Nomori Recensione: perdere l’orientamento non è mai stato così divertente

Ci sono giochi nei quali bisogna trovare la strada giusta e altri che permettono direttamente di cambiare le regole dello spazio per crearne una nuova. Nomori appartiene decisamente alla seconda categoria. L’avventura tridimensionale di Enchanted Works porta Kiko in un mondo popolato da Spiriti, nel quale l’orientamento tradizionale perde rapidamente significato.

Portali ruotabili, gravità modificabile e manipolazione del tempo sono gli strumenti attraverso cui bisogna attraversare le diverse regioni. L’obiettivo non è soltanto arrivare dall’altra parte di una stanza, ma capire come trasformarla fino a rendere possibile ciò che pochi secondi prima sembrava irraggiungibile.

In Nomori bisogna imparare a pensare in tre dimensioni

I primi enigmi sembrano relativamente semplici, ma servono soprattutto per modificare il modo in cui siamo abituati a osservare un ambiente. Una piattaforma troppo alta non richiede necessariamente un salto migliore e una parete non deve per forza rimanere verticale.

Kiko può utilizzare particolari portali capaci di modificare l’orientamento. Attraversarne uno significa quindi non soltanto raggiungere un nuovo punto dello scenario, ma anche cambiare completamente la direzione della gravità.

Il risultato è che pavimenti, pareti e soffitti possono continuamente scambiarsi di ruolo. Una zona apparentemente distante può diventare improvvisamente raggiungibile semplicemente trovando il collegamento corretto e ruotandolo nella direzione necessaria.

È una meccanica che inizialmente può creare un certo disorientamento, ma proprio questo rappresenta parte del divertimento. Nomori vuole costringere il giocatore ad abbandonare l’idea che esista sempre un sopra e un sotto ben definiti.

Tempo e gravità complicano progressivamente gli enigmi

I portali rappresentano soltanto il punto di partenza. Procedendo nell’avventura, Kiko ottiene nuovi Poteri degli Spiriti che permettono di intervenire direttamente sul comportamento del mondo.

La manipolazione del tempo aggiunge un ulteriore livello ai rompicapo. Non basta più capire dove spostare un elemento: bisogna anche valutare il momento corretto e sfruttare l’interazione tra oggetti, movimento e ambiente.

A questo si affiancano capacità dedicate alla gravità, che permettono di modificare ulteriormente la direzione e il comportamento degli elementi presenti nelle diverse stanze.

Le sezioni migliori arrivano quando il gioco comincia a combinare tutti questi strumenti. Bisogna allora preparare un portale, modificarne l’orientamento, intervenire sulla gravità e utilizzare il tempo nella sequenza corretta. La soluzione raramente dipende dalla velocità: Nomori premia soprattutto la capacità di osservare e sperimentare.

Quattro mondi da esplorare e poi visitare di nuovo

La struttura è organizzata attorno a quattro regioni legate alle stagioni. Ognuna possiede una propria identità visiva e introduce variazioni negli enigmi, evitando che il viaggio sembri una semplice successione di stanze costruite con gli stessi elementi.

Il passaggio da una stagione all’altra porta nuovi scenari, Spiriti e situazioni ambientali, ma soprattutto nuove capacità. La crescita di Kiko permette così di affrontare problemi progressivamente più articolati.

Interessante anche la possibilità di tornare nelle zone precedentemente visitate. Alcuni percorsi non possono essere raggiunti durante il primo passaggio e diventano accessibili soltanto dopo aver ottenuto determinati poteri.

Questo sistema dà un significato concreto alla riesplorazione. Non si torna semplicemente indietro per raccogliere un oggetto dimenticato, ma perché la nostra capacità di interagire con l’ambiente è cambiata e ciò che sembrava impossibile può essere finalmente affrontato.

Gli Spiriti rendono il viaggio più di una raccolta di rompicapo

Un gioco costruito principalmente sugli enigmi corre sempre il rischio di trasformarsi in una successione di ambienti da risolvere senza un vero legame tra loro. Nomori prova a evitarlo attraverso il rapporto tra Kiko e gli Spiriti incontrati durante l’avventura.

Sono proprio queste creature a fornire nuove capacità e ad accompagnare la crescita della protagonista. Il tema del cambiamento di prospettiva diventa così qualcosa che riguarda anche il racconto, non soltanto la geometria dei livelli.

La direzione artistica aiuta molto in questo senso. Nomori propone ambientazioni estremamente colorate, personaggi dalle forme morbide e un’atmosfera generalmente tranquilla, anche quando gli enigmi diventano più complessi.

Il contrasto funziona bene: visivamente sembra un mondo semplice e accogliente, mentre dal punto di vista spaziale può trasformarsi rapidamente in un labirinto nel quale è necessario capire quale superficie diventerà il prossimo pavimento.

Un gioco di enigmi che vuole sorprendere più che punire

Nomori non costruisce la propria difficoltà sulla precisione estrema o su lunghe sequenze di comandi da eseguire senza errori. Il vero ostacolo è comprendere la logica di uno spazio che può essere continuamente modificato.

Questo permette al gioco di risultare impegnativo senza diventare necessariamente frustrante. Se una soluzione non funziona, spesso basta cambiare approccio e provare a osservare l’ambiente da una posizione completamente diversa.

Naturalmente chi non ama gli enigmi tridimensionali potrebbe trovarsi in difficoltà soprattutto nelle sezioni più avanzate, quando gravità e portali vengono utilizzati contemporaneamente. Per gli appassionati del genere, invece, proprio quei momenti rappresentano la parte più stimolante dell’esperienza.

Nomori trova la propria personalità nella libertà di ribaltare letteralmente il problema davanti a noi. Non importa dove si trovi una piattaforma o quale superficie sembri impossibile da raggiungere: in questo mondo la soluzione può essere semplicemente decidere che, da quel momento, il soffitto sarà il nuovo pavimento.