Viva Piñata: Guai in paradiso

Pubblicato da: Luca M.- il: 12-09-2008 10:00 Aggiornato il: 11-06-2015 9:48

Due anni fa grazie al lavoro del team di Rare, sugli scaffali appare un titolo dal nome e dal concept tanto originale quanto intrigante, ma sebbene il gioco avesse i presupposti per diventare l’ennesimo best-seller, non pochi furono coloro che lo guardarono con scetticismo e diffidenza catalogandolo come un comune gioco per bambini facendosi trarre in inganno da quel 3+ impresso sulla confezione. Partiamo con ordine e accenniamo la vera ‘storia’ (se così possiamo definirla) da cui tutto ha inizio.

Un Piñata è un “contenitore” di carta colorata avente forma di un qualsivoglia animale usato in alcune feste tradizionali e per bambini. Tali contenitori sono solitamente pieni di dolci e caramelle (anche se non necessariamente) e sono sospesi mentre una persona bendata tenta di colpirle e romperle, dando vita ad una vera e propria pioggia di dolci. Cosa accadrebbe se fossero i protagonisti di un coloratissimo gioco gestionale in cui prendono vita ognuna con i propri connotati animaleschi, il suo carattere ed un allevatore/giardiniere che decida di creare un ambiente loro ospitale partendo da un’insignificante appezzamento di terra e poco altro sino ad ottenere fama, fortuna e i piñata più rari, belli e di valore tra le 100 e più razze presenti?
Questo è il concetto base, in poche e semplici parole, da cui ha preso vita il primo capitolo, sebbene il gioco sia in realtà ben più complesso.
Nella sua seconda installazione, tutto inizia con l’inserimento di una nuova minaccia, le piñate amare che pur essendo simili alle altre, tenteranno di spaventare i nostri ‘cuccioli’ ed infettare il nostro angolo di paradiso con pericolose piante. Il loro capo è desideroso di impossessarsi del database di tutte le piñata esistenti ma anziché essere rubato, finisce distrutto e da qui il nostro obiettivo di ricostruirlo.

A parte molte gradevoli innovazioni, il gameplay non ha subito sostanziali modifiche e molte cose sono rimaste pressoché invariate e così a colpo d’occhio potrebbe non convincere del tutto i molteplici diffidenti, nonostantese è da evidenziare un cospicuo incremento di razze (32 per l’esattezza) e un ampliamento generale della longevità con ulteriori inserimenti di giocattoli ed oggetti con cui far felici le nostre creature.
Come rinnovamento ai livelli di base c’è da segnalare un sistema di bonus che riguarda il “mini-gioco” dell’accoppiamento, difatti punteggi molto elevati potranno dar vita a parti gemellari o alla nascita di cuccioli con colorazioni differenti e quindi più rari e di valore che ci danno la possibilità di sfruttare la Live Vision camera, chiamata giustamente Piñata Vision per l’occasione, che verrà però trattata in seguito. Vi è poi l’aggiunta di due nuove aree: il Piñatartico e il Deserto Dolce o Dessert. In questi luoghi vedremo Piñata uniche che dovranno essere catturate piazzando delle trappole con un’esca ben precisa (i gusti sono gusti…) poiché essi non sono reperibili in nessun altro modo, ma riuscire a catturarle non è così semplice dato che alcuni esemplari riusciranno ad accorgersi della trappola e riusciranno ad aggirarla mangiandone l’esca, da qui la necessità di usare trappole migliori ed ovviamente più costose. Purtroppo c’è da dire che una volta catturate, le Piñata diverranno solo delle visitatrici del nostro giardino e ci toccherà convincerle rispettando i loro gusti e le loro necessità ambientali, in caso contrario scapperanno ed avremo sprecato sia tempo che denaro.

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Tra le varie modalità abbiamo le ormai note modalità Divertimento, in cui potremo usare tutti gli oggetti, anche se non ancora sbloccati pagandolo con un credito infinito senza però ricevere punti esperienza.
La modalità storia in cui partiremo dal primo livello d’esperienza ed avremo un giardino molto piccolo con molto poco a disposizione. I tutorial ci aiuteranno non poco e sono ben realizzati, ma per riuscire a comprendere la vera bellezza del gioco saranno necessarie molte ore di gioco, e solo dopo aver raggiunto un livello abbastanza elevato riusciremo ad avere una visione più completa della vera profondità del titolo, e anche se dovessimo fare vari errori e dover prendere la decisione se ricominciare un nuovo giardino o no, saremo comunque in grado di continuare con l’attuale livello di esperienza e i bonus ottenuti sino a quel momento.
Una modalità Cooperativa offline, con cui è possibile gestire il giardino con un amico, e quelle online dove potremo invitare i nostri amici a vedere il nostro giardino, oppure sfidare altri giocatori alla costruzione del giardino migliore, un nuovo sistema di “posta” che ci permetterà di scambiare Piñate con altri allevatori, regalare oggetti o ancora elementi per abbellire il terreno. Potremo inoltre fare screenshot in game, visibili a tutti tramite sito ufficiale.
Infine, ma non per importanza, la Piñata Vision che è la più interessante innovazione che è stata apportata. In parole povere, la camera live vision viene usate allo stesso modo di Eye of Judgement per la Playstation 3, e gli utenti potranno utilizzarla per far comparire una speciale Piñata nel proprio giardino. Alcune carte le troveremo nella confezione del gioco, altre sul sito ufficiale e basterà stamparle per farle riconoscere così mentre tutte le altre possono essere create da ogni utente. Basta fare un particola screenshot per le Piñata che ci sembrano più o meno rare, stampare tale la foto e potremo così regalare una copia del nostro cucciolo a qualsiasi amico.

Tecnicamente tutto ciò che riguarda il comparto audio-visivo è molto simile al suo predecessore (da non confondere con la sua espansione).
Visivamente tutto è caratterizzato da contrasto e colori vivi e sgargianti, la realizzazione dei piñata, dei collaboratori e le miriadi di elementi con cui interagire è curata nei minimi dettagli e risulta molto piacevole. La fluidità di gioco è notevolmente migliorata ed i messaggi e i menù meno invadenti. Tra i difetti Sono presenti piccoli problemi che talvolta ci porteranno a notare sporadici effetti simili a frastagliature delle textures ma niente di particolarmente rilevante.
Il comparto audio invece è perfetto così com’è, le melodie sono principalmente calme e rilassanti così come il ritmo di gioco, ma talvolta cambieranno completamente con ritmi più movimentati e vari suoni che ci avvertiranno di un pericolo imminente o abbiamo degli ospiti non graditi.
Voto: 7.5

Il gioco in sé, se non avesse un prequel e il grado di coinvolgimento non si rivelasse dopo svariate ore di gioco che potrebbero far annoiare l’utente che non vuole giochi particolarmente lenti, avrebbe meritato un 8 dato che comunque, una volta preso piede è un vero piacere giocarci.
Purtroppo c’è da dire che se l’obiettivo era quello di creare un titolo che superasse in vendite il primo Viva Piñata queste aggiunte potrebbero non bastare ed anche il supporto della Live Vision che non è così diffusa da poter sfruttare queste splendide opzioni di gioco, rimanendo comunque un ottimo acquisto per i fan senza però poter stimolare abbastanza l’interesse di quelli a cui non è andata giù la sua prima apparizione.

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