Marathon Recensione: il nuovo sparatutto di Bungie tra rischio, bottino e sopravvivenza

Con Marathon, Bungie riporta in vita uno dei nomi storici della fantascienza videoludica, ma lo fa con un approccio radicalmente differente rispetto alle origini. Non si tratta più di uno sparatutto lineare guidato dalla narrazione, ma di un’esperienza competitiva basata su incursioni pericolose, recupero di equipaggiamento e fuga con il bottino.

L’azione si svolge su Tau Ceti IV, un pianeta misterioso dove, cento anni prima, è scomparsa senza spiegazioni la nave colonia UESC Marathon. Da allora il luogo è diventato una zona proibita, disseminata di tecnologie dimenticate, segnali di emergenza e segreti che attirano corporazioni senza scrupoli e mercenari pronti a tutto. I giocatori interpretano i cosiddetti “corridori”, operatori incaricati di infiltrarsi nelle aree più pericolose del pianeta per recuperare materiali e dati preziosi.

Il cuore dell’esperienza è rappresentato dalle missioni, progettate per creare un costante equilibrio tra rischio e ricompensa. Prima di entrare in azione, il giocatore deve prepararsi scegliendo il proprio corpo sintetico, l’equipaggiamento iniziale e il contratto da portare a termine. Una volta sul campo, l’obiettivo è esplorare installazioni abbandonate, basi militari e ambienti ostili alla ricerca di armi, moduli tecnologici e risorse rare. Tuttavia ogni oggetto raccolto è sempre a rischio: la morte comporta la perdita totale dell’equipaggiamento portato in missione e del bottino recuperato. Questo sistema rende ogni scontro estremamente teso e costringe i giocatori a valutare attentamente quando continuare a esplorare e quando invece ritirarsi. Una delle meccaniche più interessanti è rappresentata dai corpi dei corridori. Questi gusci artificiali ospitano la coscienza degli operatori e determinano il loro stile di gioco.

Alcuni modelli sono progettati per il combattimento diretto, altri per la mobilità e l’infiltrazione, mentre altri ancora offrono abilità di supporto o ricognizione. Questa varietà incoraggia la cooperazione tra i membri della squadra, permettendo di creare strategie basate sulla complementarità dei ruoli. Tra le varianti disponibili esiste anche un tipo di corridore pensato per missioni particolarmente rischiose: entra in partita senza equipaggiamento, con l’obiettivo di recuperare risorse lasciate indietro da altri giocatori. Una soluzione che offre ulteriore libertà tattica.

Marathon – Gamerbrain.net

Sul fronte del gameplay, Bungie dimostra ancora una volta la propria esperienza nel genere degli sparatutto. Il sistema di combattimento è rapido e preciso, con armi che restituiscono sensazioni solide e immediate. Ogni categoria ha un’identità ben definita: alcune privilegiano la precisione a lunga distanza, altre puntano sulla velocità di fuoco o su un danno costante nel tempo. Le modifiche applicabili agli armamenti permettono inoltre di intervenire su vari parametri come stabilità, portata o velocità di ricarica. Questo rende la ricerca di nuove armi e componenti un elemento fondamentale del ciclo di gioco.

Il pianeta non è popolato solo da altri corridori. Le aree più sensibili sono pattugliate dalle difese automatiche dell’UESC, composte da droni e unità robotiche armate. Questi nemici controllati dall’intelligenza artificiale non sono semplici ostacoli: attaccano in gruppo, utilizzano strategie aggressive e possono diventare una minaccia seria se affrontati senza preparazione. Non è raro trovarsi coinvolti in combattimenti simultanei contro squadre rivali e macchine ostili, generando momenti di grande caos e adrenalina.

Marathon non uscirà più nella data prevista
Marathon – Gamerbrain.net

Tau Ceti IV è diviso in varie zone caratterizzate da livelli di difficoltà differenti. Alcune aree sono pensate per chi muove i primi passi nel gioco, mentre altre rappresentano territori estremamente pericolosi dove la perdita dell’equipaggiamento è quasi inevitabile. Le ambientazioni includono paludi contaminate, complessi industriali abbandonati e strutture metalliche danneggiate da fenomeni ambientali violenti. La direzione artistica utilizza colori accesi e forti contrasti, dando al pianeta un aspetto alienante e quasi artificiale.

Il progresso del giocatore è legato alle corporazioni che operano su Tau Ceti IV. Ognuna propone missioni e incarichi differenti, che possono riguardare il recupero di armi, l’analisi di materiali sconosciuti o la raccolta di informazioni scientifiche. Portare a termine questi contratti consente di ottenere miglioramenti permanenti, nuovi equipaggiamenti e ulteriori dettagli sulla storia del pianeta e della nave scomparsa. Le fazioni contribuiscono inoltre ad arricchire il mondo di gioco grazie a personaggi e ideologie differenti.

Come iscriversi all'Alpha di Marathon
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Nonostante le sue qualità, Marathon presenta anche alcuni aspetti migliorabili. Il primo riguarda la chiarezza delle meccaniche: il gioco introduce molti sistemi contemporaneamente, ma non sempre li spiega in modo efficace. Per i nuovi giocatori orientarsi tra equipaggiamento, contratti e potenziamenti può risultare complicato. Anche l’interfaccia dei menu non è sempre intuitiva. Alcune icone risultano troppo simili tra loro e rendono la gestione dell’inventario meno immediata. Inoltre l’uso intenso di colori ed effetti visivi in alcune ambientazioni può rendere difficile individuare rapidamente nemici e pericoli.

Nonostante questi limiti, Marathon riesce comunque a offrire un’esperienza coinvolgente. La combinazione tra esplorazione, combattimenti rapidi e rischio costante crea un ciclo di gioco estremamente avvincente. Ogni missione diventa una sfida tra prudenza e ambizione: continuare a cercare bottino prezioso oppure ritirarsi prima di perdere tutto. È proprio questa tensione continua a rendere il titolo di Bungie memorabile.

Con qualche miglioramento nella gestione dei menu e nella spiegazione delle meccaniche, Marathon potrebbe diventare uno dei punti di riferimento del suo genere. Anche così, resta un’esperienza intensa pensata per chi ama sfide ad alto rischio e partite cariche di adrenalina.