Dying Light: Recensione, Video Gameplay e Immagini

Pubblicato da: Shinobi SEO WEB- il: 09-02-2015 9:51 Aggiornato il: 15-02-2017 10:04

Dying Light
Siamo appena tornati dall’inferno, da una città immaginaria turca di nome Harran dove un virus ha infettato migliaia di zombi che hanno invaso le strade, case ed edifici, pochi sono coloro che sono riusciti a scampare all’infezione.

Dying Light: Good Night, Good Luck

L’ultimo capolavoro del team Techland approda su PC e console di nuova generazione e quest’oggi siamo qui per condividere con voi le nostre considerazioni personali. Un open world in cui quest primarie e secondarie sono all’ordine del giorno e anche della notte, un sistema di crafting avanzato e di vitale importanza per la sopravvivenza ed elementi che ricordano Dead Island.
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Parkour tra gli zombi

Se in Dead Island era possibile nuotare, correre e magari saltare, in Dying Light l’elemento parkour è in prima fila, offrendo al giocatore l’abilità e la possibilità di arrampicarsi sui palazzi, scavalcare muri e recinzioni in corsa, muoversi agilmente tra i tetti e terrazzi della città per scampare alle orde di non morti, una sorta di Mirror’s Edge in versione horror. Restare fermi in Dying Light equivale a morire, nel corso del gioco il giocatore è chiamato a muoversi in continuazione per raggiungere le varie location o semplicemente per uscire fuori da una brutta situazione.

Un sistema di crafting avanzato

Uno degli elementi che ha attirato maggiormente la nostra attenzione risiede sicuramente nel sistema di crafting avanzato che il team di sviluppo ha preparato con estrema cura.  Ogni singolo elemento che troverete in giro per la mappa potrà essere utilizzato per dare vita ad armi o equipaggiamenti utili a salvarvi la vita. Numerose sono le missioni primarie e secondarie e spaziano dal collezionare oggetti a gare di corsa, dal salvataggio di persone dall’attacco degli zombi alla liberazione degli avamposti o meglio dire rifugi.

La notte dei morti viventi

Aggirarsi per le strade di notte in Dying Light è molto pericoloso, il giocatore ha la possibilità di scegliere se esplorare la città sotto il chiaro di luna con centinaia di non morti che si aggirano per le strade in attesa di un prelibato banchetto o di dormire presso il rifugio aspettando il giorno dopo. Durante il corso della notte vi imbatterete in super infetti (alla Left4Dead) in grado non solo di attirare la vostra attenzione ma anche di mettere a dura prova le vostre abilità da survival.

Ora ti mostro come mi potenzio

Come accadeva in Dead Island, anche in Dying light è presente un sistema a livelli che permette al giocatore di ottenere potenziamenti, abilità e migliorie per il personaggio con il progredire del livello dello stesso. Le abilità sono svariate, spetta al giocatore decidere in cosa perfezionarsi, se nel parkour o nei combattimenti, nella resistenza o in altre specialità.
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Il massacro co-operativo

Non poteva mancare di certo la componente co-operativa online e in locale la quale offre ai giocatori la possibilità di unire le forze contro orde di non morti o di affrontare una delle abilità disponibili. Ogni giocatore potrà utilizzare il suo armamento e le sue provviste per affrontare la situazione in maniera differente.

Un comparto grafico soddisfacente

Passiamo ora al primo vero lato positivo del gioco, un comparto grafico che non lascia spazio a critiche o voti negativi, dalla modellazione poligonale dei non morti alla struttura degli edifici interni ed esterni, giochi di luce straordinari tra le fronde degli alberi e delle ombre cosi realistiche e curate che costringono molti ad abbassare i dettagli sulla versione PC. Abbiamo giocato con un i7 3770, 16GB di RAM e una scheda video NVIDIA Gforce 770 2GB riscontrando dei leggeri cali di frame con i dettagli al massimo, abbassando le ombre (senza notare troppo le differenze) siamo riusciti a giocare in maniera fluida, scorrevole e lineare, sopratutto grazie alla patch rilasciata dal team di sviluppo atta all’ottimizzazione del titolo dal punto di vista grafico.

Una longevità al di sopra delle aspettative

Come era facilmente prevedibile, la longevità di Dying Light è soddisfacente, la grande mola di missioni primarie e secondarie offriranno al giocatore numerose ore di intrattenimento e divertimento in compagnia dei non morti. Spetterà solo a noi deciderà se catapultarci nel vivo dell’azione completando solo le missioni principali per poi giungere ai titoli di coda in un certo lasso di tempo o se dare retta ad ogni richiesta che ci viene fatta prolungando di molto la longevità.

Conclusioni e Voti

Se siete appassionati di Parkour e del genere Horror, se amate l’esplorazione e il crafting allora inutile dirvi che Dying Light è un capolavoro che merita assolutamente l’acquisto.
  • Gameplay: 8.0
  • Sonoro: 7.5
  • Grafica: 8.5
  • Longevità: 9.0
Voto finale: 8.5
PRO
  • Un sistema di crafting avanzato
  • Un gameplay originale

CONTRO

  • Affetto da problemi di LAG anche su PC performanti
  • Un I.A umana poco curata

Requisiti di Sistema PC

  • Requisiti Minimi
  • Processore: Intel i5-2500/AMD FX-8320
  • Scheda Video: GTX 560/Radeon HD 6870
  • Memoria: 4 GB
  • Spazio su disco: 40 GB
  • Sistema operativo: Windows Vista 7/8 64 bit
  • Requisiti Consigliati
  • Processore: Intel Core i7-4670K/AMD FX-8350
  • Scheda Video: GTX 780/Radeon 290
  • Memoria: 8 GB
  • Spazio su disco: 40 GB
  • Sistema operativo: Windows 7/8 64 bit

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