Recensione Destroy All Humans! Path of the Furon

Pubblicato da: Luca M.- il: 11-03-2009 12:11 Aggiornato il: 11-06-2015 9:33

Ha avuto una storia un po’ complessa e non è uscito affatto bene. Sviluppato dalla Sandblast e prodotto dalla THQ, Path of the Furon vi mette nei panni di un alieno che più che distruggere l’intera umanità (come da titolo) sembra attentare al vostro divertimento.


Lo studio Sandbox Games venne chiuso dalla THQ quasi un mese prima dell’uscita retail di questo videogioco e, la versione per Playstation 3 venne cancellata poco tempo dopo. Passando solo qualche minuto con Path of the Furon per Xbox 360, vi chiederete perchè mai la THQ non abbia messo fine anche a questa sofferenza. Le visuali del gioco sono ormai datate ed il suo insensato, stereotipicato ritratto dei Cinesi (tra tutte le altre etnie) è sconvolgente. Aggiungeteci obiettivi ripetitivi ed uno humor ormai fuori epoca, non rimane più nulla per perdere tempo con il titolo in questione.

  • Trama

Come nel precedente capitolo DAH, impersonerete Crypto, un piccolo alieno che ha una strana avversione per il genere umano. Il gioco prende luogo nel 1970 e Crypto ha il suo bel da fare con i Mob in quella che sembrerebbe essere Las Vegas. Dopo qualche nemico che cerca di toglierlo di mezzo, Crypto realizza che qualcosa o qualcuno oltre ai Mob lo vuole fuori dai piedi. Il nostro protagonista, vedrà ben 5 locations diverse che includono una simil-Las Vegas, un Hollywood dei poveri ed una pseudo Cina.

  • Gameplay

Anche se sarete completamente liberi di girare per le varie locations, non c’è poi molto di divertente da fare. Se sarete sulla vostra navicella potrete distruggere i palazzi che però, invece di crollare al suolo in un’enorme esplosione, si squaglieranno come burro al sole. Se invece sarete a piedi, potrete fulminare gli umani od i cattivi con un determinato numero di armi che includono la non proprio divertente sonda anale. Potrete anche prendere il controllo del corpo degli umani e farli ballare, oppure usare la telecinesi per afferrarli e scaraventarli ovunque ma, in ogni caso, sarebbe meglio che usaste la vostra arma principale per accumulare DNA e finire le missioni. Lo stesso vale per le molte armi che avrete a disposizione sulla vostra navicella, che sembrano eno efficaci del vostro raggio principale. Inizialmente, vi divertirete a provare tutti le possibilità di distruzione offerte, ma la maggior parte delle opzioni proposte sono poco più che dei “giocattolini”.

  • Le missioni

Sembra che invece di offrire interessanti obiettivi, gli sviluppatori abbiano creato una varietà di armi inutili che sarete a volte costretti ad usare. In più, invece di darvi la libertà di atterare dove volete con la vostra navicella, il gioco vi impone solo determinati punti che dovranno essere sbloccati superando dei mini-games che, loro volta, vi costringono ad usare un’arma od un’abilità che non avrete voglia di utilizzare.
Gli obiettivi delle missioni inizialmente con l’essere molto semplici: far saltare in aria un palazzo, utilizzare la telecinesi per portare una persona da un posto ad un altro, uccidere qualcuno, proteggere qualcun’altro e così via. Proseguendo per il gioco, gli obiettivi saranno semplicemente allungati e collegati fra loro, non proponendo mai nulla di nuovo. Questo vuol dire che per tutto il gioco dovrete soffrire in lunghe missioni con obiettivi dei quali vi siete già stancati da tempo.

  • I discorsi

I primi Destroy All Humans! erano molto divertenti e fortemente legati alla parodia od a dialoghi scherzosi, ma Crypto si comporta come se fosse diventato ormai vecchio. Raramente sta zitto ed il suo continuo chiaccherare potrebbe dare sui nervi. Fortunatamente gli obiettivi delle missioni sono chiaramente mostrati e, quindi, non avrete bisogno di vedere fino alla fine le, a volte eccessivamente lunghe e troppo frequenti, scene d’intermezzo.
E’ già abbastanza che le scene d’intermezzo siano frequenti ed i dialoghi costanti ma, quel che c’è di peggio, è che l’umorismo di Path of the Furon si basa su stereotipi razziali. I dialoghi e gli accenti (almeno per quanto riguarda in inglese) dei personaggi e cittadini nei livelli Cinesi povetano essere accettabili 30 o 40 anni fa, ma al giorno d’oggi si rivelano come piuttosto offensivi e come una buona ragione per evitare questo titolo.

  • Grafica – 2 – Il gioco è orgoglioso di presentare l’utilizzo dell’Unreal Engine ma vi sarà molto difficile vederne i risultati. Probabilmente hanno usato l’Unreal Engine originale e non l’Unreal 3. Il frame rate è basso, le texture ad una risoluzione mediocre, il terreno sembra offuscato ed enormi palazzi vi appariranno di fronte. Ma c’è di peggio: molte cutscenes non hanno un buon doppiaggio e “lip-synch”, i personaggi sono poveramente animati, i cittadini sembrano “scivolare” nella città e le esplosioni sono orrende. Anche lo stesso protagonista è mal realizzato.
  • Audio – 3 – Come abbiamo già detto, dialoghi orrendi ed a volte snervanti con uno humor ormai troppo datato.
  • Giocabilità – 4 – Perlomeno i controlli sono facili ed intuitivi.
  • Longevità – 4 – Un gioco che vi stancherà dopo non molto. L’unica cosa che riesce ad allungare leggermente il divertimento sono le armi che utilizzerete fino a che non vi stuferete. Sono presenti anche alcuni minigames multiplayer, ma non aggiungono alcun valore ad un gioco del genere.
  • Totale – 3,3 – Se siete rimasti, in qualche modo, affascinati dalla serie che precedeva questo titolo, allora potreste avere un certo tipo di divertimento giocando The Path of the Furon. Ma dopo non molto vi accorgerete che non ha niente da offrire a nessuno che abbia un minimo di gusto.

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