Arknights Endfield: Guida rapida per non sbagliare nelle prime ore di gioco

Arknights: Endfield è uno di quei gacha che non si limitano a farti combattere e collezionare personaggi. Il motivo per cui sta attirando così tanta attenzione è semplice: oltre alle battaglie, mette al centro anche la costruzione di strutture, la gestione di una rete produttiva e la sensazione di far crescere un ecosistema vero e proprio mentre esplori.

Questa scelta cambia totalmente il ritmo rispetto ai gacha più classici. All’inizio puoi sentirti “travolto”, perché il gioco ti butta addosso sistemi diversi in poco tempo, ma se impari subito alcune regole base riesci a godertelo molto di più, evitando sprechi e rendendo la progressione più fluida.

Non sprecare gli Skill Points: le Battle Skills si gestiscono come una risorsa

Nel combattimento di Arknights: Endfield le abilità non funzionano come in tanti altri giochi, dove basta aspettare il cooldown e ripartire. Qui entra in gioco una risorsa vera e propria chiamata Skill Points, che limita quante Battle Skills puoi attivare in sequenza.

In pratica hai un massimo di tre Skill Points: ogni volta che lanci una Battle Skill consumi un punto e devi aspettare che si ricarichi. Quando sei a zero, non puoi più usare le Battle Skills finché non recuperi punti, e questo cambia completamente il modo in cui devi affrontare gli scontri. Se ti fai prendere dalla fretta e “spendi tutto subito”, rischi di trovarti senza strumenti proprio nel momento in cui la situazione si complica.

La cosa che salva sempre la partita è che Combo Skills e Ultimate rimangono utilizzabili anche quando sei scarico di Skill Points. Quindi non sei mai completamente disarmato, ma devi imparare a distinguere tra azioni “a consumo” e azioni che puoi usare liberamente.

Come ricaricare gli Skill Points più velocemente e perché un Vanguard è quasi obbligatorio

Un dettaglio che tanti ignorano nelle prime ore è che la rigenerazione degli Skill Points può essere accelerata in modo intelligente, e questo cambia la fluidità delle rotazioni.

In particolare, il recupero può ricevere un boost quando completi la sequenza di attacchi base con il colpo finale dell’Operator che stai controllando. Tradotto: se attacchi con criterio e non interrompi continuamente l’animazione, ricarichi prima e mantieni più continuità.

In più, gli Operator di classe Vanguard hanno spesso abilità pensate proprio per aiutare la rigenerazione degli SP. Avere almeno un Vanguard nel team rende lo stile di gioco più stabile, perché ti permette di far girare le Battle Skills con meno tempi morti e senza la sensazione di “rimanere fermo” quando servirebbe accelerare.

Il bagliore bianco sulle abilità è un segnale: sfruttalo per aumentare il valore di ogni skill

Un’altra cosa che conviene imparare subito è riconoscere quando una Battle Skill è nel suo stato migliore. Molte abilità, infatti, hanno un effetto potenziato che appare quando vedi un bagliore bianco intorno all’icona.

Questo dettaglio è fondamentale perché, se impari ad aspettare quel momento, ogni Skill Point speso rende di più. Non è solo una questione di “fare più danno”, ma di ottimizzare le rotazioni e di ottenere risultati migliori con meno consumo.

Ovviamente non sempre puoi permetterti di aspettare il momento perfetto. Se sei sotto pressione o devi interrompere un nemico, a volte devi usare la skill “normale”. Il gioco ti premia quando riesci a scegliere, non quando segui una regola rigida: il trucco sta nel capire quando vale la pena trattenersi e quando invece serve giocare d’istinto per sopravvivere.

PAC e fabbrica: spostarlo è la differenza tra caos e produzione intelligente

La parte più particolare di Arknights: Endfield è la gestione dell’automazione, e gran parte di questo sistema gira intorno al PAC, una struttura che compare in determinate aree durante le quest.

All’inizio il PAC spesso viene piazzato in una posizione centrale non proprio comoda, e questo ti porta a costruire una fabbrica “storta”, con percorsi scomodi e impianti poco ottimizzati. La cosa che molti non capiscono subito è che puoi spostare il PAC senza modificare il raggio operativo, quindi puoi decidere tu come organizzare lo spazio in modo più logico.

Per farlo devi avvicinarti al PAC, aprire la sezione Protocol Management e usare il comando di spostamento. Sembra una cosa piccola, ma è una delle scelte che migliorano di più la qualità della costruzione, perché ti permette di creare un layout pulito e soprattutto più facile da espandere.

L’unico errore da evitare è piazzarlo in un angolo estremo: rischi di bloccare gli accessi delle porte di input e output, rendendo tutto più scomodo invece che più efficiente.

Valuta gacha: Oroberyl e Origeometry vanno gestiti con pazienza

Nel gioco troverai due risorse fondamentali per le pull: Oroberyl e Origeometry. La conversione è semplice: ogni Origeometry vale 75 Oroberyl, e 500 Oroberyl corrispondono a un permit da usare per il reclutamento sui banner.

Il problema è che se inizi a spendere appena guadagni qualcosa, finisci quasi sempre per ottenere poco e male. La ragione è legata al funzionamento del pity system, perché alcune soglie rimangono stabili, mentre altre dipendono dalla durata del banner. In particolare, il pity a 80 per i personaggi a rarità massima resta, ma la parte più delicata, quella del rate-up a 120 pull, può resettarsi con l’arrivo di nuove rotazioni.

