Esports, tutto quello che c’è da sapere

Pubblicato da: Luca M.- il: 11-06-2020 10:01

Cosa sono gli esports?

Nonostante quello degli esports in altri paesi sia un argomento già chiarito e compreso dal pubblico, in Italia se ne sta parlando ancora tanto. Partiamo subito con il dirvi che il termine esport tradotto letteralmente significa sport elettronico, che non prevede quindi l’attività motoria tradizionale.

Rientrano nella categoria degli esport i giochi competitivi, in cui i giocatori si battono per il raggiungimento di un determinato obiettivo. L’esempio migliore che possiamo farvi in questo momento è PUBG, gioco di sopravvivenza che vede coinvolti 100 giocatori su una grande isola deserta. I partecipanti devono battersi tra loro, e solo l’ultimo rimasto potrà aggiudicarsi il titolo di vincitore. Ovviamente gli esports richiedono abilità ed esperienza di gioco, e non sono assolutamente paragonabili alla partitina domenicale tra amici.

I giocatori devono mantenere livelli altissimi di concentrazione, ed utilizzare tutte le loro abilità per riuscire a vincere; come potrete ben immaginare essendoci solo giocatori professionisti, la tensione che si crea è davvero altissima. Se volete restare costantemente aggiornati su questo magico mondo, vi consigliamo di fare un salto su esportsonline.it; potrete esplorare nuove attrezzature destinate agli esports, guardare i pronostici, e puntare sul vostro giocatore preferito nella speranza che diventi il migliore!

Gli esports nel mondo

Come vi abbiamo già accennato all’inizio, nel resto del mondo gli esports sembrano ormai una realtà affermata e indiscussa, una fonte di intrattenimento persino per le famiglie. In Giappone si svolgono annualmente tornei competitivi degli esports più amati, ed in questo periodo le famiglie restano incollate allo schermo nella speranza che vinca il loro giocatore preferito. Ovviamente i campioni ricevono grandi ricompense in denaro, motivo per cui dietro questi semplici giochi su schermo c’è un giro d’affari enorme, stiamo a circa 50 milioni di euro all’anno solo in Italia.

Le opinioni a riguardo sono contrastanti, c’è ancora chi si ostina a dire che giocare alla Playstation non può essere definito sport, senza però prendere in considerazione tutte le ore di allenamento che tale attività richiede per essere svolta a livello professionale. Uno dei più grandi punti di forza dell’esport è sicuramente l’accessibilità; non è richiesta un’età specifica per iniziare a giocare, o un budget particolarmente alto per l’acquisto del materiale di gioco; basta un buon pc e tanta voglia di mettersi in gioco.

Quali videogiochi fanno parte degli esports?

Non c’è una lista precisa di titoli facenti parte degli esport, giocabili a livello competitivo, il catalogo di scelta è davvero molto vasto, ed in grado di soddisfare i gusti di qualsiasi giocatore. Negli utlimi tempi stanno spopolando i battle royal di cui vi abbiamo parlato in precedenza facendo riferimento a Pubg. Sono milioni i giocatori che hanno deciso di provare una nuova esperienza di gioco buttandosi a capofitto in questo videogioco, che ha sempre qualcosa di nuovo da offrire. E’ proprio quest’ultima una delle caratteristiche più importanti che un esport deve avere, la varietà di gioco.

Il giocatore deve avere la possibilità di raggiungere il proprio obiettivo scegliendo la strada che più preferisce, basandosi anche sul proprio stile di gioco. Sono quindi da escludere tutti quei giochi il cui sistema è talmente macchinoso da costringere il giocatore ad effettuare solo precise scelte per raggiungere la vittoria. Come hanno confessato pubblicamente molti gamer esperti, anche al pubblico piace la varietà e la libertà di scelta di gioco; senza queste caratteristiche l’intrattenimento rischierebbe di diventare molto presto monotono e privo di novità, in sostanza sarebbe come mandare in onda la stessa partita di calcio ogni giorno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato