PS5 vicina alla prima modifica? Nuovo expolit scoperto

Negli ultimi giorni il mondo del gaming e della sicurezza informatica è stato attraversato da forti tensioni a causa di alcune segnalazioni emerse sui social, secondo cui sarebbero stati ottenuti e diffusi online i presunti ROM keys di PlayStation 5. Se queste indiscrezioni dovessero trovare conferma, ci si troverebbe di fronte a uno degli incidenti di sicurezza più gravi mai avvenuti per una console moderna, con possibili ripercussioni profonde sull’intero ecosistema PlayStation.

Il cuore della presunta violazione: il BootROM

Secondo quanto riportato da insider e profili noti nell’ambiente del modding, la fuga di dati non riguarderebbe un semplice exploit software, ma il BootROM, ovvero il livello più basso e sensibile dell’architettura di sicurezza hardware della console. Si tratta della cosiddetta hardware root of trust, una componente progettata per essere immutabile, che non può essere corretta o aggirata tramite aggiornamenti firmware tradizionali.

Proprio questa caratteristica ha spinto alcuni osservatori a definire la situazione come “non patchabile”, ipotizzando che Sony non avrebbe margini di intervento rapidi qualora la compromissione fosse reale. In uno scenario simile, la possibilità di una PS5 jailbroken in modo stabile e permanente diventerebbe improvvisamente molto più concreta rispetto al passato.

Le prime segnalazioni e l’analisi tecnica

Le prime voci hanno iniziato a circolare il 2 gennaio, quando diversi post hanno parlato apertamente di una violazione irreversibile per Sony. A rafforzare il dibattito è intervenuto anche l’analista noto come The Cybersec Guru, che in un approfondimento molto condiviso ha spiegato come la presunta fuga riguarderebbe proprio le chiavi ROM della console, descritte come “lo strato più profondo e protetto dell’intera architettura di sicurezza”.

Secondo questa ricostruzione, non si tratterebbe di un semplice bug sfruttabile a livello di sistema operativo, ma di un accesso diretto al codice di avvio hardware, uno scenario estremamente raro e delicato nel mondo delle console.

Il possibile legame con Star Wars Racer Revenge

Un elemento che ha attirato particolare attenzione riguarda il fatto che la presunta perdita di dati sembrerebbe coinvolgere la versione di PS5 con lettore disco, escludendo almeno in parte il modello digital. Alcuni post parlano infatti di un nuovo exploit legato a una specifica copia fisica di Star Wars Racer Revenge, che avrebbe innescato il processo portando all’individuazione o all’estrazione delle chiavi.

La tecnologia descritta alla base di questo scenario viene definita altamente complessa, molto distante dai jailbreak “classici” visti su PlayStation 3 o sulle prime fasi di vita di PlayStation 4, e richiederebbe competenze avanzate e strumenti non accessibili al grande pubblico.

Inviti alla prudenza dalla scena modding

Nonostante l’entusiasmo di una parte della community, diverse figure autorevoli invitano alla cautela. Modder esperti, tra cui l’utente noto come Gezine, sottolineano come la semplice presenza delle ROM keys non equivalga automaticamente a console sbloccate e pronte all’uso.

Anche ipotizzando l’accesso al BootROM, resterebbero infatti altri livelli di sicurezza da superare, e la creazione di strumenti realmente utilizzabili dagli utenti comuni richiederebbe tempo, ulteriori scoperte e uno sviluppo tecnico molto complesso.

Nessuna prova concreta e silenzio ufficiale

Un altro aspetto cruciale è che, al momento, non esiste alcun repository pubblico che contenga il codice o i dati presumibilmente trapelati. Le informazioni circolano sotto forma di screenshot, dichiarazioni e analisi indirette, ma mancano prove verificabili che confermino in modo definitivo la fuga delle ROM keys.

Parallelamente, Sony e i canali ufficiali PlayStation non hanno rilasciato commenti o comunicati, lasciando la vicenda in una fase di forte incertezza e speculazione. Fino a eventuali conferme ufficiali o a una pubblicazione tecnica concreta, la prudenza resta d’obbligo, in attesa di capire se si tratti davvero di una svolta storica o dell’ennesima voce amplificata dai social.