Dragon Ball Xenoverse 3 torna a mostrarsi con il trailer Welcome to West City e conferma una direzione molto più ambiziosa rispetto al semplice ritorno di una serie amata. Dopo anni di attesa, il nuovo capitolo non sembra voler ripartire soltanto dalla nostalgia, ma da un’idea precisa: trasformare l’universo di Dragon Ball in uno spazio più vivo, più personale e più aperto alla costruzione del proprio eroe.
Il punto di partenza è l’Age 1000, una nuova epoca che permette al gioco di allontanarsi dalle solite riletture degli eventi più conosciuti della saga. West City diventa così il cuore di un mondo futuristico, colorato e pieno di possibilità narrative, dove il giocatore non è chiamato semplicemente ad assistere a una storia già vista, ma a entrare in una nuova fase dell’universo creato da Akira Toriyama.
West City diventa il centro della nuova era di Dragon Ball
Il trailer Welcome to West City punta subito sull’ambientazione. La città non appare come un semplice hub dove accettare missioni e parlare con qualche personaggio, ma come il simbolo del cambiamento che Dragon Ball Xenoverse 3 vuole portare nella serie. L’idea di esplorare una West City più sviluppata, più tecnologica e più viva apre scenari interessanti, soprattutto per chi sperava in un capitolo capace di dare più peso alla vita quotidiana del proprio avatar.
La presenza di Bulma e Gamma 1 rafforza questo legame tra tradizione e novità. Da una parte ci sono volti familiari, capaci di richiamare immediatamente la memoria dei fan. Dall’altra c’è un contesto nuovo, costruito per introdurre personaggi originali e situazioni inedite. Il trailer mostra anche l’ingresso del giocatore nella Great Saiya Squad, un elemento che può diventare centrale per dare una nuova identità alla struttura narrativa.
La scelta più interessante è proprio questa: non ripartire solo da Goku, Vegeta, Freezer o Cell, ma creare una cornice dove il giocatore possa sentirsi davvero protagonista. Dragon Ball Xenoverse 3 sembra voler mantenere il DNA della serie, ma con un contesto più fresco, meno schiacciato dal peso degli archi narrativi già consumati in decine di giochi.
Nuovi personaggi e vecchie icone convivono nello stesso universo
Tra i dettagli più importanti emersi ci sono i nuovi personaggi originali, tra cui Brett, Lilica, ROM e Tap. La loro presenza non è secondaria, perché rappresenta uno degli aspetti più delicati di un progetto come questo. Ogni nuovo volto deve riuscire a inserirsi in un universo molto riconoscibile senza sembrare fuori posto, ma anche senza limitarsi a imitare personaggi già esistenti.
Dragon Ball Xenoverse 3 sembra voler costruire una nuova generazione di eroi, alleati e figure narrative attorno al giocatore. Questo può aiutare il titolo a distinguersi dai precedenti capitoli, soprattutto se la trama saprà dare spazio reale a questi personaggi e non usarli soltanto come semplici comparse da hub.
Il ritorno di personaggi storici resta comunque fondamentale. La forza della serie Xenoverse è sempre stata quella di permettere incontri impossibili, alleanze improbabili e combattimenti fuori dal tempo. In questo terzo capitolo, però, il rischio sarà trovare il giusto equilibrio: i fan vogliono rivedere i grandi nomi della saga, ma vogliono anche scoprire qualcosa che non sembri già scritto.
Il combattimento punta su scelte, razze e poteri combinati
Il nuovo trailer mette in evidenza anche l’evoluzione del sistema di combattimento. Dragon Ball Xenoverse 3 continuerà a puntare su battaglie ad alta velocità, voli, scatti, attacchi di energia e scontri spettacolari, ma la novità più interessante riguarda il peso delle scelte del giocatore. La razza selezionata non dovrebbe essere soltanto un dettaglio estetico, ma un elemento capace di modificare lo stile di gioco.
I Saiyan, ad esempio, potranno sfruttare diverse forme del Super Saiyan, mentre gli Earthlings avranno un approccio differente. Questo dettaglio è importante perché uno dei limiti che i fan hanno spesso evidenziato nei giochi basati sugli avatar è il rischio di rendere tutti i personaggi troppo simili tra loro. Se le razze avranno davvero identità distinte, la personalizzazione potrà diventare molto più significativa.
A questo si aggiungono due sistemi che potrebbero incidere parecchio sulla profondità dei combattimenti: Soul Assist e Soul Switch. Il primo permette di scatenare un attacco insieme a un alleato dell’universo Dragon Ball, mentre il secondo consente di utilizzare temporaneamente il potere dell’anima di personaggi come Krillin, Piccolo, Vegeta, Future Trunks e Tien. Sulla carta, è una soluzione intelligente per unire fan service e gameplay, perché non si limita a far comparire i personaggi storici come semplici citazioni, ma li trasforma in strumenti di combattimento.
La personalizzazione può diventare il vero salto in avanti
Il successo di Dragon Ball Xenoverse 3 dipenderà molto dalla libertà concessa al giocatore. La serie ha sempre vissuto sulla fantasia di creare il proprio guerriero, scegliere tecniche, cambiare aspetto, imparare mosse iconiche e combattere accanto ai protagonisti più amati. Il nuovo capitolo deve spingere ancora più forte su questo elemento, perché oggi il pubblico si aspetta sistemi più ricchi, progressione più chiara e build realmente diverse.
La possibilità di combinare razza, trasformazioni, abilità, anime dei guerrieri storici e tecniche speciali potrebbe rendere ogni avatar più riconoscibile. Non basterà accumulare mosse spettacolari: servirà un sistema capace di premiare stili differenti, dal combattente corpo a corpo al guerriero specializzato nel ki, fino a personaggi più tecnici basati su supporto, controllo e poteri temporanei.
Se Dimps riuscirà a rendere queste possibilità davvero bilanciate, Dragon Ball Xenoverse 3 potrà diventare il capitolo più completo della serie, soprattutto per chi ama sperimentare e creare personaggi sempre diversi.