GTA 6 è solo l’inizio: i grandi sequel open world stanno preparando una nuova generazione di mondi enormi

Il ritorno di GTA 6 non sarà soltanto uno degli eventi più importanti del 2026, ma potrebbe diventare il punto di partenza di una nuova corsa agli open world di nuova generazione. Dopo anni in cui il genere è stato spesso accusato di ripetersi tra mappe gigantesche, attività secondarie fotocopia e mondi pieni ma poco sorprendenti, i prossimi grandi sequel sembrano voler cambiare passo.

Rockstar Games ha già fissato l’appuntamento con Grand Theft Auto VI per il 19 novembre 2026 su PS5 e Xbox Series X/S, riportando i giocatori a Vice City e nello stato di Leonida, con Lucia e Jason al centro della nuova storia criminale. Non si tratta però dell’unico progetto destinato a pesare sul futuro del genere: tra The Witcher 4, Final Fantasy 7 Revelation, State of Decay 3, Beyond Good and Evil 2 e ARK 2, l’industria sembra pronta a giocarsi una parte importante del proprio futuro proprio sugli open world.

GTA 6 e il ritorno dell’open world come evento globale

GTA 6 parte da una posizione unica. Nessun altro gioco oggi riesce a generare lo stesso livello di attesa trasversale: appassionati, pubblico casual, creator, streamer, analisti e persino altri publisher guardano al nuovo capitolo di Rockstar Games come a un evento capace di spostare calendari, vendite hardware e strategie commerciali.

Il ritorno a Vice City non è solo nostalgia. La nuova ambientazione promette una versione più moderna, più viva e più aggressiva della Florida fittizia già amata dai fan. La presenza di due protagonisti, Lucia e Jason, apre inoltre a un racconto criminale più cinematografico e personale, in cui la coppia potrebbe diventare il vero motore narrativo dell’esperienza.

Il punto è che GTA 6 non dovrà semplicemente essere “più grande” di GTA 5. Dovrà dimostrare che un open world può ancora sorprendere nel modo in cui reagisce al giocatore, nel ritmo delle missioni, nella qualità degli incontri casuali, nella satira sociale e nella densità del mondo. Se Rockstar Games riuscirà davvero a unire scala, dettaglio e libertà, l’intero genere dovrà misurarsi con un nuovo standard.

The Witcher 4 nel primo Gameplay
The Witcher 4 – Gamerbrain.net

The Witcher 4 punta su Ciri e su un mondo più reattivo

Subito dietro GTA 6, uno dei nomi più pesanti è The Witcher 4. CD Projekt RED ha presentato una tech demo in Unreal Engine 5 con Ciri come protagonista, mostrando alcune delle tecnologie pensate per sostenere il nuovo open world della saga. La scelta di mettere Ciri al centro del racconto rappresenta una svolta importante dopo l’era di Geralt, perché cambia il punto di vista, il tipo di viaggio e potenzialmente anche il modo di combattere ed esplorare.

Dopo il successo enorme di The Witcher 3, il nuovo capitolo non può limitarsi a riproporre la stessa formula. I giocatori si aspettano città più credibili, villaggi che reagiscono alle scelte, mostri integrati meglio nell’ecosistema e missioni secondarie capaci di avere ancora quel peso narrativo che ha reso celebre la serie.

La vera sfida per CD Projekt RED sarà trovare equilibrio tra spettacolo tecnico e profondità ruolistica. Un open world bello da vedere non basta più: deve ricordarsi delle decisioni del giocatore, cambiare tono in base alle conseguenze e dare l’impressione che ogni contratto, ogni villaggio e ogni incontro abbiano un valore dentro il mondo di gioco.

Final Fantasy VII Revelation – Gamerbrain.net

Final Fantasy 7 Revelation vuole chiudere la trilogia in grande

Tra i sequel più attesi c’è anche Final Fantasy 7 Revelation, capitolo conclusivo della trilogia remake di Square Enix. Dopo Final Fantasy 7 Remake e Final Fantasy 7 Rebirth, il terzo episodio dovrà portare a compimento una delle riletture più ambiziose mai realizzate nella storia dei JRPG moderni.

