[Recensione] Devil’s Third

Pubblicato da: x0xShinobix0x- il: 26-08-2015 16:00 Aggiornato il: 15-02-2017 10:04

Siamo appena tornati dall’ultima avventura di Tomonobu Itagaki (il padre di Ninja Gaiden), ed oggi vogliamo condividere con voi le nostre impressioni su questa nuova esclusiva WiiU.

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Devil’s Third: Il ritorno di Itagaki

Per anni i giocatori hanno atteso con ansia l’arrivo sugli scaffali della nuova fatica del celebre Itagaki, trovandosi di fronte un titolo tutt’altro che differente rispetto a quello annunciato inizialmente.In Devil’s Third vestiamo i panni di Ivan, un guerriero poderoso che viene contattato dal governo degli Stati Uniti all’interno di una prigione di massima sicurezza, dopo che un’onda EMP ha distrutto l’elettronica del globo anche se la chiamata avverrà proprio tramite l’elettronica (come? non si sa).

Il protagonista non è altro che un bestione ricoperto di tatuaggi giapponesi abile sia con le armi da fuoco che con le lame il che ricorda in alcuni momenti Rambo ma con accento russo. Se state pensando a qualcosa simile a Ninja Gaiden, ci dispiace deludervi ma Devil’s Third è totalmente differente e di qualità molto più scadente. Pensavate che con risorse limitate Itagaki non potesse fallire? E’ qui che casca l’asino. Devil’s Third propone un gameplay veloce con meccaniche di gioco forti seppur interessanti ed una narrativa totalmente disordinata in cui il giocatore si ritrova a completare i pochi livelli che compongono la storia sparando a destra e a manca come se non ci fosse un domani e tagliuzzando i nemici come delle carote alla julienne. Ivan potrà utilizzare tutto l’arsenale a disposizione per massacrare i suoi nemici, dalle mitragliatrici al fucile a canne mozze, dalle granate a vari tipi di lame.

devil's third gameplay

Narrativa dove sei?

Totalmente in inglese, Devil’s Third metterà i giocatori di fronte a dialoghi con la possibilità di abilitare i sottotitoli, a volte privi di un qualsiasi senso logico, che non faranno altro che confondere ancor di più la testa a coloro che cercheranno di capire in parte la trama, e la motivazione di fondo delle azioni di Ivan nei confronti dei membri della sua ex band. La campagna è composta da un totale di 9 livelli, ognuno di essi con un boss da sconfiggere per concludere il capitolo,  ed assistere ad una animazione che ricorda quella dei giochi di vecchia generazione e probabilmente per questo motivo è stato deciso di non portare Devil’s Third su PS4 o Xbox One. Nonostante l’aspetto di Ivan sia stato realizzato in maniera impeccabile, spesso ci troviamo di fronte a paesaggi spogli, elementi con texture defunte e a volte cosi poco curati che potremmo quasi dare la colpa ai caricamenti eccessivi se non fosse per il fatto che l’intero gioco è afflitto da questa problematica.  Con Devil’s Third Itagaki vuole proporre uno sparatutto misto all’action in cui il giocatore si ritrova a dover eliminare nemici a volontà, subendosi delle cut scene a volte più lunghe del gioco stesso, senza la possibilità di saltarle anche dopo il caricamento di un livello già completato in precedenza.

E’ colpa del bug

Il vero punto di forza di Devil’s Third risiede nel multiplayer, con la possibilità di sfidare gli altri giocatori in match senza esclusione di colpi, scegliendo uno dei tanti personaggi a disposizione, dando al titolo quel senso logico assente nella modalità giocatore singolo, creata quasi per arricchire il titolo con dei contenuti aggiuntivi. Tra i problemi che affliggono il titolo vi sono bug che permettono al giocatore di ritrovarsi nella mappa, un tempo eccessivo per prelevare un’arma da terra, ritrovandosi a volte a dover mantenere premuto più e più volte il tasto, nemici cosi indiavolati da impedire al giocatore una volta iniziata la catena di combo di muoversi o anche solo alzarsi, portandoci a lasciare il controller e attendere la fine di questa pagliacciata.  Devil’s Third risulta carente sotto ogni punto di vista, da una narrazione confusionaria al comparto grafico poco curato per non parlare del doppiaggio.

devil's third

Conclusioni e considerazioni personali

Quando Devil’s Third fu annunciato feci dei salti di gioia sia per le ambientazioni che per un gamepaly promettente, la versione finale che ho avuto modo di giocare in anteprima è totalmente differente da ciò che mi aspettavo di vedere, cosi carente che se non fosse stata per l’ambientazione nipponica, probabilmente avrai spento la console.

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