Assassin’s Creed Hexe continua a essere uno dei progetti più misteriosi e discussi del futuro di Ubisoft. Dopo il primo teaser ufficiale, bastato da solo a suggerire un’atmosfera più cupa, inquietante e distante dai capitoli più recenti della saga, sono emerse nuove indiscrezioni che provano a delineare con maggiore precisione il possibile volto del gioco. Le informazioni non sono state confermate ufficialmente, quindi vanno trattate con prudenza, ma il quadro che ne viene fuori è particolarmente interessante: una protagonista femminile chiamata Anika, un’ambientazione nella Germania del XVII secolo, i terribili processi alle streghe di Würzburg e persino un possibile collegamento con la famiglia Auditore.
Il nome in codice Hexe, che in tedesco significa “strega”, aveva già spinto molti appassionati a immaginare un capitolo ambientato nel cuore dell’Europa, in un periodo segnato da superstizione, persecuzioni religiose e paura collettiva. Le nuove voci sembrano andare proprio in questa direzione, suggerendo un gioco molto diverso da Assassin’s Creed Shadows, Valhalla o Odyssey. Meno epica aperta e più tensione psicologica, meno senso di conquista e più sopravvivenza, sospetto e controllo sociale.
Assassin’s Creed Hexe potrebbe portarci nei processi alle streghe di Würzburg
Il dettaglio più importante riguarda il possibile periodo storico scelto per Assassin’s Creed Hexe. Secondo le indiscrezioni, il gioco sarebbe ambientato durante i processi alle streghe di Würzburg, avvenuti tra il 1625 e il 1631 nel Sacro Romano Impero. Si tratterebbe di una scelta estremamente forte dal punto di vista narrativo, perché quel periodo fu segnato da accuse di stregoneria, arresti, torture, condanne e roghi che coinvolsero persone di ogni classe sociale.
Un contesto del genere si adatterebbe perfettamente ai temi storici della serie. Assassin’s Creed ha sempre raccontato il conflitto tra libertà e controllo, tra chi vuole lasciare all’uomo la possibilità di scegliere e chi invece cerca di dominare la società attraverso potere, paura e manipolazione. I processi alle streghe rappresenterebbero uno scenario ideale per sviluppare questo contrasto, perché mostrano un mondo in cui il sospetto diventa legge, la superstizione diventa arma politica e chiunque sia considerato diverso può essere trasformato in un nemico pubblico.
La Germania del Seicento permetterebbe inoltre a Ubisoft di costruire un’ambientazione molto più oscura rispetto a quelle viste negli ultimi capitoli. Villaggi isolati, foreste fitte, tribunali religiosi, prigioni, roghi, simboli occulti e comunità dominate dalla paura potrebbero dare al gioco un’identità visiva e narrativa fortissima. Non sarebbe il classico scenario pensato per l’avventura spettacolare, ma un mondo opprimente, dove ogni luogo trasmette diffidenza e dove il giocatore potrebbe sentirsi costantemente osservato.
In questa prospettiva, la figura della “strega” non dovrebbe essere letta per forza come un elemento fantasy. Potrebbe diventare il simbolo di tutto ciò che il potere non riesce a comprendere o controllare. Una donna con conoscenze particolari, abilità fuori dal comune, legami con gli Assassini o accesso a strumenti misteriosi potrebbe facilmente essere accusata di stregoneria da una società dominata dal fanatismo. Questo renderebbe Assassin’s Creed Hexe un capitolo capace di usare la paura del soprannaturale per raccontare una persecuzione molto umana.
Anika sarebbe la vera protagonista e non Elsa
Un’altra voce importante riguarda il nome della protagonista. In passato si era parlato di Elsa, ma secondo le nuove indiscrezioni quel nome sarebbe stato soltanto un riferimento interno usato durante lo sviluppo. La vera protagonista di Assassin’s Creed Hexe si chiamerebbe invece Anika.
Questo dettaglio potrebbe sembrare secondario, ma aiuta a immaginare meglio la direzione narrativa del gioco. Anika sarebbe una donna perseguitata, accusata di essere una strega a causa delle sue capacità, delle sue conoscenze o della sua origine. La sua storia partirebbe quindi da una condizione di pericolo personale, non da una semplice missione assegnata dalla confraternita. Il conflitto non sarebbe soltanto politico o storico, ma anche profondamente intimo: sopravvivere in una società che la considera una minaccia.
Se questa impostazione fosse confermata, Assassin’s Creed Hexe potrebbe avere una protagonista molto diversa dagli eroi più tradizionali della saga. Anika non sarebbe soltanto una guerriera abile nel combattimento, ma una figura costretta a muoversi nell’ombra perché il mondo intorno a lei è pronto a condannarla. Questo potrebbe rendere il gameplay più basato sul furtivo, sull’osservazione, sulla fuga, sulla manipolazione dell’ambiente e sulla capacità di evitare l’attenzione degli abitanti.