Il peso dell’open world, in questo caso, è diverso rispetto a GTA 6 o The Witcher 4. Final Fantasy 7 Revelation non deve vendere solo l’idea di una mappa enorme, ma chiudere una narrazione amatissima senza tradire il materiale originale e senza ignorare le libertà prese nei capitoli precedenti. Le indiscrezioni e le informazioni emerse finora puntano a un lancio nel 2027 e a un progetto destinato a rappresentare l’atto finale della nuova versione della storia di Cloud, Aerith, Tifa, Sephiroth e compagni.

Per Square Enix, la sfida sarà doppia: soddisfare chi cerca fedeltà e sorprendere chi ha già giocato l’originale. Se il mondo sarà più ampio, dovrà esserlo con una funzione precisa, non solo per allungare il viaggio.

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State of Decay 3 e la sopravvivenza open world secondo Xbox

State of Decay 3 rappresenta un altro tipo di ambizione. Non punta al kolossal criminale di Rockstar Games, né alla grande epopea fantasy di CD Projekt RED, ma a un survival open world più sistemico, dove la gestione della comunità, le risorse e la minaccia degli infetti sono il cuore dell’esperienza.

Xbox ha confermato che State of Decay 3 arriverà nel 2027 su Xbox Series X/S, PC, cloud, Game Pass, Steam e anche PS5, segnando una strategia multipiattaforma sempre più evidente per il marchio.

Qui il futuro dell’open world passa dalla sopravvivenza quotidiana. La mappa non deve solo essere grande, ma pericolosa, leggibile, imprevedibile. Ogni spedizione dovrebbe avere un costo, ogni errore una conseguenza e ogni comunità una storia diversa da raccontare. Se Undead Labs riuscirà a dare più peso ai personaggi e alle relazioni, State of Decay 3 potrebbe diventare il salto di qualità che la serie aspetta da anni.

Beyond Good and Evil 2 resta il grande mistero Ubisoft

Il caso più particolare è Beyond Good and Evil 2. Il progetto di Ubisoft è diventato quasi leggendario per la sua lunga gestazione, ma continua a essere citato tra i grandi open world ancora in sviluppo. Secondo aggiornamenti recenti, il gioco non sarebbe stato cancellato e resterebbe ancora vivo all’interno dei piani dell’azienda.

La sua promessa rimane affascinante: un’avventura fantascientifica su scala enorme, con viaggi spaziali, pianeti, personaggi personalizzabili e un universo pensato per andare oltre il semplice seguito del cult originale. Il problema è che, dopo così tanti anni, le aspettative sono cambiate. Quello che sembrava rivoluzionario nel 2017 oggi deve confrontarsi con un mercato molto più esigente.

Per Ubisoft, Beyond Good and Evil 2 potrebbe essere una grande occasione o un rischio enorme. Servirà una presentazione concreta, chiara e convincente per trasformare il mito dello sviluppo infinito in un vero ritorno.

ARK 2 e il survival con dinosauri che guarda al futuro

Anche ARK 2 resta tra i sequel open world più osservati. Studio Wildcard ha costruito una community enorme intorno alla sopravvivenza con dinosauri, crafting, tribù, basi e creature da addestrare. Il secondo capitolo, però, ha attraversato rinvii e incertezze, con le ultime indicazioni che parlano di un possibile arrivo più lontano, verso il 2028.

Il potenziale resta altissimo, perché il primo ARK aveva idee forti ma anche molti limiti tecnici. Un sequel realmente moderno potrebbe migliorare animazioni, combattimento, intelligenza artificiale delle creature, costruzione delle basi e gestione del mondo condiviso.

In un panorama dominato da produzioni sempre più costose, questi sequel mostrano una tendenza chiara: l’open world non è morto, ma deve evolversi. GTA 6 guiderà l’attenzione globale, ma la vera nuova era dipenderà da quanti studi riusciranno a trasformare mappe gigantesche in mondi credibili, vivi e memorabili.