Videogiochi: 50 anni di storia

Pubblicato da: Luca M.- il: 20-02-2008 14:53

Cinquant’anni di passione, di cambiamenti, tracolli, rivoluzioni, eppure malgrado il passato burrascoso e soprattutto un giro d’affari di quasi 30 miliardi di dollari l’anno, i videogames sembrano ancora dei giovincelli. Tanto che solo quest’anno, per la prima volta, l’Istat li ha inseriti nel nuovo paniere nazionale. Apparvero quasi per caso nei Brookhaven National Laboratory di Upton, stato di New York, William Higinbotham, un fisico che aveva lavorato in precedenza nell’atomica, voleva evitare che i visitatori ammessi una volta l’anno si annoiassero. Così, usando un semplice oscilloscopio, mise a punto “Tennis for TwoàƒÂ¢à¢â€šÂ¬?, una sorta di computer analogico con uno schermo monocromatico che tracciava i movimenti di un puntino mandato da una parte all’altra grazie a due pulsanti. Nel 1961 al Massachussets Institute of Technology uno studente di nome Steve Russel creò “SpacewaràƒÂ¢à¢â€šÂ¬?, un duello tra due astronavi stilizzate “mosseàƒÂ¢à¢â€šÂ¬? da una pulsantiera con quattro bottoni. Ma ci vollero altri dieci anniàƒâ€š perchà© una societàƒÆ’ americana chiamata Atari, lanciasse il primo videogame da bar, Computer Space, e ai videogame restò subito attaccata la fama da trastullo per perditempo. Pian piano il business della console passò dall’America al Giappone, nelle mani di aziende come Nintendo, Sega e in seguito Sony. Le differenze tra scuola orientale e occidentale si sono attenuate sempre di più. Merito anche della PlayStation della Sony: uscita nel 1994, fu la prima console a superare àƒâ€š i 100 milioni di pezzi venduti, con un giro d’affari tale da umiliare business come quello delle etichette discografiche e rivoluzionare l’intero settore dei giochi e creando uno standard globale. Così i videogame hanno smesso di essere giocattoli evoluti o passatempo per adolescenti, diventando intrattenimento maturo capace di rivaleggiare con il cinema. Due anni fa, l’ennesimo cambio di rotta, con l’uscita del Wii, con il suo controller senza fili che si impugna volta per volta come una racchetta da tennis, spada, torcia, bacchetta virtuale di un maestro d’orchestra. E’ pur sempre un giocattolo, ma questa volta adatto a tutte le etàƒÆ’ e soprattutto alla famiglia!

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