Amnesia Rebirth: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Pubblicato da: Shinobi SEO WEB- il: 25-10-2020 8:40 Aggiornato il: 25-10-2020 8:41

Sul mercato esistono numerosi giochi horror, e quando ci si trova di fronte ad una saga, significa che il team di sviluppo ha fatto i compiti a casa, creando un’esperienza di successo, in grado di conquistare numerosi giocatori da giustificare altri capitoli.

Con questa premessa oggi vogliamo condividere con voi la Recensione di Amnesia Rebirth, nuovo titolo della celebre serie Horror che da anni accompagna i giocatori. Dopo la trilogia originale, il team di sviluppo traporta il giocatore in una nuova epoca storica, ambientazione e nei panni di una protagonista inedita.

Ciò che è stato narrato in passato viene arricchito con del nuovo materiale, quasi a voler approfondire alcune tematiche, proponendosi come un nuovo sequel più che un’avventura a sè stante, ma bando alle ciance e scopriamo insieme cosa il gioco ha da offrire.

Amnesia Rebirth Recensione

La storia ha inizio nel lontano 1937, in Algeria, a seguito di un incidente aereo che ha reso la protagonista, ironia della sorte, priva di memoria e con ricordi confusi. Anastasia Tasi Trianon, colei che controllerete nel corso dell’avventura, è una disegnatrice talentuosa e sarà proprio la sua abilità a gettare le basi per una meccanica inedita in questo nuovo capitolo.

Vi risveglierete in un aereo incidentato, avrete a portata di mano un taccuino dove sono annotate alcune informazioni e disegni confusi, i quali diventeranno più chiari col progredire dell’avventura. Strada facendo recupererete parte dei ricordi della protagonista, consultando note e documenti vari disseminati per gli scenari, lettere e disegni.

Come visto in passato avrete la possibilità di accedere ad un inventario, dove sono riposti gli strumenti raccolti, da fiammiferi a olio per le lampade ed altri oggetti utili per sopravvivere alla nuova e terrificante esperienza.

Come in ogni gioco horror che si rispetti dovrete fare il possibile per restare alla luce, per questo motivo le lampade ad olio, i fiammiferi ed altri strumenti del genere vi torneranno indispensabili, oltre a permettervi ovviamente di orientarvi nelle zone più tenebrose. Contrariamente a quanto si pensi, l’inventario è limitato, ciò significa che potete portare con voi un numero ridotto di oggetti.

Esplorerete diversi scenari lungo il cammino, raccoglierete cartoline e lettere, decifrerete scritte apparentemente incomprensibili e vi imbatterete in enigmi da risolvere, i quali richiederanno un minimo di logica per essere risolti. Non mancano all’appello cadaveri e resti decomposti, alluncinazioni e luoghi oscuri con minacce che si annidano dietro l’angolo, pronte a farvi sobbalzare dalla sedia.

Amenesia Rebirth vi terrà in tensione per l’intera durata, fuggirete per lunghi corridoi, vi nasconderete in delle stanze, sentirete sempre il fiato sul collo anche quando non vi sono minacce nei paraggi, dopotutto è pur sempre un gioco horror, e se provenite dai vecchi capitoli sapete a cosa alludiamo.

Tra i luoghi presenti vi sono caverne, cisterne, villaggi, fabbriche, templi e città, da elogiare dunque la diversificazioni degli scenari, contrariamente a quanto accadeva in passato, dove il giocatore si ritrovava per lo più all’interno del medesimo luogo, pur diversificando le varie stanze in parte.

Rebirth è un susseguirsi di enigmi, dialoghi e monologhi, ciò in parte smorza quel senso di frustrazione scaturito dai giochi horror, quasi a voler in alcuni momenti allentare la tensione, per offrire al giocatore la possibilità di prendere respiro in vista di una nuova minaccia.

Sul fronte grafico il titolo non strizza di certo l’occhio alla nuova generazione, apportando sicuramente delle migliorie rispetto ai precedenti capitoli, ma che non sono ancora sufficienti da ammagliare i giocatori.

Abbiamo apprezzato una trama mai banale e scontata, blanda o noiosa, ed un doppiaggio che si sposa alla perfezione con la caratterizzazione della protagonista, senza contare una colonna sonora i cui effetti e le melodie non sono mai posti a caso.

Da elogiare anche il frame rate, il quale risulta stabile per l’intera durata dell’avventura. Amnesia è tornato a distanza di molti anni dall’ultimo capitolo, a dimostrazione di come gli autori abbiano ancora molto da raccontare.

Amnesia Rebirth Gameplay Trailer

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