Hytale: un modder rende possibile il crossplay con Minecraft

Hytale ha un’origine che tutti ricordano: prima di diventare un gioco vero e proprio, era un’idea che ruotava attorno al mondo di Minecraft e alle sue modifiche. Proprio per questo quello che sta succedendo adesso ha un sapore quasi “da favola”, perché un modder è riuscito a ottenere qualcosa che, fino a poco fa, sembrava fuori da ogni logica: far comunicare Hytale e Minecraft nello stesso mondo di gioco.

E non si parla del classico crossplay tra console e PC dello stesso titolo, ma di una cosa molto più assurda e affascinante: due giochi separati, indipendenti e distinti, che riescono comunque a giocare insieme grazie a un lavoro tecnico enorme.

Da progetto legato alle mod a MMO autonomo: la storia particolare di Hytale

Prima di arrivare a questo punto, Hytale ha attraversato un percorso lungo e spesso complicato. È nato come progetto strettamente collegato alla cultura delle modifiche di Minecraft, poi nel tempo è diventato un gioco indipendente, con una crescita che ha alternato fasi di entusiasmo, silenzi, ripartenze e cambi di direzione.

Negli ultimi tempi però l’MMO ha finalmente ritrovato slancio, soprattutto grazie al debutto in accesso anticipato, che ha dato una nuova spinta al progetto. Ed è proprio nel momento in cui il gioco sta tornando al centro dell’attenzione che arriva questo colpo di scena che lo riporta, in un certo senso, alle sue origini.

Il crossplay tra Hytale e Minecraft è reale: la prova tecnica del modder

Il protagonista di questa storia è un modder chiamato iamcxv7, che ha mostrato un sistema capace di far incontrare i giocatori di Minecraft e Hytale nello stesso ambiente.

Non si tratta di una compatibilità semplice o di un collegamento “automatico”: è un ponte creato praticamente da zero, tra due giochi che hanno regole diverse, gestione diversa e un’infrastruttura pensata per funzionare in modo autonomo. Il fatto che questa soluzione sia stata dimostrata funzionante, anche solo come prova, è già un risultato enorme.

“Trucchetti di pacchetti”: spiegazione semplice di un lavoro enorme

Il modder ha descritto il progetto con una frase quasi minimizzante, parlando di “trucchetti di pacchetti”, ma dietro c’è un’idea molto più complessa.

In parole semplici, il sistema fa girare un server di Minecraft all’interno dell’ambiente di Hytale, sfruttando una caratteristica fondamentale: i due mondi hanno una struttura molto simile e condividono un sistema di coordinate compatibile.

Il processo, semplificando, funziona così:

  • viene creata una “fotografia” del mondo di Hytale
  • questa fotografia viene ricostruita in un formato interpretabile da Minecraft
  • i dati vengono inviati al giocatore tramite pacchetti, così che Minecraft riesca a visualizzare e gestire quel mondo
  • il tutto deve rimanere coerente, quindi posizione, terreno e comunicazione tra client e server devono combaciare in modo preciso

È proprio questo il punto: non basta collegare due giochi, serve farli parlare la stessa lingua, e farlo senza rompere la struttura dell’uno o dell’altro.

La parte più comoda: Minecraft non deve installare nulla

Uno degli aspetti migliori di questo progetto è che, essendo una modifica pensata per Hytale, quando diventerà pubblica non dovrebbe richiedere installazioni o aggiunte particolari su Minecraft.

Chi gioca su Minecraft potrà entrare normalmente, mentre chi gioca su Hytale userà la modifica come “ponte” già integrato nel proprio lato. In pratica, l’obiettivo è rendere la connessione semplice e pulita, soprattutto per chi vuole solo giocare con gli amici senza configurazioni strane.

Al momento la modifica non è ancora disponibile per tutti e lo stesso modder ha chiarito che il lavoro è appena iniziato. Serve tempo, ottimizzazione e tantissime prove, quindi siamo ancora in una fase iniziale.

Ma il dato vero è un altro: è stato dimostrato che si può fare. E quando una cosa del genere diventa possibile anche solo come prova funzionante, significa che la community potrebbe spingersi ancora oltre, creando soluzioni sempre più creative, soprattutto in un panorama come quello dei giochi “a blocchi”, dove la sperimentazione tecnica è da sempre una parte fondamentale dell’identità.