Recensione Until Dawn: Rush of Blood

Pubblicato da: Shinobi SEO WEB- il: 20-10-2016 7:39 Aggiornato il: 20-10-2016 7:42

Siamo sopravvissuti alla prima esperienza horror in realtà virtuale su Playstation 4, ed oggi vogliamo condividere con voi la nostra Recensione, ci stiamo ovviamente riferendo ad Until Dawn: Rush of Blood, disponibile per Playstation VR dalla scorsa settimana.

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Il luna park della morte

In Until Dawn: Rush of Blood vestiamo i panni di un personaggio ignoto di cui non conosciamo l’identità, ambientato per tutta la durata dello stesso contrariamente al titolo originario, in un luna park horror, a bordo di un carrello e armati fino ai denti. Il gioco sfrutta molto il Playstation VR di Sony proponendo scare jump a volontà ed elementi in grado di terrificare il giocatore, donando ad esso quel senso di frustrazione e claustrofobia, isolandolo dal mondo reale e dando la sensazione di trovarsi realmente nel parco dei divertimenti più terrificante della storia videoludica.

La longevità del titolo purtroppo si attesta su soli 7 livelli che è possibile ricompletare all’infinito al fine di prendere strade alternative o scovare tutti i collezionabili, oltre la possibilità di rigiocare a difficoltà differenti rendendo il gioco più impegnativo e difficile da completare. Durante il viaggio che ci porterà verso il nostro destino, faremo la conoscenza di alcuni dei personaggi presenti nel titolo originario oltre che elementi e scenari tratti dallo stesso, con i quali potremo interagire utilizzando l’arsenale in dotazione.

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La tua vita come premio

Se in un comunissimo parco giochi sparare ai bersagli ci fa guadagnare un premio speciale che sia un pupazzo, un giocattolo o altro, in Rush of Blood eliminare i nemici ci eviterà una morte lenta e dolorosa. Durante il tragitto dovremo vedercela con pagliacci assassini, fantasmi, bambole terrificanti ed ogni altra sorta di ostacolo e nemico pronto a farci la festa. Per eliminare i bersagli è possibile utilizzare 2 armi a disposizione, con la possibilità di impugnare una per mano differente dall’altra come ad esempio un fucile e una pistola.

Le munizioni sono infinite, per tanto potremo continuare a sparare all’infinito nello scenario ma con la limitazione della ricarica, la quale per nostra fortuna durerà pochi secondi, premendo l’apposito tasto del Move, qualora si decidesse di utilizzare i controller di movimento per un maggiore realismo. Colpendo le casse raffiguranti le armi, è possibile sostituire quelle in dotazione fino al prossimo cambio.

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Oltre la paura c’è l’oblio

Until Dawn: Rush of Blood è la dimostrazione di come un semplicissimo gioco se giocato in VR è in grado di spaventare il giocatore, dai momenti nei quali ci ritroviamo totalmente nel buio in attesa di uno scarejump ai numerosi nemici ed ostacoli che dovremo affrontare durante il tragitto, nonostante i livelli non siano lunghi, sono strutturati in maniera tale da tenere il fiato sul collo al giocatore per la loro intera durata.

In base alla difficoltà selezionata, varierà anche il numero di colpi che bisognerà infliggere ai nemici per ucciderli oltre la barra vitale a disposizione, la quale una volta scesa sullo zero ci riporterà ad un checkpoint più recente. Ogni livello inizia con una breve introduzione da parte del presentatore del luna park e con l’ingresso in una delle terrificanti aree dello stesso, la quale è pronta a spaventarci con le sue mostruosità.

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Per maggiori informazioni sul visore di Sony, vi invitiamo a consultare la nostra Recensione Playstation VR

4.0

Se avete acquistato il visore di Sony per la realtà virtuale su console e siete alla ricerca di un'esperienza di gioco terrificante, coinvolgente ma allo stesso tempo divertente, allora Until Dawn: Rush of Blood fa al caso vostro, sopratutto se siete fan del titolo originario ed avete apprezzato il lavoro svolto dal team di sviluppo nel proporre una trama differente da quella che solitamente è presente nei giochi horror.

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