Il nuovo diario di sviluppo di Tomb Raider: Legacy of Atlantis porta l’attenzione su uno degli elementi più importanti dell’avventura originale: gli enigmi ambientali. Nel quinto episodio della serie, Crystal Dynamics e Flying Wild Hog spiegano come abbiano recuperato le idee del capitolo del 1996 senza limitarsi a riprodurne stanze, leve e trappole.
L’obiettivo è conservare il piacere della scoperta, chiedendo al giocatore di osservare l’ambiente e comprenderne il funzionamento. La struttura degli enigmi sarà però adattata a scenari più ampi, movimenti moderni e una rappresentazione maggiormente credibile delle antiche rovine.
Gli enigmi non saranno semplici copie del gioco originale
Gli sviluppatori hanno scelto di utilizzare gli enigmi storici come punto di partenza, ricostruendoli in modo che sembrino parte naturale delle ambientazioni.
Nel primo Tomb Raider, molte sfide erano organizzate all’interno di stanze separate. Il giocatore entrava in un’area, individuava il meccanismo da attivare e trovava il passaggio verso quella successiva. In Legacy of Atlantis, gli stessi concetti verranno inseriti in luoghi più estesi e collegati tra loro.
Le rovine potranno quindi essere osservate da angolazioni differenti. Prima di trovare una soluzione sarà necessario comprendere la disposizione delle piattaforme, riconoscere elementi utilizzabili e valutare come le capacità di Lara Croft possano modificare l’ambiente.
Anche enigmi conosciuti, come quello degli ingranaggi nel livello peruviano, torneranno con una struttura rivista e maggiormente integrata nel mondo di gioco.
Progettazione dei livelli e ambientazioni diventano un unico elemento
Il diario mostra come la costruzione degli scenari non sia stata separata dalla progettazione degli enigmi. Tombe, templi e passaggi sotterranei sono stati pensati prima come luoghi credibili e successivamente trasformati in aree esplorabili.
Una leva non dovrebbe quindi sembrare collocata casualmente per aprire una porta. Ogni meccanismo dovrà avere una funzione comprensibile all’interno della struttura, mentre pareti, statue e decorazioni potranno fornire indicazioni sulla soluzione.
Questo approccio dovrebbe rendere più importante l’osservazione. Il giocatore potrà trovare indizi nella disposizione degli oggetti, nelle forme architettoniche oppure nei segni lasciati da chi ha attraversato le rovine prima di Lara.
Gli ambienti comprenderanno anche segreti, oggetti da raccogliere e risorse destinati a chi deciderà di allontanarsi dal percorso principale. L’esplorazione non servirà quindi soltanto a individuare l’uscita, ma anche a ricostruire la storia dei luoghi visitati.
Le trappole dovranno sorprendere anche chi conosce il capitolo del 1996
Un altro elemento approfondito nel nuovo episodio riguarda le trappole letali. Il loro scopo non sarà soltanto rallentare l’avanzamento, ma creare una relazione diretta tra movimento, osservazione e comprensione dell’ambiente.
Alcuni pericoli potranno essere individuati prima di attivarli, mentre altri richiederanno una reazione rapida. La maggiore libertà di movimento di Lara permetterà inoltre di costruire sequenze più articolate rispetto a quelle possibili nel gioco originale.
Chi ricorda perfettamente l’avventura del 1996 non dovrebbe quindi conoscere automaticamente tutte le soluzioni. Gli sviluppatori intendono preservare i momenti più riconoscibili, modificandone però costruzione e svolgimento per restituire anche ai veterani una sensazione di incertezza.
Il risultato dovrebbe mantenere centrale il ragionamento, evitando che gli enigmi diventino soltanto brevi interruzioni tra uno scontro e l’altro.
Una Lara più agile cambia il modo di affrontare le rovine
La modernizzazione del sistema di movimento avrà conseguenze dirette anche sugli enigmi. Lara potrà attraversare ambienti più complessi, raggiungere punti sopraelevati e utilizzare le proprie capacità atletiche per affrontare percorsi costruiti su più livelli.
Questo significa che una soluzione potrebbe non trovarsi immediatamente davanti al giocatore. Sarà necessario osservare la struttura completa, individuare un possibile percorso e capire quali elementi debbano essere attivati prima di poter raggiungere una nuova zona.
La maggiore agilità non dovrebbe però trasformare l’esplorazione in una sequenza completamente guidata. Il progetto vuole recuperare la sensazione di isolamento del primo capitolo, lasciando spazio alla curiosità e alla ricerca autonoma.
Tomb Raider: Legacy of Atlantis viene infatti presentato come una reinterpretazione completa dell’avventura del 1996, realizzata con Unreal Engine 5 e sviluppata congiuntamente da Crystal Dynamics e Flying Wild Hog.
Dal Perù ad Atlantide, il viaggio originale viene ricostruito
L’avventura porterà nuovamente Lara nelle giungle del Perù, tra le rovine della Grecia, nei deserti dell’Egitto e infine verso una misteriosa isola del Mediterraneo.
Torneranno momenti conosciuti dai giocatori storici, compreso lo scontro con il T-Rex, ma saranno accompagnati da scenari ampliati, nuove sequenze e sorprese assenti nel titolo originale.
Il progetto non vuole quindi sostituire soltanto la grafica del 1996. Ambientazioni, combattimenti, movimenti ed enigmi sono stati ricostruiti per offrire un’esperienza moderna, mantenendo però riconoscibili l’atmosfera e lo spirito dell’esordio di Lara Croft.
Tomb Raider: Legacy of Atlantis sarà pubblicato il 12 febbraio 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC tramite Steam.