasformarsi in una serie di incidenti difficili da prevedere. Anche la telecamera non riesce sempre a offrire una visuale ideale durante le rotazioni più elaborate.
La difficoltà presenta inoltre qualche variazione improvvisa. Alcune missioni possono essere completate senza conoscere a fondo il sistema delle acrobazie, mentre le prove successive richiedono improvvisamente molta più precisione.
Sono difetti che non compromettono il piacere della corsa, ma impediscono al sistema di raggiungere la pulizia dei migliori giochi sportivi da cui trae ispirazione.
La versione PC richiede almeno 12 GB di memoria, una GTX 1050 Ti o una RX 570 e 8 GB di spazio disponibile. Non è presente la traduzione in italiano, mentre sono supportati i testi in inglese, francese, tedesco, spagnolo e altre lingue.
Denshattack! riesce a trasformare una premessa completamente folle in un’esperienza solida. Controllare un treno acrobatico è immediatamente divertente, ma dietro lo spettacolo si nasconde un sistema abbastanza profondo da premiare chi decide di studiarne ogni movimento.
La leggibilità non è sempre perfetta e alcune missioni richiedono di memorizzare il percorso, ma personalità, varietà e ritmo rendono il viaggio difficile da abbandonare. Non sarà il simulatore ferroviario più realistico mai realizzato, ma è sicuramente uno dei più divertenti.