Nioh 3 non è un semplice terzo capitolo, ma la sintesi più evoluta della filosofia di Team Ninja. Dopo anni di sviluppo, lo studio giapponese costruisce un sistema che non si limita ad aggiungere contenuti, ma riorganizza ogni meccanica attorno a un concetto chiave: padronanza consapevole. Non ci sono scorciatoie, non esistono compromessi con l’accessibilità forzata. Ogni errore è leggibile, ogni vittoria è meritata. Il combattimento è il fulcro assoluto dell’esperienza ed è tra i più complessi e stratificati mai realizzati in un action con elementi ruolistici. La novità strutturale più evidente è la dualità tra stile Samurai e stile Ninja, due approcci distinti che convivono in un equilibrio studiato con precisione chirurgica.
Lo stile Samurai rappresenta l’eredità più classica della serie. Gestione rigorosa del Ki, alternanza delle tre posizioni offensive, recupero dell’energia eseguito con tempismo perfetto, parate tecniche che trasformano la difesa in opportunità. È uno stile metodico, esigente, che richiede conoscenza approfondita dei pattern nemici. Quando viene padroneggiato, restituisce una sensazione di controllo totale sul campo di battaglia.
Lo stile Ninja, invece, ribalta la prospettiva. Rapidità, mobilità verticale, attacchi alle spalle e tecniche di disorientamento ridefiniscono il ritmo dello scontro. La difficoltà si sposta dalla gestione delle risorse alla lettura dello spazio. Il combattimento diventa una danza letale in cui sopravvivere significa anticipare e manipolare le reazioni dell’avversario. Non è una modalità semplificata, ma un linguaggio differente.

Il vero capolavoro di design è il cambio istantaneo tra i due stili. Il passaggio non è estetico, ma strutturale: modifica equipaggiamento, abilità attive e approccio mentale. Il colpo di rottura, attivabile cambiando stile nel momento esatto contro attacchi critici, rappresenta una delle meccaniche più profonde dell’intero sistema. Trasforma la pressione difensiva in un’apertura offensiva, premiando riflessi e freddezza. In Nioh 3 non esistono build dominanti in senso assoluto. Esiste solo la comprensione delle interazioni tra sistemi.
La struttura delle mappe introduce aree ampie e dense, senza trasformare il gioco in un mondo aperto tradizionale. Ogni regione è costruita per incentivare l’esplorazione attiva. Santuari, accampamenti nemici, missioni secondarie e percorsi nascosti non sono riempitivi, ma strumenti di crescita concreta. L’esplorazione premia attenzione e memoria, offrendo potenziamenti permanenti e ricompense significative.

La progressione del personaggio raggiunge un livello di profondità raramente visto nel genere. Le statistiche influenzano entrambi gli stili in modo differente, rendendo ogni investimento strategico. L’equipaggiamento separato consente di costruire identità di combattimento distinte, mentre il sistema di creazione e potenziamento introduce una dimensione di pianificazione a lungo termine. Le arti marziali e le tecniche ninja non sono semplici bonus numerici, ma modificano concretamente il flusso degli scontri. La possibilità di riassegnare molte scelte incentiva la sperimentazione continua.
Gli Spiriti Guardiani assumono un ruolo ancora più centrale. Non si limitano a fornire potenza temporanea, ma incidono sul controllo dell’energia nemica e sulle finestre offensive. La manifestazione vivente, legata alla riserva spirituale, offre un potere intenso ma rischioso. Anche nei momenti di massima forza, la vulnerabilità resta presente, mantenendo alta la tensione.

Il Crogiolo incarna la filosofia più dura del gioco. Questa dimensione alternativa impone penalità persistenti e introduce nemici potenziati. Ogni epoca presenta varianti specifiche, obbligando a rivedere strategie consolidate. Non è una modalità obbligatoria, ma rinunciarvi significa perdere una parte fondamentale dell’esperienza, sia in termini di sfida che di ricompense.
La narrazione, più leggibile rispetto al passato, segue il viaggio di Tokugawa Takechiyo attraverso epoche storiche intrecciate a mitologia e fantasia oscura. La storia non sovrasta mai il gameplay, ma fornisce contesto e coerenza alle ambientazioni. Ogni periodo introduce nuove dinamiche e avversari, mantenendo costante il senso di evoluzione.

Sul piano tecnico, il titolo mostra grande solidità su PlayStation 5 e PC. Prestazioni stabili, caricamenti rapidi e una direzione artistica che privilegia la leggibilità dell’azione rispetto al puro realismo. Ogni animazione è pensata per comunicare informazioni chiare, elemento essenziale in un gioco dove la responsabilità dell’errore deve essere sempre attribuibile al giocatore.
Nioh 3 è un’opera esigente, destinata a chi cerca profondità e controllo autentico. Non offre soddisfazioni immediate, ma costruisce una curva di apprendimento che ricompensa la dedizione con una padronanza reale. Team Ninja non si limita ad ampliare la formula: la raffina, la rende più coerente e più ambiziosa, consegnando uno dei punti di riferimento più solidi dell’action hardcore moderno.