Control Resonant non parla apertamente di intelligenza artificiale generativa nella sua storia principale, ma Remedy Entertainment ha deciso comunque di inserire nel gioco un riferimento piuttosto esplicito al dibattito che sta attraversando l’industria dei videogiochi. La presa di posizione compare all’interno di uno dei documenti collezionabili che è possibile trovare esplorando Manhattan.
Si tratta di un dettaglio secondario, quindi facilmente ignorabile durante una partita normale, ma il contenuto lascia poco spazio ai dubbi. Remedy utilizza l’umorismo tipico della serie per prendere in giro la produzione automatizzata di contenuti e sottolineare il valore del lavoro creativo realizzato da persone reali.
Remedy conferma la posizione contro l’IA in Control
Il documento in questione contiene alcune pagine appartenenti a un film immaginario chiamato The Great Copy Battle. Il copione è scritto intenzionalmente in maniera goffa, con dialoghi e situazioni che sembrano quasi una caricatura di una produzione di bassissimo livello. Il vero significato arriva però nella parte finale. Il testo lascia intendere che persino un’opera realizzata male da una persona possa conservare un valore maggiore rispetto a un contenuto creato automaticamente attraverso strumenti generativi.
È una battuta perfettamente inserita nell’universo di Control Resonant. La serie ha sempre utilizzato rapporti, comunicazioni interne e documenti apparentemente burocratici per inserire commenti ironici sul mondo reale, senza interrompere direttamente la narrazione principale. In questo caso l’obiettivo sembra essere proprio il crescente utilizzo dell’IA generativa nel settore creativo, argomento diventato particolarmente discusso negli ultimi anni.
Il riferimento non arriva completamente a sorpresa. Prima dell’uscita di Control Resonant, Remedy aveva già precisato che il gioco non utilizza contenuti generati attraverso intelligenza artificiale generativa. Scrittura, immagini, progettazione e realizzazione dei contenuti sono stati affidati direttamente ai gruppi creativi dello studio. Una scelta particolarmente importante per una produzione nella quale direzione artistica e costruzione narrativa rappresentano due delle componenti più riconoscibili.
Control Resonant utilizza infatti moltissimi piccoli elementi per costruire il proprio mondo. Un documento trovato su una scrivania, un manifesto o una registrazione possono contenere informazioni che modificano la percezione di un’intera area. Affidare questi dettagli a processi automatici rischierebbe di entrare in contrasto proprio con quella cura quasi artigianale che da anni caratterizza le produzioni Remedy.
Remedy non ha comunque trasformato Control Resonant in un manifesto contro l’intelligenza artificiale. La battuta rimane confinata a un contenuto facoltativo e chi non esplora attentamente potrebbe completare l’avventura senza incontrarla. È proprio questa scelta a renderla interessante. Lo studio non interrompe il ritmo del gioco per spiegare la propria posizione, ma utilizza gli strumenti narrativi già presenti nell’universo di Control.
Il documento funziona quindi contemporaneamente come elemento di ambientazione e come commento sul modo in cui vengono prodotti oggi videogiochi, testi e immagini. La posizione di Remedy non significa inoltre che qualsiasi forma di intelligenza artificiale venga esclusa a priori. Lo studio ha lasciato aperta la possibilità di sperimentare in futuro tecnologie capaci di supportare concretamente lo sviluppo, purché non vadano a sostituire il contributo creativo umano.