Recensione Kingdom Hearts Re:coded

Pubblicato da: noth1ng- il: 26-01-2011 13:21 Aggiornato il: 10-04-2018 15:08

La saga di Kingdom Hearts continua le sue avventure. Il nuovo titolo di Square Enix ci fa tuffare nel passato per mostrarci un piccolo accenno del futuro. Non c’è molto di nuovo da scoprire in questo titolo e, se c’è, è reso complicato da dei controlli a volte bizzarri e poco reattivi. In ogni caso, per i fan della serie sarà comunque un piacere spendere del tempo con i protagonisti di Kingdom Hearts Re:coded.

Il tutto comincia con Jiminy Cricket che, nel suo diario delle avventure di Sora, scopre una nuova entrata. Dato che quasi la totalità del volume venne cancellata con gli eventi di Kingdom Hearts, decide di portare l’avvenuto a Re Mickey.  Viene quindi richiesto l’aiuto dei roditori prodigio Chip e Dale, per riportare sotto forma di dati quel che rimane del diario, ma invece di risposte, si trovano nuovamente ad affrontare dei mondi pieni di errori. Decidono quindi di creare una versione digitale di Sora e della sua keyblade. Il nuovo eroe è pronto per affrontare le sue avventure.

Il divertimento del combattimento è quello che meglio ricordiamo. Un sistema di auto-mira assicurerà facili attacchi che andranno tranquillamente a segno, permettendovi di danzare fra una cascata di bulbi-esperienza. Le abilità speciali della keyblade, saranno utilizzabili uccidendo nemici e facendo così acquisire un “boost” alla vostra arma. Ogni arma è dotato di alcune caratteristiche speciali (che torneranno utili in diverse occasioni e molto semplici da eseguire), quali attacchi velocizzati, parate automatiche e via dicendo. Sora potrà inoltre avvalersi di ulteriori attacchi ravvicinati, magici e oggetti; il tutto sul campo di battaglia, senza bisogno di scorrere fra numerosi menu. C’è anche un sistema di miglioramenti che vi permetterà, ad esempio, di aumentare la vostra energia o forza. Per chi lo volesse, infine, c’è la possibilità di sbloccare dei trucchi, i quali faranno aumentare le possibilità di ricevere oggetti potenti e altro.

E’ molto interessante come questo capitolo di Kingdom Hearts riesca a mescolare più generi di gioco. Affronterete infatti delle parti platform side-scrolling, altre di shooting on-rail e altre ancora di battaglia a turni. Quest’ultima vi metterà alla prova con la pressione di tasti in un determinato periodo di tempo per sferrare combo e mettere con successo a segno i vostri colpi. Anche se queste diverse modalità aggiungo della varietà al titolo, sono sempre precedute da dei tutorial, per far sì che il giocatore possa ambientarsi nuovamente ad un nuovo set di tasti. Sono quindi gradevoli, ma allo stesso tempo spezzano inesorabilmente il ritmo di gioco.

Per quanto riguarda il resto del gioco, torniamo a parlare degli errori nei dati. Per questo motivo, il mondo che esplorerete sarà pieno di blocchi (che rappresentano appunto i dati corrotti) che dovrete evitare o superare. Alcuni di essi potranno essere distrutti con la vostra keyblade, altri invece potranno causarvi del danno. Girovagare in situazioni spesso piene di nemici e blocchi che vogliono eliminarvi, con dei comandi poco reattivi e una telecamera poco stabile (la quale sembra avere sempre bisogno di un rittocchino manuale), può essere decisamente frustrante.

Re:coded si distanza molto dai classici titoli di Kingdom Hearts, ma non solamente per lo stile di gioco e non solamente in positivo. Anzi. L’approccio con il mondo Disney è limitato a pochissime aree e spenderete la maggior parte del tempo a “correggere dati” eliminando mostri in particolari stanze codificate a la Matrix.

Grafica 7 – Il comporto grafico si comporta bene e sullo schermo del vostro Nintendo DS sarà sicuramente piacevole ammirare le gesta di Sora.
Audio 8 – Sìcuramente la parte migliore del gioco. Un ottimo casting di voci (in lingua originale, perlomeno) vi accompagneranno nelle vostre avventure, aggiungendo profondità e personalità ad ogni singolo personaggio.
Giocabilità 6 – Appena sufficiente. I comandi rispondono male troppo spesso e la telecamera rende decisamente complessi gli spostamenti. Senza contare le morti causate da una prospettiva poco comoda.
Longevità 5 – Re:coded offre praticamente 25 ore di gameplay. Il problema (dal quale scaturisce il basso voto) è che le utilizza per raccontare una storia veramente breve e poco entusiasmante. Non ci sono nuovi territori da esplorare o sorprese che potrebbero colpire la vostra attenzione.

Totale 6,2 – Re:coded non offre niente di nuovo, a parte il miscuglio di modalità di gameplay che, in ogni caso, sembra essere a volte troppo pesante. Ha cercato di discostarsi leggermente dal mondo Disney per affrontare una nuova strada ma, purtroppo, questa deviazione non è riuscita particolarmente bene.

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