Il punto più sorprendente delle indiscrezioni riguarda però il presunto legame di sangue con Claudia Auditore, sorella di Ezio Auditore. Se fosse vero, Anika sarebbe una discendente della famiglia Auditore, una scelta che collegherebbe Assassin’s Creed Hexe a uno dei filoni narrativi più amati dell’intera serie. Non si tratterebbe per forza di un semplice omaggio nostalgico, perché una discendenza del genere potrebbe spiegare conoscenze tramandate, tecniche particolari, oggetti ereditati o una memoria familiare legata alla confraternita.
Il collegamento con Claudia Auditore sarebbe anche interessante perché darebbe maggiore peso a un personaggio spesso rimasto in secondo piano rispetto a Ezio. Claudia, nel corso della saga, non è stata soltanto la sorella del protagonista, ma una figura cresciuta all’interno della rete degli Assassini. Legare Anika alla sua linea familiare permetterebbe a Ubisoft di recuperare quel passato senza limitarsi a riportare in scena Ezio in modo superficiale.
Il possibile ritorno di Ezio Auditore è la voce più delicata
Tra tutte le indiscrezioni circolate su Assassin’s Creed Hexe, quella relativa a Ezio Auditore è senza dubbio la più discussa. Secondo le voci, Ezio potrebbe comparire nel gioco come presenza spirituale, guida, memoria o figura legata al percorso di Anika. Alcune presunte battute trapelate farebbero riferimento al cappuccio bianco, alla madre della protagonista e al celebre motto degli Assassini.
Il ritorno di Ezio avrebbe un impatto enorme, perché parliamo ancora oggi del personaggio più iconico della saga. La trilogia dedicata a lui ha definito l’identità di Assassin’s Creed per milioni di giocatori, rendendo il suo nome quasi inseparabile dal marchio. Proprio per questo, però, un suo ritorno dovrebbe essere gestito con grande attenzione. Usarlo solo come richiamo nostalgico rischierebbe di indebolire la nuova protagonista e di trasformare Hexe in un capitolo dipendente dal passato.
Una presenza più misurata, invece, potrebbe funzionare molto bene. Ezio potrebbe essere una guida legata alla memoria degli Auditore, a un manufatto della Prima Civilizzazione, a un ricordo genetico o a una forma narrativa coerente con le regole della serie. Assassin’s Creed ha già raccontato visioni, ricordi, illusioni, simulazioni e fenomeni apparentemente sovrannaturali spiegati attraverso elementi fantascientifici. Per questo motivo, la presenza di Ezio non dovrebbe per forza essere interpretata come un vero “fantasma” in senso classico.
Il rischio principale sarebbe rubare spazio ad Anika. Assassin’s Creed Hexe deve funzionare prima di tutto come la sua storia, non come un nuovo capitolo costruito attorno al ritorno di Ezio. Se il personaggio venisse usato come mentore simbolico, come eredità morale o come voce del passato, potrebbe rafforzare il viaggio della protagonista senza oscurarla. Se invece diventasse troppo centrale, il gioco potrebbe perdere parte della sua identità.
Il tema dei processi alle streghe renderebbe comunque molto potente un dialogo ideale tra Anika ed Ezio. Una protagonista accusata di essere una strega perché sfugge al controllo del potere si collegherebbe perfettamente alla filosofia degli Assassini. Chi viene temuto, perseguitato o definito mostruoso potrebbe essere semplicemente qualcuno che possiede una libertà impossibile da accettare per chi vuole dominare gli altri.
Foreste, sospetto e nuove meccaniche potrebbero cambiare il ritmo del gioco
Le indiscrezioni non riguardano soltanto la trama, ma anche alcune possibili meccaniche di gioco. Si parla di patti di sangue, veleni, siti rituali, reliquie rubate e attività legate a luoghi nascosti. Sono elementi che, se ben integrati, potrebbero rendere Assassin’s Creed Hexe molto diverso dai capitoli più recenti, soprattutto sul piano dell’esplorazione.
Invece di proporre una mappa piena di attività ripetitive, Hexe potrebbe puntare su un mondo più denso e inquietante, dove ogni missione secondaria serve a rafforzare il clima di paranoia. Cercare un sito rituale nel cuore di una foresta, recuperare una reliquia sottratta, seguire tracce lasciate da gruppi fanatici o scoprire il vero motivo dietro un’accusa di stregoneria potrebbe dare alle attività un taglio più investigativo e narrativo.
