Kingdoms Of Amalur: Re-Reckoning – Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Pubblicato da: Shinobi SEO WEB- il: 10-09-2020 8:37 Aggiornato il: 10-09-2020 8:39

8 anni fa arrivò sul mercato un GDR estremamente generoso in contenuti, il quale non vide mai un sequel e si perse nel tempo, almeno fino ad oggi. Nel 2012 gli sviluppatori facevano a gare a chi realizzava e proponeva ai videogiocatori amanti del genere, il miglior GDR, e quello di cui vogliamo parlarvi oggi centrò il bersaglio.

A distanza di molto tempo torna alla luce con la rimasterizzazione su PC e Console attuali, di seguire dunque vogliamo condividere con voi la Recensione di Kingdoms of Amalur Re-Recoking, dopo aver trascorso delle giornate in sua compagnia, ricordando i bei tempi passati con esso in un epoca in cui Xbox One e PS4 non dominavano ancora il mercato.

Kingdoms Of Amalur: Re-Reckoning Recensione

In Kingdom of Amalur vestite i panni di un eroe apparentemente morto, tornato in vita in circostanze misteriose, il quale dovrà non solo indagare su questo mistero ma anche riportare la pace in un regno in rovina, dove la crudeltà nemica la fa da padrone. Il gioco inizia con la creazione del personaggio, un editor che consente di scegliere una manciata di personalizzazioni rivolte all’aspetto fisico.

Fin dai primi minuti potrete impugnare il primo scudo e la prima spada, con la quale affrontare i combattimenti in tempo reale, ed è qui che entra in gioco il primo lato negativo del titolo, ossia l’impossibilità di agganciare un bersaglio tenendo la camera fissa su di lui. Quando affronterete molteplici nemici per volta, vi accorgerete di quanto ciò potrebbe risultare frustrante, anche se col tempo vi ci abituerete, tra schivate, magie e parate varie.

Ad ogni modo, Kingdom of Amalur come ogni GDR vanta una quantità industriale di dialoghi, interagirete spesso con dei personaggi non giocanti, al fine di accettare nuovi incarichi, avere delle informazioni, chiedere il loro aiuto o farveli nemici per poi affrontarli in battaglia. Nel corso dei dialoghi potrete scegliere diversi argomenti da trattare. Dopo aver completato la prima fase che funge in un certo senso da Tutorial, verrete lasciati liberi di andare dove volete e fare ciò che più desiderate.

Potrete esplorare la grande mappa di gioco in cerca di forzieri, nemici da sconfiggere, negozianti con i quali commerciare, collezionabili, potenziamenti e missioni di vario tipo tra principali e secondarie. Nel corso dell’avventura vi imbatterete in così tante missioni secondarie da distogliere il più delle volte l’attenzione dalla trama principale, il che è un bene considerando che livellare, potenziarsi e migliorarsi è di vitale importanza per affrontare dei Boss o portare a termine delle quest legate alla trama.

Eliminando i nemici otterrete esperienza, la quale vi permetterà di livellare per poi ricevere dei punti, da spendere sia per sbloccare svariate abilità, suddivise in 3 ramificazioni, oltre l’aggiunta di ulteriori abilità che non rientrano nell’albero e che vi permettono ad esempio di craftare delle pozioni. Le ramificazioni si dividono in Forza, Destrezza e Magia. In combattimento vi ritroverete ad usare armi da mischia e dalla distanza oltre la magia sbloccata in precedenza, potrete scagliare dei fulmini, proovcare dei terremoti, utilizzare del veleno e molto altro.

Le abilità da sbloccare sono davvero numerose e oltre a sbloccarle potrete anche potenziarle. E se l’albero è numeroso in contenuti, lo è ancora di più l’inventario, composto da armi, armature, accessori, consumabili ed oggetti vari. Strada facendo aprirete dei forzieri, deprederete dei cadaveri, riceverete ricompense o potrete acquistare nuovi equipaggiamenti, suddividi per rarità, bonus e caratteristiche. Cambierete spesso armatura, pezzo per pezzo, equipaggerete nuove armi e accessori.

Ogni equipaggiamento non offre solo un certo livello di forza, difesa, magia o destrezza, ma anche un tipo di rarità, dei bonus legati agli stessi e richiederà dei requisiti per essere equipaggiati, ciò vi porterà inevitabilmente a livellare e potenziare o migliorare gli attributi e abilità richieste. E se le abilità e gli equipaggiamenti non vi bastano, potete sempre puntare sui Destini, i quali possono essere cambiati dopo ogni nuovo livellamento, Destini pensati per modificare la classe del personaggio, passando da Ibrido ad esperto in combattimenti da mischia, dalla distanza, con la magia e cosi via dicendo.

Le possibilità sono davvero numerose, ciò vi permetterà di modificare il vostro stile di gioco di continuo nel corso del tempo, a seconda della situazione o necessità oltre che preferenza. Come anticipato, potrete fare visita a diversi negozianti, presso i quali spendere il denaro ottenuto per acquistare nuovi oggetti ed equipaggiamenti, oppure sbarazzarsi del ciarpame raccolto durante le esplorazioni. Qui entra in gioco la seconda nota dolente del titolo, la quale alla lunga potrebbe risultare davvero frustrante, ossia un inventario molto limitato, il quale vi porterà più volte a dover rivederlo per distruggere gli oggetti obsoleti per fare spazio a dei nuovi.

Nonostante la mappa sia liberamente esplorabile, essa è divisa in zone, dove in ognuna di esse troverete nemici differenti e più o meno potenti, ciò vi porterà a svolgere numerose attività secondarie per ottenere l’esperienza necessaria per proseguire il viaggio in zone più ostiche, anche se è possibile selezionare la difficoltà. I nemici a volte saranno spietati e numerosi, vi attaccheranno senza lasciarvi respirare. Non mancano poi all’appello dei Boss da sconfiggere con tanto di barra energetica, i quali utilizzano attacchi differenti ma ripetuti per lo più all’infinito, dandovi la possibilità di studiare la migliore strategia per sconfiggerli.

Di cose da fare ed ottenere in Kingdoms of Amalur ce ne sono, trascorrete molte ore per completarlo tutto, toccando le 100 ore qualora vogliate portarlo a termine senza aver tralasciato nulla. Se in termini di contenuti nulla da dire, essendo davvero molto generoso, un GDR che merita di portare questo nome, sul fronte tecnico il titolo invecchia decisamente male, proponendo le medesime problematiche dell’epoca e con un comparto grafico che mette in mostra anche a coloro che sono inesperti, dei modelli poligonali upscalati e nulla più.

E’ altresì vero che non ci troviamo di fronte un remake ma una remastered, tuttavia resta pur sempre un titolo congelato a quegli anni, con scenari a volte spogli, spigolosi o con gli stessi elementi riciclati all’infinito. Kingdoms of Amalur è immediato in gameplay, divertente e coinvolgente, anche se giunge in un periodo di grandi uscite, le quali potrebbero sursclassarlo, qualora non si provenga dal gioco originale.

Kingdoms Of Amalur: Re-Reckoning Gameplay Trailer

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