The Dark Pictures Little Hope: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Pubblicato da: Shinobi SEO WEB- il: 04-11-2020 7:53

Il 30 Agosto 2019 arrivò sul mercato Man of Medan, primo capitolo di una nuova serie Horror nota come The Dark Pictures, oggi a distanza di oltre un anno vogliamo condividere con voi la Recensione di Little Hope, disponibile su PC e Console.

Se provenite da Man of Medan, avrete familiarità con le meccaniche e se utilizzate il medesimo salvataggio, il narratore si ricorderà di voi, in caso contrario basti pensare ad Until Dawn, il capostipide del genere, il cui Gameplay conquistò fin da subito i giocatori per la sua originalità, differenziandosi dai classici Horror.

The Dark Pictures Little Hope Recensione

Quando si pensa ad un Survival Horror è inevitabile avere nella mente il classico gioco in cui bisogna fuggire da delle entità rifugiandosi negli armadi, senza la possibilità di difendersi, interagendo con gli oggetti nello scenario, equipaggiati di una torcia con camera in prima persona. Little Hope è un tantino differente da ciò che avete in mente, presto capirete il perchè.

Nonostante come anticipato il narratore si ricorderà di voi, se provenite da Man of Medan e quindi giocate con lo stesso profilo e sulla medesima piattaforma del precedente capitolo, la storia è standalone, ossia isolata dalla precedente, senza alcuna connessione apparente, essendo ambientata cronologicamente parlando in un periodo e luogo differenti. Little Hope si svolge nella piccola cittadina avvolta da una fitta nebbia, da cui prende nome il gioco, dove si verificano degli strani avvenimenti paranormali.

Una bambina proveniente dal passato, in un’epoca in cui la chiesa dava la caccia alle streghe, appare dal nulla per spaventare il giocatore ma allo stesso tempo chiedere aiuto ai protagonisti nella risoluzione del macabro mistero che l’avvolge. Little Hope è un Horror prettamente narrativo, dove le uniche azioni che è possibile svolgete è camminare nello scenario per analizzare i vari elementi, dialogare con i personaggi con scelte multiple e premere i tasti su schermo con il giusto tempismo per evitare uno scarejump o di perdere la vita con il personaggio in uso.

Contrariamente a quanto accade con i tradizionali horror, in Little Hope non esiste il gameover, morire vi porterà a proseguire la trama senza il personaggio usato fino a pochi attimi prima, dunque ricadrà su di voi il peso nel riuscire a far sopravvivere o meno i vari protagonisti. A seconda delle risposte fornite nei dialoghi muterà anche il rapporto tra i vari personaggi, un pò come visto nelle opere di David Cage.

Al termine di ogni capitolo il narratore farà il punto della situazione, proseguendo il racconto con le sue perle di saggezza, come fosse uscito da un romanzo di Agatha Christie. Non esiste un solo protagonista, la storia ruoterà attorno ad un gruppo di personaggi che vengono utilizzati in sequenza, portandovi in prima persona a compiere delle decisioni sia nei dialoghi che durante le fasi in cui bisogna agire all’istante, avendo solo pochi secondi a disposizione. Non esiste un inventario dove riporre oggetti da combinare o utilizzare, non vi sono enigmi complessi da risolvere, la storia si svolge in modo lineare e senza blocchi della serie “cosa devo fare adesso?”

Se in Man of Medan la paura di trovarsi di fronte uno scarejump era dietro l’angolo, in Little Hope il team di sviluppo ha decisamente abusato di questo aspetto, portando il giocatore dalla paura e spavento dei primi balzi dalla sedia, alla totale indifferenza con i successivi. Spesso avrete a che fare con molteplici scarejump all’interno di uno stesso capitolo, molti di essi abbastanza prevedibili, i quali infastidiscono per lo più il giocatore per l’incremento esponenziale della musica o effetti sonori che per le immagini a sè. Dunque se Little Hope inizialmente appare spaventoso, alla lunga tende a diventare irritante per lo più, portando il giocatore ad abbandonare il titolo se non fosse per un’insieme di ingredienti validi.

Sul fronte grafico il gioco sfoggia un’ambientazione suggestiva, coinvolgente ed appagante, modellata egregiamente e che riesce ad attirare l’attenzione del giocatore, dando la sensazione di trovarsi nella cittadina di Silent Hill più che Little Hope. Discutibile invece il doppiaggio italiano dei protagonisti, il quale non rende giustizia alla caratterizzazione degli stessi, con dialoghi a volte privi di senso logico. Da elogiare la stabilità del frame rate, con l’assenza dei classici momenti morti, tenendo il giocatore concentrato per l’intera durata del racconto, la cui longevità come nel precedente capitolo si attesta sulle 7 ore circa.

Little Hope è decisamente superiore a Man of Medan in storia e ambientazione, meno invece nei protagonisti, i quali non riescono a lasciare un segno indelebile nel giocatore alimentando un eventuale dispiacere in caso di dipartita, ciò è dovuto probabilmente da una discreta caratterizzazione ed un doppiaggio che poteva decisamente dare di più. Nel complesso si tratta di un’esperienza che vi consigliamo di non lasciarvi sfuggire, qualora siate appassionati del genere Horror e in cerca di un titolo che si distacchi dalla massa ed i tradizionali Survival.

The Dark Pictures Little Hope Trailer

7.5/10

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato