Dopo mesi di attesa, Arknights: Endfield è finalmente giocabile e rappresenta uno dei lanci più importanti per l’intero universo di Arknights. Il titolo porta la serie in una nuova dimensione grazie a un impianto 3D free-to-play, disponibile da subito su PlayStation 5, PC (con launcher ufficiale ed Epic Games Store), oltre che su iOS e Android.
A rendere il debutto ancora più interessante c’è anche una campagna di benvenuto particolarmente ricca: chi inizia in questi giorni può ottenere una quantità di ricompense che, sommata, equivale ad almeno 135 pull, distribuiti tra bonus di accesso e premi legati ai traguardi. Un boost enorme che permette di costruire una squadra competitiva in tempi brevi, senza dover aspettare settimane di progressione.
Dal 2D al 3D: la trasformazione più ambiziosa nella storia di Arknights
La vera novità, più ancora della data di uscita, è il salto di scala: Arknights: Endfield è il primo progetto che porta il brand fuori dal suo formato storico, superando l’impostazione mobile tradizionale e sbarcando con decisione su console e PC.
Secondo le dichiarazioni del team, la transizione da 2D a 3D non è stata un semplice “cambio grafico”, ma un lavoro profondo che ha richiesto di ripensare gameplay, ritmo e struttura del mondo. L’obiettivo era evitare un prodotto generico e costruire un’esperienza capace di distinguersi in un mercato gacha ormai pieno di titoli simili tra loro.
Un gacha che non vive solo di combattimenti: qui conta anche costruire e ottimizzare
Ciò che rende Arknights: Endfield diverso dal classico gioco “pull e fight” è la scelta di inserire un elemento centrale che raramente viene sviluppato così tanto nei gacha moderni: la factory automation, cioè l’automazione della produzione e la gestione di reti industriali.
Questo significa che il tempo di gioco non è concentrato solo sull’azione, ma anche sulla costruzione di un sistema che cresce con te. L’idea è dare un senso di progresso reale, tangibile, dove non stai solo aumentando livelli e statistiche, ma stai creando infrastrutture che rendono la tua avanzata più stabile, efficiente e strategica.
Un nuovo capitolo dell’universo di Arknights con una struttura più “da action RPG”
Pur mantenendo il DNA del brand, Arknights: Endfield cambia il passo: qui la progressione si muove tra esplorazione, combattimento in tempo reale e sviluppo dell’avamposto produttivo. Il feeling generale è più vicino a un action RPG dinamico, con scontri veloci ma ragionati, dove la squadra e le sinergie fanno davvero la differenza.
Il giocatore controlla team composti da fino a quattro Operator, e la gestione delle abilità non è basata solo sulla forza individuale, ma su come i personaggi interagiscono tra loro: combinazioni, effetti elementali e rotazioni diventano il vero motore per affrontare contenuti sempre più complessi.
La trama di Endministrator: una nuova frontiera su Talos-II tra misteri e minacce
La storia mette al centro l’Endministrator (Endmin), una figura leggendaria che si risveglia dopo un lungo periodo di ibernazione. Il suo compito è guidare Endfield Industries dalla base orbitale OMV Dijiang, coordinando un’espansione che non è solo esplorazione, ma vero e proprio controllo del territorio.
Il pianeta Talos-II non è un semplice scenario: è un ambiente ostile, industriale, pieno di minacce e di domande ancora aperte. Il giocatore deve difendere la Civilization Band dai gruppi organizzati che attaccano le strutture e, allo stesso tempo, indagare sull’origine della misteriosa Zeroth Directive, uno degli elementi narrativi che promettono di accompagnare l’intera avventura.
Esplorazione e crescita: ogni area conquistata diventa una base per espandersi
Talos-II viene descritto come un mondo vasto e “ruvido”, fatto di aree industriali e natura selvaggia. Il punto forte è che l’esplorazione non è fine a se stessa: avanzare significa aprire nuove zone operative, ampliare la presenza di Endfield Industries e rendere ogni progresso qualcosa di permanente.
Questa impostazione dà un ritmo particolare all’avventura, perché ogni nuova scoperta non si limita a essere un luogo da visitare, ma un pezzo di territorio che può diventare parte integrante della tua rete di produzione e supporto. È un modo intelligente per far sentire la progressione più “pesante” e meno ripetitiva.
Combattimento di squadra: combo e sinergie elementali sono la chiave per vincere
Il combattimento punta sulla gestione completa del gruppo. Non si tratta di controllare un personaggio e basta, ma di coordinare l’intero team in modo sincronizzato, sfruttando abilità che si incastrano tra loro e generano interazioni continue.
L’idea è creare un flusso di azione costante, in cui i danni aumentano anche grazie agli effetti elementali e alle combo, permettendo di affrontare nemici e boss con un approccio più tecnico. Il gioco premia chi costruisce una squadra equilibrata e ragiona sulle rotazioni, piuttosto che chi spera di risolvere tutto solo con la potenza.
AIC e produzione automatizzata: la parte più unica del progetto
Il cuore della factory automation è l’Automated Industrial Complex (AIC), un sistema che ti permette di costruire reti produttive, collegare linee di energia e creare una struttura industriale che supporta la tua espansione.
Qui la differenza rispetto a tanti altri giochi è che non stai semplicemente craftando “una cosa ogni tanto”: stai impostando un’intera catena di produzione, costruendo un ecosistema che lavora per te e che può essere ottimizzato nel tempo. Puoi seguire blueprint già pronti oppure creare layout personalizzati, rendendo la parte gestionale molto più profonda di quanto ci si aspetterebbe da un free-to-play.
Quartier generale in orbita: crescita, rapporti e momenti narrativi
Oltre al mondo su Talos-II, c’è anche il lato più strategico legato alla gestione dall’alto. Dal quartier generale sulla OMV Dijiang è possibile costruire e potenziare cabine, aumentare la fiducia con gli Operator e interagire con ospiti e personaggi, sbloccando scene e momenti narrativi aggiuntivi.
È un dettaglio che aggiunge spessore all’universo, perché non ti fa vivere solo l’azione, ma anche la parte più “umana” e di contesto, dando continuità e importanza alla dimensione narrativa.
Grafica e prestazioni: 120 FPS, DLSS e supporto completo ai controller
Sul piano tecnico, Arknights: Endfield punta molto sulla fluidità e su un impianto visivo moderno. Tra gli elementi evidenziati ci sono i 120 FPS (supporto nativo), effetti ambientali più realistici e dettagli come impronte sulla neve e riflessi nelle pozzanghere.
Su PC è possibile gestire in modo separato NVIDIA DLSS Super Resolution e Frame Generation, così da adattare prestazioni e qualità in base al proprio hardware. È presente anche il supporto immediato ai controller PlayStation e Xbox, con feedback aptico, rendendo l’esperienza più comoda anche per chi non vuole giocare con mouse e tastiera.
Ricompense al lancio: almeno 135 pull per partire davvero con il piede giusto
Uno degli aspetti più forti del lancio è la quantità di ricompense: l’insieme tra login bonus e milestone porta a un totale equivalente ad almeno 135 pull su più banner.
In termini pratici, significa poter mettere insieme un roster interessante in tempi molto più rapidi, provare combinazioni e sinergie fin dalle prime ore e affrontare i contenuti con più libertà, senza la frustrazione tipica di alcuni gacha in cui le prime settimane sembrano un muro.