La prossima generazione di console potrebbe segnare una frattura definitiva con il passato. Dopo la decisione di Sony di interrompere la produzione dei giochi fisici PlayStation dal gennaio 2028, anche Microsoft potrebbe muoversi nella stessa direzione con la nuova Xbox, conosciuta per ora con il nome in codice Project Helix.
Il risultato sarebbe storico: PS6 e Xbox Helix potrebbero nascere come console completamente digitali, senza lettore disco integrato e con un modello di distribuzione sempre più legato a store online, account, licenze e abbonamenti.
In questo scenario, Nintendo rischia di diventare l’ultima grande azienda console ancora legata al formato fisico, almeno in parte. Una posizione che potrebbe trasformarsi in un vantaggio d’immagine enorme, soprattutto per collezionisti, famiglie e giocatori che continuano a preferire cartucce e prodotti tangibili.
PS6 verso il digitale totale dopo la scelta di Sony
Sony ha già tracciato la strada. Dal gennaio 2028, i nuovi giochi PlayStation non verranno più prodotti su disco. Continueranno a essere venduti in formato digitale attraverso il PlayStation Store e tramite rivenditori selezionati, ma il disco fisico sparirà dalle nuove uscite.
È una decisione che guarda direttamente alla futura PS6. Anche se Sony non ha ancora annunciato ufficialmente la console, la tempistica lascia pochi dubbi: se i nuovi giochi PlayStation non avranno più una versione su disco dal 2028, una PS6 con lettore fisico integrato avrebbe molto meno senso rispetto al passato.
Il lettore potrebbe eventualmente diventare un accessorio esterno, come già visto con alcune versioni di PS5, ma il modello principale sembra destinato a essere digitale. Per Sony sarebbe una scelta logica: meno costi di produzione, meno distribuzione fisica, meno usato e più controllo diretto sulle vendite.
Per i giocatori, però, il discorso è molto più delicato.
Xbox Helix potrebbe seguire la stessa strada
La novità più interessante è che Microsoft potrebbe non restare indietro. Secondo diversi report e analisi, anche Project Helix, la prossima console Xbox, potrebbe arrivare senza lettore disco integrato.
In realtà, per Xbox sarebbe una scelta persino più prevedibile. Microsoft spinge da anni su Game Pass, acquisti digitali, cloud gaming, compatibilità con PC e un ecosistema sempre meno legato alla console tradizionale. Project Helix viene spesso descritta come una macchina più vicina a un ibrido tra console e PC da salotto, pensata per unire libreria Xbox, servizi Microsoft e accesso digitale.
Una Xbox senza disco, quindi, non sarebbe una sorpresa. Il problema è che il marchio Xbox ha costruito parte della sua reputazione recente proprio sulla retrocompatibilità e sulla possibilità di continuare a usare vecchi giochi. Eliminare il lettore senza offrire una soluzione alternativa rischierebbe di colpire chi possiede ancora una libreria fisica Xbox One o Xbox Series X.
Disc2Digital può dare un vantaggio a Microsoft
Qui entra in gioco la possibile funzione Disc2Digital. Secondo i report, Microsoft starebbe testando un sistema che permetterebbe ai giocatori di inserire un disco Xbox One o Xbox Series X e ottenere una licenza digitale collegata a quel disco specifico.
Il funzionamento sarebbe pensato per evitare abusi: la licenza digitale non diventerebbe una copia libera e permanente, ma resterebbe legata al possesso del disco. Se il disco viene venduto o prestato, anche il diritto digitale potrebbe spostarsi o decadere.
È un sistema complesso, ma potrebbe diventare fondamentale se Project Helix dovesse davvero uscire senza lettore. In quel caso, Microsoft avrebbe almeno una risposta concreta per chi chiede: “Che fine fanno i miei giochi fisici?”.
Sony, al momento, non ha annunciato nulla di simile per PlayStation. Ed è proprio questo il punto che preoccupa molti giocatori: senza un programma di conversione, chi possiede tanti dischi PS4 e PS5 potrebbe essere costretto a tenere la vecchia console collegata anche dopo il passaggio a PS6.
