Assassin’s Creed Black Flag Resynced è arrivato sul mercato come uno dei progetti più importanti dell’anno per Ubisoft, ma il lancio è stato accompagnato da una notizia pesantissima per una parte del team che ha contribuito al gioco. Ubisoft Barcelona è stata infatti colpita da una ristrutturazione che coinvolge 51 dipendenti, molti dei quali avrebbero lavorato proprio al ritorno di Black Flag.
Il paradosso è evidente: mentre il rifacimento dell’avventura di Edward Kenway riceve attenzione positiva da pubblico e stampa, una parte degli sviluppatori si ritrova a fare i conti con la perdita del lavoro. Secondo quanto riportato, i tagli erano stati comunicati già il 10 giugno 2026, quindi prima dell’uscita ufficiale del gioco.
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Il successo di Black Flag Resynced non ha cambiato i piani
Il caso fa discutere perché Assassin’s Creed Black Flag Resynced non sembra essere stato un progetto fallimentare. Al contrario, diversi report parlano di un lancio forte, con interesse elevato e risultati positivi nelle fasi precedenti all’uscita.
Questo però non sarebbe bastato a fermare la ristrutturazione. Le decisioni sui licenziamenti sarebbero state prese prima del debutto del gioco, rendendo il successo commerciale poco influente sul destino dei lavoratori coinvolti.
È uno degli aspetti più duri dell’attuale industria videoludica: completare un progetto importante, contribuire a un lancio riuscito e ritrovarsi comunque fuori dall’azienda pochi giorni dopo.
Ubisoft Barcelona cambia ruolo
Ubisoft Barcelona non è uno studio secondario nella storia recente dell’azienda. Negli anni ha collaborato a diversi marchi importanti, tra cui Assassin’s Creed, The Crew, Ghost Recon e altri progetti interni.
Con la nuova riorganizzazione, però, il futuro dello studio dovrebbe essere molto più limitato. Secondo quanto emerso, il team di Barcellona sarà concentrato soprattutto su Rainbow Six, riducendo il coinvolgimento su altri grandi marchi del gruppo.
Per Ubisoft, questa scelta può servire a rendere più chiara la distribuzione dei compiti tra gli studi. Per i dipendenti, però, significa meno varietà di progetti e un margine creativo più stretto.
La ristrutturazione Ubisoft continua
I licenziamenti di Ubisoft Barcelona si inseriscono in una fase molto complicata per l’azienda francese. Negli ultimi mesi Ubisoft ha avviato una nuova ondata di tagli, chiusure e riorganizzazioni interne, con centinaia di posti coinvolti a livello globale.
L’obiettivo dichiarato è ridurre i costi e concentrare le risorse sui marchi più forti. È una strategia sempre più comune tra i grandi editori, ma il prezzo viene pagato soprattutto dai team di sviluppo.
Il problema è che questa logica rischia di indebolire proprio gli studi che tengono in piedi le produzioni più importanti. Se un lancio positivo non protegge chi ha lavorato al progetto, diventa difficile parlare di stabilità per l’intero settore.
I lavoratori protestano
La situazione ha generato malcontento anche all’interno dello studio. Secondo le ricostruzioni, i dipendenti coinvolti avrebbero percepito i tagli come una decisione già scritta, indipendente dal risultato di Assassin’s Creed Black Flag Resynced.
In Spagna, i lavoratori hanno organizzato proteste e scioperi per chiedere maggiori garanzie, condizioni più sostenibili e una gestione meno aggressiva della riorganizzazione. Le richieste riguardano non solo i posti colpiti dai licenziamenti, ma anche il futuro di chi resterà in azienda.
Tra i temi contestati ci sarebbero anche il ritorno più rigido in ufficio, la perdita di tutele interne e la mancanza di prospettive chiare dopo la fine dei progetti principali.