A Plague Tale Requiem: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

A distanza di tre anni da A Plague Tale Innocence quest’oggi vogliamo condividere con voi la Recensione di A Plague Tale Requiem, sequel dell’IP firmata Asobo Studio,distribuita da Focus Entertainment, il quale conclude le vicende di Amicia e Hugo, introducendo meccaniche inedite e limando quelle viste in passato, come se fosse stato un terreno di prova per ciò che è diventato oggi il franchise.

A Plague Tale Requiem Recensione

Se provenite dal precedente capitolo ricorderete sia la trama che le meccaniche, se così non fosse vi consigliamo di dare un ripasso o scoprirlo se siete nuovi, prima di addentrarvi nel sequel, sia per proseguire una storia iniziata tre anni fa, che per provare con mano le novità e differenze apportate al titolo. La storia prosegue con Amicia e Hugo liberi di trascorrere le giornate in serenità, divertendosi a giocare e fare nuove conoscenze, la vita è tornata alla normalità, fino a quando la cittadina viene invasa nuovamente dai ratti, costretti a fuggire dovranno affrontare un lungo viaggio, per raggiungere una misteriosa isola, la quale potrebbe curare definitivamente la malattia di Hugo. Sul fronte meccaniche il titolo non si distacca poi molto dal predecessore, se non fosse per l’aggiunta di alcune novità decisamente gradite. Nel corso dell’avventura sarete equipaggiati di fionda e balestra, con la possibilità di utilizzare gli oggetti dello scenario a vostro vantaggio, sia per risolvere gli enigmi ambientali che superare i ratti o eliminare, distrarre e stordire le guardie.

La prima differenza la si trova nelle munizioni, i sassi che potrete scagliare contro oggetti e nemici sono ora infiniti rispetto al passato, con la possibilità di craftare in qualsiasi momento le munizioni di varia tipologia, combinandole tra di loro a seconda della situazione. Torna la possibilità di eliminare le guardie con i ratti, spegnendo le loro torce, stordirli per rallentarli o farli fuori con un sasso in testa, a patto che non siano equipaggiati di elmo, cosa che non potrete rimuovere a differenza del passato. La novità principale però riguarda l’abilità di Hugo nel controllare migliaia di ratti, da poter spostare liberamente nelle zone ombrose per eliminare le guardie o aprirvi un passaggio verso una zona sicura. Come visto in Innocence, anche in Requiem potrete ad esempio accendere torce o focolai, creare esplosioni temporane o sfruttare altri elementi dello scenario per difendervi dai ratti. In alcuni momenti dovrete fuggire da un mare di topi, i quali passano da 5000 a ben 300.000 su schermo, senza avvertire alcun calo di framerate, il che la dice lunga sull’egregia ottimizzazione di Asobo, anche su console, seppur di nuova generazione.

Esplorando lo scenario vi imbatterete non solo in collezionabili ma anche materiali da utilizzare presso il banco da lavoro, al fine di potenziare gli strumenti e di conseguenza le abilità di Amicia, tuttavia non solo sarà difficile reperire i materiali dato che non sono poi così generosi come ci si aspetta, ma dovrete esplorare bene a fondo ogni scenario alla loro ricerca, visto che a differenza delle munizioni, che non scarseggiano mai, queste sono limitate. Spetterà a voi decidere il tipo di approccio da utilizzare, se dunque aggirare le guardie, eliminarle con sassi, topi e in altri modi o se stordirle mentre recuperate il necessario. Nessun radar per orientarsi o punto da raggiungere, al giocatore viene data massima libertà di decisione su come, quando e dove agire, potrete correre, agire di stealth, affrontare i nemici con attacchi a distanza o ravvicinata, anche se in quest’ultimo caso per eliminarli avrete bisogno di coltelli consumabili che possono essere contati sulle dita di una mano, dato che sono molto limitati, per cui l’approccio diretto è spesso usato per stordire gli avversari più che eliminarli.

Sul fronte tecnico come anticipato Requiem è solido, coinvolgente e divertente da giocare, con meccaniche inevitabilmente ripetitive ma che non annoiano e tengono in tensione il giocatore, seppure il team abbia lavorato sodo per offrire il maggior numero di opzioni di accessibilità, tra cui l’immortalità, cosa che naturalmente non vi proteggerà dai ratti. Graficamente parlando il team ha portato la perfezione di Innocence al livello successivo, con scenari e personaggi ancora più belli da vedere, ed un’intelligenza artificiale che spesso agirà come ci si aspetta, perlustrando a dovere ogni centrimetro quadrato dello scenario, addentrandosi anche nell’erba alta pur si stanarvi. Requem è un capolavoro e con la C maiuscola, che merita un posto speciale nella vostra libreria giochi, un’esperienza che vi terrà incollati per una decina di ore con i suoi dodici capitoli. Una degna conclusione per una saga che avrebbe ancora molto da offrire.

A Plague Tale Requiem Gameplay Trailer