Astrobotanica Recensione: quando la sopravvivenza passa dalla botanica

Astrobotanica è un gioco di sopravvivenza a forte impronta scientifica che fonde esplorazione, coltivazione e ricerca in un’esperienza dal ritmo rilassato ma ricca di profondità. L’ambientazione è la Terra preistorica, un mondo primordiale e incontaminato in cui il giocatore interpreta Xel, un botanico alieno di altissimo livello inviato in missione per recuperare semi rari indispensabili a salvare il proprio pianeta natale. A seguito di un incidente, Xel resta bloccato su questo pianeta ostile, popolato da animali primitivi, umani arcaici e soprattutto da un’atmosfera tossica per la sua specie, incapace di respirare ossigeno.

La sopravvivenza non passa dal combattimento tradizionale, ma dalla conoscenza botanica. Studiare la flora terrestre è fondamentale per produrre cibo, medicine e composti vitali. Ogni pianta deve essere osservata, coltivata e testata, perché non tutte risultano subito utili o compatibili. La ricerca è costante e premia l’adattamento, con l’obiettivo a lungo termine di individuare specie vegetali in grado di prosperare anche sul pianeta d’origine di Xel. Nel breve periodo, però, la priorità assoluta è garantire una fornitura stabile di anidride carbonica, elemento essenziale per la respirazione del protagonista, trasformando la gestione delle coltivazioni in una vera questione di sopravvivenza.

La Terra preistorica di Astrobotanica non è un mondo vuoto. I Neanderthal osservano l’alieno con curiosità mista a diffidenza. È possibile instaurare un rapporto attraverso l’aiuto concreto, curando ferite e malattie con tonici artigianali ottenuti dalle piante. Guadagnata la loro fiducia, le comunità umane possono offrire risorse, strumenti e supporto, rendendo le relazioni sociali una componente attiva e strategica del gameplay. Accanto alla ricerca scientifica trova spazio un sistema completo di costruzione e gestione della base, che consente di realizzare muri, pavimenti e recinzioni per proteggere rifugi e coltivazioni da animali affamati e fenomeni naturali.

Con una gestione attenta delle risorse, un riparo precario può evolversi progressivamente in una vera abitazione, sempre più sicura e funzionale. L’esplorazione occupa un ruolo centrale e si svolge in ambienti naturali densi di segreti, piante sconosciute e animali estinti da studiare. L’osservazione attenta viene costantemente premiata, ma il pericolo resta sempre in agguato. La fauna locale può sembrare innocua, ma è imprevedibile e spesso letale, costringendo il giocatore a muoversi con prudenza e pianificazione.

La progressione del personaggio è strutturata attorno a sei percorsi di abilità distinti: Conoscenza Planetaria, Ricerca, Investigazione, Gestione, Adattamento e Apprendimento. L’assegnazione dei Punti Conoscenza definisce lo stile di gioco, permettendo di specializzarsi in base alle proprie preferenze. Le attività principali includono la sperimentazione botanica per creare nuove risorse, il mantenimento di una fonte sostenibile di anidride carbonica, l’esplorazione degli ecosistemi preistorici, la costruzione di alleanze con i Neanderthal e la crescita del personaggio attraverso il sistema di abilità P.R.I.M.A.L.

Astrobotanica propone così una visione alternativa del genere survival, meno incentrata sull’azione pura e più focalizzata su intelligenza, pazienza e comprensione dell’ambiente, offrendo un’esperienza che mette la scienza e la scoperta al centro di ogni scelta.