Ubisoft ha confermato ufficialmente la cancellazione di diversi progetti in sviluppo, incluso il discusso Prince of Persia Remake. Tuttavia, secondo quanto emerso durante Insider Gaming Weekly e riportato da Insider Gaming, il numero complessivo dei titoli interrotti sarebbe pari a sei. Una scelta che fotografa un momento complesso per il publisher francese, impegnato in una ristrutturazione interna e in una ridefinizione delle priorità produttive.
I sei giochi cancellati da Ubisoft
La lista dei progetti fermati include produzioni molto diverse tra loro, dai remake attesi ai titoli multiplayer sperimentali fino alle esperienze mobile legate a franchise consolidati.
Il primo nome è quello di Prince of Persia Remake, annunciato nel 2020 e più volte rinviato. Dopo un cambio di team di sviluppo e numerosi ritardi, il progetto è stato definitivamente interrotto nella forma presentata inizialmente.
Segue Project Ether, in sviluppo dal 2019 e affidato, secondo le indiscrezioni, a Ubisoft Halifax. Sebbene sia stato cancellato, alcune sue idee potrebbero essere confluite in un nuovo progetto ancora in fase embrionale.
C’è poi Project Pathfinder, precedentemente noto come Project U, un titolo cooperativo multiplayer mai annunciato ufficialmente in modo completo.
Tra i progetti più particolari figura Project Crest, uno sparatutto extraction ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, mai presentato pubblicamente nel dettaglio.
Sul fronte mobile, stop anche per Assassin’s Creed Rebellion, che interromperà il supporto ufficiale, e per Assassin’s Creed Singularity, nuovo capitolo mobile cancellato prima ancora di un annuncio formale.
In precedenza era già emersa la chiusura di un altro progetto multiplayer legato al brand Assassin’s Creed, che però non rientrerebbe nel gruppo specifico di queste sei cancellazioni.
Cosa resta in sviluppo
Non tutte le notizie sono negative. Rimane infatti in lavorazione Assassin’s Creed IV: Black Flag Remake, rifacimento di uno degli episodi più amati della saga. Secondo le ultime indiscrezioni, la presentazione ufficiale potrebbe avvenire nei prossimi mesi, dopo uno slittamento oltre l’attuale anno fiscale.
La scelta di interrompere questi progetti rappresenta un cambio di rotta significativo. Ubisoft sembra voler concentrare risorse e investimenti su titoli considerati più solidi sotto il profilo commerciale e strategico, riducendo il rischio legato a produzioni sperimentali o a sviluppi particolarmente complessi.
Le cancellazioni colpiscono sia produzioni di grande richiamo sia progetti meno noti, segnale di una revisione profonda della pipeline interna. Il 2026 si apre quindi come un anno di transizione per il publisher francese, chiamato a ricostruire fiducia e solidità attraverso scelte più mirate e sostenibili.