Per questo conviene adottare un approccio più “freddo”: accumulare e tirare solo quando hai abbastanza per puntare davvero al risultato, evitando di spezzare le risorse su banner che stanno per finire. E soprattutto, non conviene usare Origeometry per refill e scorciatoie legate alla stamina, perché è quasi sempre un modo per perdere valore nel lungo periodo.

Early game: avanzare velocemente aiuta, ma non sei obbligato a correre

Le prime ore contano, perché sblocchi meccaniche e rendi più efficiente la tua crescita. Il gioco ti presenta presto la Sanity, che è la stamina, ma all’inizio può sembrarti poco utile spenderla perché le ricompense non sono incredibili.

In realtà è un effetto normale: consumi e premi aumentano con il livello, quindi più sali più diventa conveniente e più diventa “sensato” usarla con criterio. Se vuoi accelerare verso le fasi più avanzate, conviene progredire abbastanza in fretta, giusto per arrivare a un punto in cui le attività iniziano a restituire valore vero.

Detto questo, non devi giocare con l’ansia di arrivare subito al massimo. Al momento non esiste ancora un endgame ripetibile in stile grind infinito che ti obblighi a correre, quindi puoi anche prenderti il tuo tempo e goderti l’esplorazione senza sentirti in ritardo.

Team building: leggere le abilità è più importante che “usare i personaggi forti”

Molti gacha ti permettono di vincere semplicemente usando personaggi potenti, ma qui la sinergia di squadra pesa di più. Arknights: Endfield si basa su un combattimento dove i kit si incastrano e le rotazioni diventano davvero efficaci solo se i ruoli si supportano tra loro.

Se non leggi le abilità e scegli i personaggi solo “a caso”, rischi di non attivare effetti importanti e di perdere un’enorme parte del potenziale del team. Un’impostazione molto comune è usare uno Striker come danno principale, affiancandolo a Guards o Casters che aumentano la pressione offensiva o creano condizioni favorevoli. A completare l’equilibrio entrano spesso Vanguards, Defenders e Supporters, che gestiscono stamina, difesa e bonus di squadra.

Non serve studiare ogni personaggio come fosse un’enciclopedia, ma leggere almeno le abilità principali di quelli che vuoi usare cambia subito la qualità degli scontri.

Esplorazione: i forzieri non sono “solo extra”, sono progressione vera

Essendo un gacha con componente open world, il gioco ti premia quando esplori davvero e non corri solo da un obiettivo all’altro. Ogni regione contiene forzieri spesso nascosti, e ignorarli significa perdere non solo risorse, ma anche EXP del livello account, che serve per avanzare più velocemente e sbloccare contenuti.

Il punto è che se li salti quando passi la prima volta, quasi sempre dovrai tornare indietro e rifare tutto, con una sensazione di lavoro ripetitivo che potevi evitare. Il gioco ti invita a guardarti intorno mentre fai le quest, perché spesso basta deviare di pochi metri per trovare qualcosa che cambia la tua progressione nel medio periodo.

Durante le esplorazioni puoi anche raccogliere Aurylene, che puoi consegnare ai TP Point per ottenere ricompense e vantaggi, compresi quelli legati alla stamina.

Non rimandare la fabbrica: “funziona anche così” ma poi perdi ore

Il gioco ti mette davanti molti sistemi: storia, esplorazione, attività giornaliere, Sanity, materiali e automazione. È normale che la fabbrica sembri la cosa più complicata e che venga voglia di lasciarla per ultima.

Il problema è che la fabbrica, anche se all’inizio può sembrare un dettaglio, diventa una delle chiavi per risparmiare tempo. Se inizi subito a costruire con un minimo di criterio, ti eviti una ristrutturazione enorme quando avrai più strutture e più necessità di produzione.

Lo spazio non è infinito, e anche i punti di collegamento per input e output non sono illimitati. Se costruisci “a caso”, ti ritrovi presto con ingorghi, percorsi inefficienti e poco controllo sulla produzione. Una fabbrica organizzata, invece, rende tutto più naturale, più rapido e più piacevole.

Segna le risorse rigenerative: ti serviranno quando meno te lo aspetti

Oltre agli oggetti che prendi una volta sola, nel mondo ci sono risorse che si rigenerano, come minerali e piante. Alcune le trovi ovunque, altre invece sono legate a zone specifiche e diventano un incubo da recuperare quando ti servono in grandi quantità.

Il consiglio più semplice è quello che fa risparmiare più tempo: quando trovi un punto ricco di risorse utili, segnalo mentalmente o con marker. Più avanti, quando inizierai a craftare in modo serio e a costruire catene produttive, ti renderai conto che ricordare quei luoghi ti evita viaggi inutili e farming noioso.

Esplosivi: craftali appena puoi per non bloccarti sulle pareti distruttibili

A un certo punto della storia ti sarà richiesto di creare un esplosivo temporaneo per aprire un passaggio. Da lì in poi, i muri distruttibili diventano molto più frequenti e iniziare a esplorare senza esplosivi pronti significa spesso fermarsi e perdere tempo.

Se inizi a craftarli presto, l’esplorazione diventa più fluida e non sei costretto a tornare indietro solo perché ti manca un oggetto chiave. Gli esplosivi richiedono materiali specifici come Amethyst Parts e Aketine Powder, quindi conviene ragionare anche su come produrli con continuità.

Se vuoi farne scorta, la soluzione è organizzare il farming di Aketine tramite unità dedicate come la Seed-Picking and Planting Unit, così da non ritrovarti a corto proprio quando stai finalmente entrando nelle zone più interessanti del gioco.