Sono passati trent’anni da quando Lara Croft ha debuttato su Sega Saturn, diventando in pochi mesi un’icona assoluta della storia videoludica. Eppure, nonostante il tempo e le evoluzioni del settore, la sua prima avventura resta così importante da tornare ciclicamente al centro dell’attenzione. Dopo Tomb Raider Anniversary e dopo Tomb Raider I-III Remastered, il 2026 sarà l’anno di un nuovo ritorno alle origini con Tomb Raider: Legacy of Atlantis, un reimagining completo del gioco che ha dato inizio a tutto, costruito per far rivivere quell’esperienza leggendaria in una forma moderna, credibile e in linea con le aspettative attuali.
L’obiettivo è chiaro: non solo rinfrescare l’originale dal punto di vista grafico, ma reinterpretarlo con una produzione contemporanea e un gameplay aggiornato, così da riuscire a parlare sia ai fan storici che a chi oggi pretende controlli più fluidi e un ritmo più immediato.
Due Tomb Raider in sviluppo: remake nel 2026 e nuovo episodio nel 2027
Dietro questo progetto c’è Crystal Dynamics, che sta impostando il futuro del brand su due direzioni parallele. Da una parte troviamo Tomb Raider: Legacy of Atlantis, dall’altra il nuovo capitolo originale Tomb Raider: Catalyst, previsto per il 2027.
La cosa interessante è che, pur procedendo in contemporanea e condividendo un nucleo creativo di supervisione, i due giochi saranno realizzati da team differenti. Il remake è affidato a Flying Wild Hog, mentre Crystal Dynamics resterà concentrata sul capitolo completamente inedito. Questa divisione non è casuale, perché permette di accelerare lo sviluppo, distribuire le responsabilità e mantenere un livello qualitativo stabile senza rinunciare a una visione coerente per la saga.
Unreal Engine 5 come base comune per una nuova era del brand
Un elemento chiave di questa strategia è l’adozione di Unreal Engine 5, scelto per entrambi i progetti. Questo dettaglio è fondamentale perché permette alle due squadre di condividere tecnologie, strumenti e soluzioni tecniche, rendendo più semplice mantenere continuità tra i titoli anche se sviluppati da team diversi.
L’impressione è che si stia costruendo una “nuova era” di Tomb Raider su una base comune, dove tutto può evolversi in modo più organico: dalla qualità delle animazioni alla resa degli ambienti, fino alla regia delle scene più importanti, che oggi deve essere molto più cinematografica e controllata rispetto al passato.
La nuova voce di Lara Croft sarà Alex Wilton Regan in entrambi i giochi
Anche dal punto di vista narrativo e interpretativo c’è una scelta precisa: la voce di Lara Croft sarà affidata ad Alex Wilton Regan, un nome già conosciuto dagli appassionati per ruoli importanti in produzioni di alto livello.
La particolarità è che questa voce non sarà esclusiva solo di Tomb Raider: Legacy of Atlantis, ma accompagnerà Lara anche in Tomb Raider: Catalyst, segnale chiaro di continuità e identità coerente della protagonista nei due progetti.
Secondo la direzione creativa, Lara dovrà conservare tutto il suo carisma e la sua sicurezza, ma allo stesso tempo essere più sfaccettata sul piano emotivo. Il pubblico moderno, infatti, non si accontenta più di un’avventuriera “perfetta”: vuole una protagonista credibile, con conflitti interiori e reazioni umane, senza perdere l’aura leggendaria che l’ha resa famosa.
Quanto sarà fedele al gioco del 1996: l’inevitabile cambio di gameplay
La domanda più delicata per i fan è inevitabile: quanto sarà fedele questo reimagining all’esperienza originale del 1996? La risposta, per quanto possa spaccare la community, è anche la più realistica.
Il primo Tomb Raider era costruito su un sistema di movimento rigidissimo, basato su una griglia invisibile, con salti e spostamenti estremamente metodici. Ogni angolo era un test di precisione, ogni salto richiedeva calcolo, e l’esplorazione era un puzzle continuo più che una semplice sequenza di combattimenti.
Oggi, però, quel tipo di controllo sarebbe respingente per moltissimi giocatori, abituati a un analogico libero, a movimenti più naturali e a una telecamera moderna. Per questo Tomb Raider: Legacy of Atlantis aggiornerà il gameplay, mantenendo i nemici storici e i momenti iconici, ma rendendoli compatibili con i ritmi contemporanei.
Telecamera, movimento e gestione dell’azione verranno modernizzati proprio per evitare che l’esperienza risulti “ingessata” o eccessivamente figlia del suo tempo. L’obiettivo è far vivere la stessa avventura come se fosse nuova, senza cancellarne l’identità.
Non solo nostalgia: l’obiettivo è ricreare l’impatto delle scene storiche
La promessa più interessante del progetto non è semplicemente “grafica più bella”, ma la volontà di ricostruire l’impatto delle scene simbolo della saga. Il team sembra voler prendere i momenti più memorabili dell’originale e chiedersi una cosa precisa: come si può riproporli oggi affinché abbiano lo stesso effetto emotivo e visivo di allora?
Questo significa puntare a creare un’esperienza che possa diventare un nuovo “ricordo fondamentale” anche per chi non ha mai giocato l’originale, e allo stesso tempo far rivivere quella meraviglia a chi lo conosce già a memoria.
Non è quindi un’operazione di semplice copia, ma un tentativo di rimettere in scena la leggenda con un linguaggio moderno.
Il timore dei fan: niente membri del team originale, ma una direzione chiara
Un punto che può far discutere è che nel progetto non risultano coinvolti designer storici dell’originale, e questo inevitabilmente genera preoccupazione tra i veterani. Il rischio, in certi remake, è snaturare l’atmosfera, semplificare troppo o trasformare l’esplorazione in una serie di passaggi guidati.
Tuttavia, la direzione dichiarata sembra andare in un’altra direzione: un remake creato da persone che conoscono e amano davvero la serie, con l’intenzione di rispettarne la potenza e di evitare gli errori tipici dei remake più “vecchi stile”, come l’eccesso di assistenza o sequenze scriptate che rubano il controllo al giocatore nei momenti più iconici.
L’obiettivo è far sentire la scena chiave con la stessa forza di una volta, ma mantenendo il giocatore protagonista e non spettatore.
Resta infine aperto il discorso legato alla serie TV live-action di Amazon, che potrebbe creare sinergie o contenuti extra in futuro. Al momento non ci sono conferme ufficiali e la comunicazione resta prudente, ma è chiaro che l’idea sia far convivere più progetti legati a Tomb Raider nello stesso periodo.
L’impressione generale è quella di un franchise pronto a ripartire con forza, costruendo un ecosistema che unisce remake, sequel e potenzialmente anche media esterni, con un solo obiettivo: rendere Lara Croft ancora una volta centrale nel panorama videoludico moderno.