Ys VIII Lacrimosa of DANA: Recensione, Trailer e Gameplay

Pubblicato da: x0x Shinobi x0x- il: 09-07-2018 6:30 Aggiornato il: 09-07-2018 6:48

Ys è indubbiamente una delle serie ruolistiche più longeve e famose nel settore videoludico, prodotta da Niohn Falcom, ed oggi su gentile concessione della stessa, vogliamo condividere con voi la nostra Recensione di Lacrimosa of Dana, l’ottavo capitolo della saga.

Ys VIII Lacrimosa of DANA Recensione 

Lanciato per la prima volta nel lontano 1987, il titolo nel corso degli anni ha visto numerosi porting e remake, prima di tornare sulla giusta via, riprendendo la trama lasciata in sospeso nel corso del tempo.

Dopo 7 anni dal lancio di Ys Seven, arriva Lacrimosa of Dana, il quale abbraccia uno stile più frenetico in puro stile hack’n’slash. Nel gioco vestiamo i panni di Adol Christin, uno spadaccino imbarcato come marinaio sul veliero “Lombardia”

Durante la traversata in mare aperto viene attacco dal Kraken, costringendo Adol e l’equipaggio a naufragare sull’isola maledetta e inospitale di Seiren.

E’ qui che inizia la nostra storia. I primi minuti di gioco ci permettono di famigliarizzare con i comandi e le opzioni disponibili, incaricati dal capitano del veliero, di ritrovare i sopravvissuti ed esplorare l’isola, alla ricerca di materiali utili per riparare la nave e fuggire dal luogo.

Come accadeva nei precedenti capitoli, anche in Lacrimosa of Dana dopo aver costruito la base operativa, è possibile trasferire i sopravvissuti al suo interno, i quali apriranno negozi e daranno vita ad attività di vario tipo.

Tra i negozi non potevano di certo mancare l’infermeria e la bottega.

Una delle novità introdotte nella serie con Lacrimosa of Dana, risiede nella presenza di un secondo protagonista di sesso femminile, una sacerdotessa del regno di Eternia, legata al segreto che si cela sull’isola, la quale apparirà inizialmente nei sogni di Adol. 

Come da tradizione sono 30 le ore richieste per portare a termine l’avventura tra tesori nascosti, missioni ed attività secondarie ed altro ancora. Nel corso dell’esplorazione è possibile non solo imbattersi in nuove location ma anche materiali, collezionabili ed ogni altra cosa utile allo scopo.

Ogni area presenta una mappa che è possibile consultare in qualsiasi momento, allo scopo di orientarsi al suo interno.

Un RPG non può definirsi tale senza il fattore backtracking, il quale obbliga il giocatore a tornare più volte in zone già visitate, allo scopo di recuperare oggetti e materiali inizialmente inaccessibili. Grazie alla presenza del teletrasporto è possibile spostarsi velocemente tra le varie zone, ricorrendo ad uno speciale cristallo.

In caso di gameover è infatti possibile riprendere la partita dall’ultimo cristallo attivato. Sparsi per il mondo di gioco vi sono degli accampamenti, i quali consentono non solo di riposarsi per ripristinare la barra della salute ma anche distribuire abilità e oggetti.

Come abbiamo visto in Final Fantasy XV, anche in YS VIII è presente la possibilità di dare vita a delle ricette culinarie, oltre la pesca, attività utile sia al proprio nutrimento che per ottenere oggetti o denaro dai venditori.

Nel corso del gioco tramite un pappagallo è possibile chiedere l’aiuto degli abitanti del villaggio,per rimuovere un masso o altri ostacoli lungo il cammino. Altra novità risiede nella presenza dei Gear, degli attrezzi speciali che sono disseminati sull’isola all’interno di forzieri, i quali se equipaggiati, permettono alla squadra di usufruire di abilità speciali.

Lacrimosa of Dana come accennato ci pone di fronte combattimenti frenetici, durante i quali è possibile ottenere bonus e oggetti rari, dall’eliminazione dei nemici, sfruttando le abilità del team.

I sopravvissuti salvati e aggiunti alla propria squadra dispongono di abilità uniche, in grado di salire di livello a seconda della frequenza di utilizzo, incrementando sia la difesa che l’attacco, e naturalmente lo stesso vige per il protagonista.

Riempendo un’apposita barra è possibile dare vita ad attacchi speciali, in grado di colpire tutti i nemici nel campo visivo. Ogni personaggio dispone sostanzialmente di 2 mosse: Flash Move e Guard Mode, la prima rivolta all’attacco e la seconda alla difesa.

Le novità non finiscono qui, altra caratteristica o forse dovremmo dire modalità che rende YS VIII differente dai precedenti capitoli, risiede nella presenza dell’Interception, che come suggerisce il nome stesso, ci vede nei panni di Adol in una missione di intercettazione delle bestie selvatiche, le quali una volta catturate e portate al villaggio, possono essere consegnate in cambio di laute ricompense.

Ultima ma di certo non meno importante novità presente in gioco, è la Suppression Battle, la quale richiede di eliminare gruppi di mostri suddivisi in varie ondate. 

Sul fronte grafico YS VIII ci pone di fronte scenari poveri in dettagli e modellazione spigolose per i personaggi, con animazioni ridotte all’essenziale, a dimostrazione di come non sempre è la grafica a fare un gioco.

La totale assenza del doppiaggio o supporto testuale per la lingua nostrana, no migliora la situazione, portando i giocatori che no masticano l’inglese, ad esplorare l’isola trascurando la trama del titolo. 

Ottimo il doppiaggio, il quale si sposa alla perfezione e altrettanto il Gameplay, il quale ci permette di trascorre 30 ore o più con attività di vario tipo, nonostante molte di esse vengano ripetute all’infinito. 

Ys VIII Lacrimosa of DANA Gameplay Trailer

  • 6.8/10
    Grafica - 6.8/10
  • 7.8/10
    Gameplay - 7.8/10
  • 8.8/10
    Longevità - 8.8/10
  • 7.5/10
    Sonoro - 7.5/10
  • 7/10
    Trama - 7/10
7.6/10

x0x Shinobi x0x

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