Sony chiude Bluepoint Games: la fine dello studio simbolo dei remake PlayStation

La decisione di Sony di chiudere Bluepoint Games segna uno dei momenti più significativi e controversi degli ultimi anni per l’ecosistema PlayStation. Lo studio, acquisito ufficialmente nel 2021 dopo una lunga collaborazione, rappresentava un punto di riferimento assoluto per la creazione di remake tecnicamente impeccabili e fedeli alle opere originali.

La chiusura comporta il licenziamento di circa 70 sviluppatori, ponendo fine all’attività di un team che aveva contribuito in modo determinante al successo di alcune delle produzioni più amate dai giocatori. Per molti appassionati, Bluepoint Games non era semplicemente uno studio di supporto, ma una vera garanzia di qualità. La sua capacità di modernizzare titoli storici senza comprometterne l’identità aveva creato uno standard difficilmente eguagliabile nel settore dei remake.

Uno studio che ha definito il concetto moderno di remake

Nel corso degli anni, Bluepoint Games ha costruito una reputazione straordinaria grazie a una serie di progetti che hanno ridefinito il concetto stesso di remake e remaster. Tra i lavori più importanti spicca Uncharted: The Nathan Drake Collection, che ha portato la trilogia originale su PlayStation 4, aggiornandola tecnicamente e rendendola accessibile a una nuova generazione di giocatori.

Il vero salto di qualità è arrivato con il remake completo di Shadow of the Colossus, pubblicato nel 2018. Questo progetto non si limitava a migliorare la risoluzione o le texture, ma ricostruiva completamente il gioco con una grafica moderna, mantenendo intatto il design originale. Il risultato è stato considerato uno dei migliori remake mai realizzati.

Il punto più alto della carriera dello studio è stato raggiunto con Demon’s Souls, pubblicato nel 2020 come titolo di lancio di PlayStation 5. Questo remake ha dimostrato in modo definitivo le capacità tecniche del team, offrendo un’esperienza visiva completamente rinnovata, tempi di caricamento quasi inesistenti e un livello di dettaglio che ha mostrato fin da subito il potenziale della nuova console.

Il progetto God of War live service e la nuova strategia di Sony

Secondo diverse informazioni emerse, Bluepoint Games stava lavorando a un progetto live service basato su God of War, un’iniziativa che rifletteva la strategia recente di Sony, sempre più orientata verso giochi online persistenti e modelli di servizio continuativo.

Questo progetto, tuttavia, non è mai stato completato e sembra essere stato cancellato prima dell’annuncio ufficiale. La cancellazione potrebbe aver avuto un ruolo determinante nella decisione finale di chiudere lo studio, evidenziando i rischi legati allo sviluppo di titoli live service, un segmento che negli ultimi anni ha mostrato risultati molto incerti anche per aziende di primo livello.

Negli ultimi anni, diversi progetti live service sono stati ridimensionati o cancellati, dimostrando quanto sia complesso e rischioso competere in questo mercato dominato da pochi grandi successi.

La posizione ufficiale di Sony e il futuro degli sviluppatori

Il CEO di Sony Interactive Entertainment, Hermen Hulst, ha dichiarato che la decisione non è stata presa alla leggera, sottolineando il rispetto dell’azienda per il talento e il contributo dello studio. Sony ha inoltre affermato che cercherà di ricollocare parte degli sviluppatori all’interno della propria rete globale di studi, un segnale che indica la volontà di preservare almeno parte delle competenze costruite negli anni.

Nonostante ciò, la chiusura rappresenta comunque una perdita significativa, sia per i professionisti coinvolti sia per l’intero ecosistema PlayStation, che perde uno dei suoi studi più specializzati.

Un segnale importante per il futuro dei remake e dell’industria

La chiusura di Bluepoint Games solleva interrogativi sul futuro dei remake di alta qualità, un segmento che negli ultimi anni ha avuto un ruolo centrale nella strategia di molte aziende. Lo studio aveva dimostrato che era possibile riportare in vita grandi classici con un livello di cura e rispetto tale da soddisfare sia i nuovi giocatori sia i fan storici.

La perdita di un team con competenze così specifiche rappresenta un cambiamento importante per l’industria, soprattutto in un periodo in cui il settore sta affrontando ristrutturazioni, riduzioni dei costi e cambiamenti strategici profondi.

La fine di Bluepoint Games segna la conclusione di un capitolo fondamentale nella storia recente di PlayStation, lasciando un’eredità fatta di remake considerati tra i migliori mai realizzati.