Nintendo resta legata al fisico, ma con qualche dubbio
Mentre Sony e Microsoft sembrano correre verso il digitale, Nintendo potrebbe restare l’unica grande alternativa per chi vuole ancora comprare giochi in formato fisico. Le cartucce sono sempre state parte dell’identità Nintendo, e il pubblico della casa di Kyoto include molte famiglie, collezionisti e giocatori abituati a vedere il gioco come un prodotto da possedere davvero.
Questo non significa che Nintendo sia completamente immune dalla trasformazione digitale. Con Switch 2 si è già parlato molto delle game-key card, cioè schede fisiche che non contengono sempre l’intero gioco e richiedono download aggiuntivi. Una soluzione che mantiene la custodia e la presenza sugli scaffali, ma riduce il valore del supporto fisico tradizionale.
Nonostante questo, Nintendo sembra ancora più vicina al concetto di gioco tangibile rispetto a Sony e Microsoft. E in un futuro dominato da console digital-only, questa differenza potrebbe diventare un elemento distintivo molto forte.
Il problema non è solo il disco, ma la proprietà
La fine del supporto fisico non riguarda soltanto la nostalgia. Il vero tema è la proprietà dei videogiochi. Quando si compra un disco o una cartuccia, si possiede un oggetto. Lo si può rivendere, prestare, regalare, conservare o collezionare.
Con il digitale, invece, si acquista una licenza legata a un account. Il gioco può essere scaricato e avviato finché lo store, il servizio e le condizioni d’uso lo permettono. Nella vita quotidiana può sembrare una differenza minima, ma nel lungo periodo diventa enorme.
Una generazione completamente digitale darebbe a Sony e Microsoft un controllo molto più forte su prezzi, promozioni, disponibilità, licenze e accesso ai contenuti. Per le aziende è un vantaggio evidente. Per i giocatori, invece, significa meno libertà e meno alternative.
Usato, prestiti e collezionismo rischiano di sparire
Il formato fisico ha sempre alimentato un mercato parallelo fondamentale: usato, scambi, prestiti tra amici, offerte nei negozi e collezionismo. Con PS6 e Xbox Helix digital-only, tutto questo potrebbe ridursi drasticamente.
Non poter rivendere un gioco finito cambia il valore percepito dell’acquisto. Non poter prestare una copia a un amico rende l’esperienza meno libera. Non poter conservare una custodia o un disco rende più fragile il rapporto materiale con il videogioco.
Per molti utenti, soprattutto quelli più giovani, il digitale è ormai normale. Ma per una parte importante della community, la perdita del fisico rappresenta una rottura culturale. PlayStation e Xbox sono cresciute anche grazie agli scaffali pieni di giochi, alle copertine, ai manuali e alle collezioni costruite negli anni.
La prossima generazione sarà una prova di fiducia
La questione non è se il digitale sia comodo. Lo è. Il problema è capire quali garanzie offriranno Sony e Microsoft quando il disco non sarà più una scelta.
PS6 dovrà spiegare come gestirà i dischi PS4 e PS5. Xbox Helix dovrà chiarire se avrà davvero un lettore, se userà Disc2Digital e quanto sarà aperta alle vecchie librerie fisiche. Nintendo, invece, dovrà dimostrare che le sue cartucce resteranno qualcosa di più di semplici chiavi per scaricare contenuti.
Il futuro sembra ormai orientato verso il digitale, ma il modo in cui le aziende accompagneranno i giocatori farà tutta la differenza. Una transizione ben gestita può essere accettata. Una transizione imposta, invece, rischia di diventare una frattura profonda con collezionisti, appassionati e consumatori attenti alla proprietà.
Se PS6 e Xbox Helix saranno davvero console senza disco, Nintendo potrebbe ritrovarsi nella posizione più interessante del mercato: non necessariamente la più potente, non necessariamente la più moderna, ma forse l’ultima grande casa capace di offrire ancora un legame fisico tra giocatore e videogioco.