Recensione Dark Souls III Gameplay

Pubblicato da: x0xShinobix0x- il: 11-04-2016 8:54 Aggiornato il: 15-02-2017 10:04

Siamo appena tornati dall’inferno, parliamo ovviamente di Dark Souls III, ed oggi vogliamo condividere con voi la nostra recensione sul nuovo capolavoro di casa From Software, partorito dalla folle ma geniale mente di Miyazaki.

darksouls III

Rinascita

Dark Souls III ci porta nel regno di Lothric, un luogo in cui regna la desolazione e la morte. Dopo capolavori come Demon’s Souls e Bloodborne, Miyazaki torna in azione con il terzo capitolo di una delle serie più amate dai giocatori hardcore. Nel corso dell’avventura ci siamo imbattuti spesso in ambientazioni che ricordavano lontanamente quelle viste in Bloodborne quasi fosse un dejavu, con una posizione delle scorciatoie studiate nei minimi dettagli, nemici e segreti posti in luoghi strategici e quel senso di frustrazione tipico della saga. Ordinata anche la posizione degli elementi sullo schermo come la barra dei PA collocata tra la salute e l’energia, per non parlare di un sistema di combattimento equilibrato a seconda della classe scelta, permettendo di avere approcci differenti.

Dark Souls III presenta un livello di difficoltà molto elevato, al punto che portare a termine l’avventura diverrà un vero miracolo. Coloro che sono cresciuti con la serie o che hanno avuto la sfortuna di imbattersi in Bloodborne partiranno con dei vantaggi, mentre per chi si avvicina per la prima volta ai capolavori di Miyazaki non potrà far altro che arrendersi di fronte alla frustrante difficoltà di non riuscire ad eliminare il primo boss. I nemici principali presenti nelle svariate zone del gioco sono stati sviluppati per variare nel tempo sia i movimenti che la velocità degli stessi e quindi gli attacchi diverranno sempre più critici per mettere in difficoltà il malcapitato di turno

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Nel mezzo del cammin di nostra vita

Se avete giocato almeno ad uno dei titoli della serie, riconoscerete il sistema di aiuti e consigli in gioco. Anche in Dark Souls III i giocatori effettuando l’accesso alla rete, hanno la possibilità di rilasciare dei consigli o commenti e di consultare quelli altrui per farsi forza a vicenda e aiutarsi ad affrontare le difficoltà proposte. I giocatori potranno co-operare non solo durante le boss fight ma anche nel corso della storia scambiandosi informazioni utili al proseguimento della stessa, come ad esempio avvisi sulla possibile presenza di un boss o di un imboscata.

Dopo aver ripristinato la salute e le posizioni attraverso una delle tanti braci presenti nel gioco, i giocatori hanno la possibilità di evocare degli amici per un aiuto, entrare in un mondo altrui o battersi con altri giocatori, al fine di guadagnare esperienza e tutto l’occorrente per proseguire con meno fatica questa folle, epica ma allo stesso tempo dannata avventura. Il multiplayer gioca un ruolo chiave in Dark Souls III, e seppur non sia possibile affrontare l’intera storia con gli amici, la possibilità di ottenere degli aiuti nelle Boss Fight, qualora il giocatore sia in grado di raggiungerla,non potrà far altro che alleggerire un carico di questa portata.

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La fanciulla, il fabbro e il non morto

Dopo aver completato la prima sessione ed aver sconfitto il Boss introduttivo, abbiamo accesso ad una fortezza da dove è possibile dialogare con una fanciulla (come accadeva in Bloodborne) e salire di livello spendendo le anime guadagnate nei combattimenti, scegliendo quindi quale caratteristica del personaggio migliorare, optando tra forza, resistenza, agilità e molte altre. In prossimità vi è un fabbro che oltre a riparare armi ed armature, permette di migliorare quelle in uso, applicando dei potenziamenti i quali costeranno delle anime.

Le anime coprono un ruolo chiave in Dark Souls III come in tutti gli altri titoli della serie, costringendo il giocatore a restare in vita per evitare di perderle completamente, infatti alla morte del protagonista, tutte ma proprio tutte le anime raccolte resteranno nel luogo della nostra sepoltura, pronte per essere ricatturate in qualsiasi momento. Miyazaki nonostante proponga una difficoltà elevata, ha deciso di inserire numerosi checkpoint per permettere ai giocatori di salvare i progressi ma anche tornare alla fortezza dove poter spendere le anime acquisite per salire di livello o migliorare l’equipaggiamento.

L’arte del vestiario

Eliminando i nemici, aprendo forzieri e distruggendo ogni cosa ci capiti a tiro, ci imbattiamo spesso in capi d’abbigliamento, armi ed oggetti che oltre ad essere belli da vedere, permettono di migliorare forza, agilità, resistenza ed altre caratteristiche del personaggio. In qualsiasi momento premendo il tasto Menu del controller (XBOX ONE), si accede all’inventario dove è possibile confrontare i vari oggetti raccolti, impostarli per l’accesso rapido e utilizzarli al momento o gettarli a terra per non fare peso.

Ai giocatori viene offerta piena libertà di decidere quale classe portare avanti e in che modo, non solo nello sblocco delle abilità con le anime ma anche nel vestiario da indossare o le armi da equipaggiare per eliminare i nemici, e la dove il cavaliere ha difficoltà ad eliminare un boss, il guerriero ha la meglio, da qui è facilmente dedurre di come sia importante co-operare con giocatori di varie classi.

Conclusioni e Impressioni

Il livello di difficoltà è decisamente elevato rispetto Bloodborne, ciò potrebbe non far apprezzare ai nuovi giocatori l’ultimo capolavoro di Miyazaki, sviluppato per coloro che conoscono le sue impronte e che sanno a cosa andranno incontro, un gioco che non lascia spazio alla pietà in cui morire è all’ordine del giorno, e spesso ci si ritrova a dover completare e ricompletare la medesima sessione cosi tante volte, da costringere il giocatore a studiare approcci differenti per uscire fuori da una spiacevole situazione.

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