Highguard è ora disponibile in formato free-to-play su PC (Steam), PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Il nuovo progetto di Wildlight Entertainment prova a distinguersi nel panorama degli sparatutto competitivi proponendo una formula che unisce PvP a squadre, meccaniche da raid, assedi e una progressione che si sviluppa all’interno della singola partita.
Uno degli elementi chiave del lancio è il cross-play completo, che permette ai giocatori di affrontarsi e collaborare senza barriere di piattaforma, un requisito ormai fondamentale per qualsiasi multiplayer moderno.
Un’idea basata sull’escalation
Secondo il co-fondatore e game director Chad Grenier, Highguard nasce attorno a un loop pensato per crescere di intensità nel tempo. Ogni match inizia in modo relativamente controllato, ma evolve progressivamente attraverso scontri sempre più rischiosi, raid organizzati e difese sempre più difficili da mantenere. Anche il CEO Dusty Welch ha ribadito che il lancio rappresenta solo il primo passo di un progetto concepito per durare nel tempo, con aggiornamenti e contenuti pianificati a lungo termine.
Che tipo di gioco è Highguard
Highguard non segue la struttura classica degli shooter basati su round rapidi e respawn immediati. Il suo cuore è una modalità competitiva che fonde guerra d’assedio e controllo del territorio, in partite che cambiano forma man mano che i giocatori diventano più forti.
Il tempo non è un semplice limite, ma un fattore attivo: più il match avanza, più aumentano le opportunità, i rischi e il livello di potenza in campo. Questo rende ogni partita meno prevedibile e più strategica rispetto a uno scontro “secco”.
In sintesi, il gameplay ruota attorno a:
- una base da difendere
- grandi mappe da esplorare
- raccolta di risorse e potenziamenti
- scontri progressivi con il team avversario
- raid decisivi per distruggere la base nemica
Come si svolge una partita
Ogni match segue una struttura chiara ma dinamica. Le squadre sono composte da tre giocatori, ciascuna con una base unica che rappresenta l’obiettivo finale.
Le fasi principali sono:
- preparazione e fortificazione della base
- esplorazione della mappa per ottenere loot e upgrade
- scontri graduali con il team rivale
- attivazione del raid e assedio diretto
- escalation fino a quando resta in piedi una sola base
La fase iniziale è più tattica e ragionata, mentre col passare del tempo la partita diventa sempre più aggressiva, costringendo entrambe le squadre a esporsi e prendere decisioni rischiose.
Lo Shieldbreaker e il momento del raid
L’elemento centrale del gameplay è lo Shieldbreaker, una spada speciale necessaria per violare le difese della base avversaria. Quando entra in gioco, l’intero match cambia ritmo.
La dinamica è semplice ma molto efficace:
- lo Shieldbreaker compare in una zona della mappa
- le squadre combattono per ottenerlo
- chi lo conquista deve trasportarlo fino alla base nemica
- una volta arrivati, si attiva un raid completo
Questo è il momento più intenso della partita, in cui attacco e difesa si scontrano direttamente. Non conta solo la mira, ma la capacità di coordinarsi, adattarsi e sfruttare il caos del combattimento.
Perché la partita non finisce sempre al primo assalto
Uno degli aspetti più interessanti di Highguard è che il raid non è necessariamente decisivo. Se l’attacco fallisce:
- le difese della base si rigenerano
- le strutture d’assedio scompaiono
- lo Shieldbreaker viene riposizionato altrove
- il livello di potenza generale aumenta
Ogni tentativo rende il match più pericoloso e più veloce, con equipaggiamenti migliori e scontri sempre più duri. La sensazione è quella di una progressione “a spirale”, in cui ogni fase prepara la successiva.
Wardens e combattimento
I personaggi giocabili sono i Wardens, combattenti che combinano armi da fuoco, strumenti da raid e abilità arcane. Nonostante la presenza della magia, Highguard resta uno shooter puro: il gunplay è centrale e le abilità servono soprattutto ad arricchire le possibilità tattiche.
Ogni Warden è pensato per supportare ruoli diversi, come:
- assalto diretto
- infiltrazione
- difesa della base
- distruzione delle strutture
- gestione delle risorse
La composizione del team influisce molto sull’andamento del match, rendendo ogni partita diversa dalla precedente.
Mobilità e cavalcature
Le mappe sono ampie e progettate per essere attraversate rapidamente. Le cavalcature non servono solo a spostarsi più in fretta, ma permettono di combattere in movimento e sono fondamentali per trasportare lo Shieldbreaker.
Chi controlla la mobilità spesso controlla anche il ritmo della partita: arrivare prima sugli obiettivi o scegliere la rotta giusta può fare la differenza anche senza vincere subito uno scontro diretto.
Contenuti disponibili al lancio
Highguard debutta con una dotazione iniziale piuttosto ricca per un free-to-play. Al day one sono presenti:
- 5 mappe
- 6 basi
- 8 Wardens
- 3 tipi di cavalcature
- 10 armi
- 3 strumenti da raid
- 11 modifiche per armi e tool
- numerosi oggetti e risorse da raccogliere
La varietà consente di sperimentare stili di gioco diversi e di adattare la strategia partita dopo partita.
Aggiornamenti e supporto nel 2026
Highguard è concepito come un live service. Gli sviluppatori hanno già confermato un piano di contenuti post-lancio basato su Episodi della durata di circa due mesi, con aggiornamenti costanti durante tutto il 2026.
I contenuti fondamentali come mappe, basi, Wardens e modalità resteranno sempre gratuiti, mentre la prima espansione è prevista già due settimane dopo il lancio.
Monetizzazione solo cosmetica
Sul fronte economico, Wildlight Entertainment ha adottato una linea chiara:
- acquisti solo estetici
- nessuna loot box
- niente RNG
- zero vantaggi competitivi
Un’impostazione pensata per mantenere l’equilibrio del PvP e garantire che le abilità dei giocatori restino l’unico vero fattore decisivo.