Fighting Force Collection è pronta a riportare sotto i riflettori due giochi che, per molti, rappresentano l’essenza della fine degli anni ’90: botte veloci, livelli pieni di nemici e quel caos “da sala giochi” che oggi si vede molto meno. Limited Run Games e Implicit Conversions hanno confermato l’uscita della raccolta per il 23 gennaio, con pubblicazione su PlayStation 5, PlayStation 4, Nintendo Switch e PC (Steam).
Non è solo un’operazione nostalgia, ma un ritorno mirato di un tipo di action che ha segnato un’epoca, quando i picchiaduro a scorrimento iniziavano a sperimentare col 3D e cercavano di ricreare la stessa adrenalina delle risse arcade in ambientazioni urbane e spazi chiusi pieni di pericoli.
Due capitoli, un unico DNA: azione immediata e combattimenti senza respiro
Questa collection unisce Fighting Force e Fighting Force 2, due titoli diversi per atmosfera e struttura, ma legati da un’identità comune: gameplay diretto, ritmo aggressivo e tanta libertà di affrontare gli scontri come vuoi tu.
Il primo capitolo è più grezzo, più “stradale” e caotico, costruito su combattimenti continui e armi raccolte al volo. Il secondo cambia pelle, diventa più controllato e si sposta verso un’azione più tecnica e quasi “da operazione militare”. Metterli insieme nello stesso pacchetto significa offrire sia la parte più immediata e spettacolare, sia quella più ragionata e dura, lasciando al giocatore la scelta del mood.
Fighting Force (1997): risse in strada, co-op e armi ovunque
Uscito nel 1997, Fighting Force è ricordato come uno di quei giochi che non ti chiedevano troppi ragionamenti: entravi nel livello e dovevi solo farti largo, metro dopo metro, tra ondate di nemici, botte e situazioni sopra le righe.
La scelta iniziale dei personaggi dava già un senso di varietà: Hawk Manson, Mace Daniels, Alana McKendricks e Ben “Smasher” Johnson non erano semplici skin, ma combattevano con approcci diversi, rendendo l’esperienza più personale e meno ripetitiva. Il gioco permetteva anche di affrontare tutto in co-op, un elemento che all’epoca aumentava tantissimo il divertimento, perché trasformava il titolo in una rissa condivisa, perfetta per sessioni “da divano” tipiche dell’era PlayStation.
La trama ruota attorno alla caccia al malvagio Dr. Dex Zeng, ma il vero punto forte è l’azione: decine di mosse, scontri in sequenza e una progressione strutturata in sette livelli e 22 stage, un numero che per il periodo era sorprendentemente ricco.
E poi ci sono le armi, parte fondamentale dell’identità di Fighting Force. Durante le risse puoi raccogliere praticamente di tutto, dai tubi alle pistole, passando per granate, fucili a pompa e perfino lanciatori di razzi, trasformando ogni incontro in un caos totale dove basta un pickup giusto per ribaltare la situazione in pochi secondi.
Fighting Force 2 (1999): atmosfera più cupa e azione in stile “missione sotto copertura”
Con Fighting Force 2, pubblicato nel 1999, l’impostazione cambia in modo netto. Si torna a controllare Hawk Manson, ma questa volta il contesto è più serio e “chiuso”, con un tono da infiltrazione e un’ambientazione legata a un’indagine su esperimenti di clonazione umana condotti dalla Knackmiche Corporation.
Qui si percepisce un tentativo di alzare la posta in gioco sul piano narrativo e visivo, con livelli ambientati in strutture più complesse, come laboratori di ricerca e aree controllate. Il gioco spinge di più sull’idea di “operazione”, abbandonando in parte la libertà rumorosa del primo capitolo per un’esperienza più lineare ma anche più “tattica” nel ritmo.
Anche il combattimento cambia: il corpo a corpo diventa più duro, più preciso, con combo più devastanti se eseguite bene, e l’impressione generale è quella di un gioco che vuole essere più tecnico, meno “buttato” e più costruito sulle sequenze d’azione controllate.
Il tutto viene completato da un arsenale più ampio, con oltre 20 armi utilizzabili, non solo per eliminare i bersagli ma anche per creare quella sensazione di potenza tipica degli action di fine anni ’90, dove ogni scontro doveva sembrare “grosso” e spettacolare.
Perché questa raccolta può funzionare anche oggi
Il ritorno di Fighting Force e Fighting Force 2 non è solo un richiamo per chi ci giocava da piccolo. È anche l’occasione di rimettere mano a un tipo di gameplay che oggi è diventato raro: un action semplice da capire ma capace di darti soddisfazione immediata, dove entri, combatti, ti arrangi con ciò che trovi e vai avanti senza troppi fronzoli.
In un panorama pieno di giochi lunghi, complessi e spesso dispersivi, un’esperienza più “diretta” può avere ancora senso, soprattutto se ti piace l’idea di recuperare due capitoli che hanno rappresentato un passaggio importante nella transizione dei beat ’em up verso il 3D.
Fighting Force Collection sarà disponibile dal 23 gennaio su PlayStation 5, PlayStation 4, Nintendo Switch e PC tramite Steam. Un ritorno che punta forte sul valore storico dei due titoli e sulla voglia di riscoprire un’azione vecchia scuola fatta di impatto, ritmo e puro divertimento.