[Recensione] Niko : Through The Dream

Pubblicato da: x0xShinobix0x- il: 22-07-2015 8:40 Aggiornato il: 15-02-2017 10:04

Siamo appena tornati da un viaggio o forse dovremmo dire sogno mistico pieno di puzzle, atmosfere surreali e creature mitologiche che solo nella fantasia è possible incontrare ed oggi siamo qui per condividere con voi le nostre considerazioni personali su Niko : Through The Dream.

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Niko : Trough The Dream: Smarrirsi nei sogni

Niko inizia con un breve video introduttivo realizzato a mano come fosse un disegno cartaceo che ci illustra la storia di una ragazza il cui dolore dalla scomparsa di un caro la rende libera, selvaggia ma allo stesso tempo sognatrice e da uno suo dolce riposo sotto le fronde di un albero inizierà la storia più incredibile che avrete mai vissuto. Si tratta di un exploration game ricco di puzzle da risolvere per il proseguimento della storia, dall’attivazione di pedane che permettono al giocatore di attivare un meccanismo per dare vita ad un ponte, ad un labirinto con laser colorati da disattivare. Nel corso della storia verrete accompagnati da una colonna sonora suggestiva, rilassante e da ambientazioni surreali e luminose inizialmente incentrate sul Giappone e successivamente su elementi astratti e del tutto inesistenti nel mondo reale, un insieme di opere d’arte miste all’illusione.

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Ti sto osservando

In alcuni punti del gioco una strana creatura dalle sembianze quasi umane e dagli occhi luminosi come quella luce in fondo al tunnel ci osserverà e delle volte interagirà con lo scenario mettendoci quasi alla prova. Impossibile dimenticare il suo volto e i suoi sguardi quasi a trasmetterci un messaggio e allo stesso tempo causare nel giocatore un senso di smarrimento, confusione e un alone di mistero.Nessun dialogo da affrontare, una storia intrecciata che spetterà solo al giocatore capire ma che è in grado di tenere seduto dall’inizio alla fine davanti ad un monitor muniti di mouse e tastiera chiunque ami il genere e voglia staccare la spina dal mondo reale, per catapultarsi in un regno fantastico ricco di illusioni e immaginazioni. Nessuna abilità particolare, potere sovrannaturale o nemico da sconfiggere, nessuno scarejump o momento di terrore, il tutto ruota attorno all’illusione di trovarsi in un luogo sperduto e lontano dal mondo, un luogo in cui ogni puzzle è importante sia per il proseguimento nella trama che per capire la storia stessa.

A volte i puzzle potrebbero risultare banali, scontati, messi li quasi per fare qualcosa in un mare di bianco, altre volte sarà necessario un pizzico di astuzia e di intelligenza per uscire fuori da situazioni spiacevoli e ripetitive e spesso vi capiterà di brancolare nella luce alla ricerca di una soluzione per svelarsi da questo lungo coma e tornare alla realtà. Fin dall’inizio del gioco sarete guidati da un virgilio incappucciato di bianco e dallo sguardo silenzioso e perso come fosse una Divina Commedia nella quale non vi sono nè vincitori nè vinti, nè peccatori e ne redenzioni.

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L’illusione a volte inganna

Nessuna trama narrata, nessun inventario per portare con se oggetti che non esistono, il tutto ruota all’azione del momento in cui la protagonista di questa mistica avventura si ritroverà a dover risolvere enigmi con i soli oggetti presenti nello scenario. A volte vi capiterà di vedere dei paesaggi in lontananza, città, mulini a vento ed altri portali che resteranno tali e che non potranno essere visitati lasciando cosi nella mente del giocatore un alone di mistero, l’illusione di poter affermare se tali luoghi esistono solo nella propria mente e immaginazione o sono reali da poterli visitare in qualche modo. Un gioco che per qualche ora è in grado di trasportarvi e coinvolgervi al punto tale da smarrirvi in esso, perdendo la lucidità e il concetto di realtà, distaccandosi dal mondo che vi circonda e staccando la spina con il mondo esterno.

Conclusioni

Premetto che sono un’amante del genere, ma quando mi sono trovato di fronte a questo fantastico capolavoro non ho potuto fare altro che apprezzare ogni istante trascorso nel sogno di Niko, ammirare ciò che il suo creatore ha deciso di realizzare, dall’animazione di un mulino a vento in lontananza a quello strano omone mascherato che mi osserva. Un gioco che è stato in grado di destare il mio interesse per diverso tempo, spingendomi non solo ad esplorare l’ambiente per cercare una soluzione agli enigmi ma anche per il gusto di farlo.

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