[Recensione] Rise of Tomb Raider

Pubblicato da: x0xShinobix0x- il: 17-10-2016 7:00 Aggiornato il: 15-02-2017 10:04

Dopo la sua prima avventura nelle isole nipponiche, Lara è tornata con Rise of Tomb Raider in una versione più adulta ed esperta, questa volta alle prese con un mistero legato attorno ad una città perduta tra le montagne della Siberia, la quale custodisce un manufatto per la vita eterna.

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Rise of Tomb Raider: Il ritorno di Lara Croft

Fin da piccola Lara ha sempre ammirato suo padre e il suo lavoro nonostante molte volte lo ha portato lontano da Lei. La sua ultima ricerca riguardava un manufatto antico, custodito in una città perduta della Siberia, secondo una leggenda grazie a questo antico e raro oggetto è possibile ottenere la vita eterna e quindi l’immortalità ed è proprio a causa di questo tesoro che il padre di Lara perde la vita. Passano gli anni e l’avventuriera più amata dai videogiocatori decide di partire alla volta della Russia per ritrovare questo antico manufatto disperso in una città fondata da un profeta migliaia di anni prima.

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Rise of Tomb Raider propone le medesime meccaniche di gioco viste nel precedente capitolo con l’aggiunta di numerose abilità ed equipaggiamenti in grado di portare una ventata di aria fresca ma anche gelida nella saga, tra queste troviamo la possibilità di lanciare il rampino con corda durante un salto per aggrapparsi rapidamente, dondolare a particolari supporti, i quali permettono di giungere dall’altra parte ed altre abilità che Lara potrà apprendere nel corso della storia. Se nel primo capitolo di questa nuova saga l’avventuriera aveva la possibilità di utilizzare qualsiasi arma fin da subito e di migliorare le abilità tramite i 3 rami, in Rise of Tomb Raider la situazione è leggermente differente. Inizialmente avremo a disposizione solo il nostro fidato arco e successivamente la pistola, le altre armi dovranno e potranno essere ottenute nel corso della trama, costruite con i pezzi trovati nei forzieri o acquistate presso il mercato nero con le monete raccolte.

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Alla ricerca dei tesori Siberiani

Se in Tomb Raider avevamo la possibilità di esplorare l’ambiente alla ricerca di collezionabili come documenti, manufatti o segnali GPS, in Rise of Tomb Raider gli sviluppatori hanno voluto ampliare questo aspetto introducendo un quantitativo maggiore di collezionabili e risorse, indispensabili per la fabbricazione di armi ed equipaggiamento. Monete che serviranno per l’acquisto di strumenti e armamenti presso il mercante di zona, dipinti antichi che permetteranno a Lara di studiare la storia migliorando la sua archeologia, forzieri apribili tramite il rampino o grimaldello contenenti componenti di armi antiche, costruzioni da decifrare, risorse come minerali, legno ed altri materiali per il crafting, borse per ampliare il suo equipaggiamento, pergamene antiche e non dimentichiamoci delle tombe che questa volta giocheranno un ruolo chiave, non si tratta più di semplici manufatti ma di antichi libri che offriranno al giocatore la possibilità di sbloccare nuove abilità, che non fanno parte di quelle presenti nei rami e che possono essere ottenute con i punti esperienza guadagnati durante la storia.

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Tramite i falò è possibile salvare sia i progressi di gioco che accedere alle abilità, migliorare l’equipaggiamento o costruire sia munizioni che nuovi strumenti con le risorse trovate in giro, oltre poter aver nuove informazioni sulla trama tramite dei monologhi. La mappa di gioco è leggermente inferiore a quella precedente ma propone svariati checkpoint per la gioia di coloro che amano distaccarsi dalla trama principale per dedicarsi all’esplorazione, nonostante alcune location siano visitabili solo dopo aver completato la storia che si attesta sulle 10 ore circa escludendo missioni secondarie, collezionabili e cutscene. Una delle novità che rende il titolo più longevo riguarda la presenza di missioni secondarie, nelle varie location ci imbattiamo spesso in personaggi che ci impegneranno nel completamento di alcune richieste per diversi minuti o forse ore, un modo per distaccarsi dalla trama ma anche per ottenere ricompense speciali.

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Lavoro meglio da sola

Un’altra differenza rispetto al prequel, risiede nell’assenza totale del comparto multiplayer, sostituito da una sorta di attacco al tempo, la quale offre ai giocatori la possibilità di cimentarsi in vere e proprie sfide contro l’orologio, per ottenere il tempo migliore completando le varie missioni presenti nel gioco e suddivise in svariate ambientazioni, dal deserto ai ghiacciai, dalle foreste alla città perduta dove è custodito il misterioso artefatto, e dove ad attendere Lara troveremo un popolo antico e armato fino ai denti, pronti ad eliminare l’avventuriera in men che non si dica. Non mancano all’appello enigmi che lasceranno il giocatore disorientato, perdendo minuti preziosi nel capire come procedere, sopratutto nelle location in cui sono custodite le tombe.

4.5

Un'autentico capolavoro, un sequel di tutto rispetto, longevo, impegnativo, con numerose attività da svolgere, peccato che i giocatori PS4 dovranno attendere un'anno circa per mettere le mani sul titolo. Se avete apprezzato il prequel, non lasciatevi sfuggire Rise of Tomb Raider, il quale vi conquisterà fin da subito per ogni singolo aspetto che lo caratterizza.

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