Un altro elemento interessante sarebbe il ritorno del movimento tra gli alberi. Secondo le voci, Assassin’s Creed Hexe potrebbe includere una forma di parkour arboreo simile a quella vista in Assassin’s Creed III. In un’ambientazione fatta di boschi, villaggi isolati e percorsi naturali, questa scelta avrebbe molto senso. Le foreste non sarebbero soltanto uno sfondo, ma veri spazi di fuga, inseguimento, imboscata e occultamento.
Anche il sistema di allerta potrebbe essere più severo. Le indiscrezioni parlano di personaggi non giocanti pronti a segnalare più rapidamente comportamenti sospetti. In un mondo dominato dalla paura delle streghe, questa meccanica sarebbe perfettamente coerente. Entrare nel posto sbagliato, muoversi in modo insolito, fuggire troppo rapidamente o essere vista vicino a un evento misterioso potrebbe bastare per attirare l’attenzione degli abitanti.
Questa impostazione renderebbe il gioco più teso. Il giocatore non avrebbe soltanto il problema delle guardie, ma anche quello della popolazione. Ogni villaggio potrebbe trasformarsi in un luogo pericoloso, non perché pieno di nemici armati, ma perché pieno di occhi pronti a giudicare. Sarebbe una differenza importante rispetto alla classica struttura action open world e potrebbe dare a Assassin’s Creed Hexe un’identità molto più vicina al thriller storico.
Il dubbio sulla magia resta centrale
Il grande interrogativo riguarda il ruolo della magia. Un gioco ambientato durante i processi alle streghe porta inevitabilmente il pubblico a immaginare rituali, maledizioni, ombre, simboli occulti e fenomeni inspiegabili. Tuttavia, Assassin’s Creed non è mai stato fantasy puro. Anche quando ha introdotto elementi straordinari, li ha quasi sempre collegati alla Prima Civilizzazione, ai Frutti dell’Eden, alla memoria genetica o a tecnologie antiche interpretate dagli uomini come divine o sovrannaturali.
Per questo motivo, Assassin’s Creed Hexe potrebbe funzionare meglio mantenendo una forte ambiguità. Anika potrebbe essere considerata una strega non perché pratichi davvero magia, ma perché conosce tecniche, sostanze, oggetti o verità che gli altri non comprendono. Veleni, illusioni, alchimia, strumenti degli Assassini o manufatti antichi potrebbero essere scambiati per poteri demoniaci da una società già predisposta alla paura.
Questa scelta permetterebbe al gioco di conservare un’atmosfera inquietante senza trasformarsi in un’avventura fantasy tradizionale. La forza del capitolo potrebbe stare proprio nel confine incerto tra superstizione e realtà. Il giocatore potrebbe vedere eventi apparentemente inspiegabili, per poi scoprire che dietro ci sono manipolazioni, propaganda, conoscenze perdute o strumenti usati per controllare la popolazione.
I presunti patti di sangue e i rituali potrebbero rientrare in questa logica. Non necessariamente magia vera, ma pratiche simboliche, cerimonie segrete, prove di appartenenza, sistemi di controllo o rituali costruiti per alimentare il terrore. In un periodo storico dove l’accusa di stregoneria poteva distruggere una vita, anche un gesto innocente poteva essere trasformato in prova di colpevolezza.
La direzione più interessante sarebbe quindi quella di un gioco capace di far sentire il soprannaturale senza spiegarlo subito. Foreste oscure, voci, simboli, ombre, testimonianze contraddittorie e paura collettiva potrebbero creare un’atmosfera disturbante, lasciando al giocatore il compito di separare verità, fanatismo e manipolazione.
Assassin’s Creed Hexe potrebbe essere il capitolo più cupo della saga
Se anche solo una parte di queste indiscrezioni venisse confermata, Assassin’s Creed Hexe potrebbe diventare uno dei capitoli più particolari dell’intera serie. L’ambientazione nei processi alle streghe di Würzburg, una protagonista perseguitata, il possibile legame con gli Auditore e un gameplay più basato su furtività, foreste e sospetto darebbero al progetto una personalità molto forte.
Il vero punto di forza potrebbe essere il cambio di tono. Dopo anni di capitoli sempre più vasti, spettacolari e ricchi di contenuti, Hexe potrebbe scegliere una strada più compatta, narrativa e inquietante. Un Assassin’s Creed meno interessato alla grandezza della mappa e più concentrato sulla tensione, sulla paura e sull’identità della protagonista.
Resta naturalmente da capire cosa sarà confermato da Ubisoft e cosa invece resterà soltanto una voce di corridoio. Le indiscrezioni, per quanto affascinanti, non bastano a definire il gioco finale. Tuttavia, l’idea di un capitolo ambientato nella Germania del Seicento, tra caccia alle streghe, potere religioso, segreti degli Assassini e memoria degli Auditore, è già abbastanza forte da rendere Assassin’s Creed Hexe uno dei progetti più attesi del futuro della saga.