Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake cancellato al 99%?

Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake cancellato al 99%? Un leak accende l’allarme tra i fan
Il remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo è tornato improvvisamente al centro dell’attenzione, ma non nel modo che i fan speravano. Nelle ultime ore ha iniziato a circolare una voce pesante, quasi impossibile da digerire: il progetto sarebbe stato cancellato quando era praticamente completo, addirittura “al 99%”. Un rumor che, se fosse vero, trasformerebbe uno dei remake più attesi degli ultimi anni in uno dei casi più discussi e controversi del settore.

L’idea che un gioco così vicino alla fine possa essere fermato a un passo dal traguardo suona assurda, ma la sensazione è che la situazione non sia così semplice. Perché dietro una cancellazione del genere non ci sono solo questioni di sviluppo, ma anche decisioni aziendali, strategie di mercato, gestione interna delle risorse e soprattutto la paura di pubblicare un prodotto non all’altezza delle aspettative.

Il leak su Reddit: “sviluppo fermato all’improvviso quando eravamo quasi alla fine”

A far esplodere la discussione sarebbe stato un messaggio pubblicato su Reddit da un utente con nickname SocramVelmar, che sostiene di aver lavorato direttamente sul remake. Secondo quanto raccontato, il gioco era ormai molto vicino alla conclusione, ma lo sviluppo si sarebbe interrotto bruscamente in un momento delicato, proprio mentre il progetto sembrava finalmente avvicinarsi alla fase di “chiusura”.

Il punto più preoccupante non è solo il presunto stato di completamento, ma il contesto descritto nel messaggio: un clima interno instabile, segnato da incertezze, timori legati a possibili licenziamenti e un ambiente che avrebbe spinto parte del team a cercare maggiore sicurezza spostandosi su altri progetti. In un quadro simile, anche un lavoro quasi completo può diventare vulnerabile.

E qui nasce il paradosso più grande: se davvero mancava così poco, perché fermare tutto?

“Al 99%” non significa “pronto”: perché l’ultima fase è la più rischiosa e costosa

Per chi non segue da vicino lo sviluppo dei videogiochi, “al 99%” sembra voler dire “manca un attimo”. Ma nella realtà delle produzioni moderne, l’ultimo tratto è spesso quello più complicato e anche il più costoso. Un gioco può essere completo dal punto di vista dei contenuti, ma non pronto per il mercato.

Nella parte finale entrano in gioco aspetti che non si vedono nei trailer e non fanno rumore sui social, ma che determinano il successo o il disastro di un lancio. Serve stabilità, performance solide, gestione corretta dei bug, ottimizzazione su più piattaforme, supporto alle diverse risoluzioni e un livello tecnico coerente con gli standard attuali. A questo si aggiungono localizzazioni, controlli qualità continui, certificazioni console e tutto quello che riguarda l’infrastruttura post-lancio.

Oggi un gioco non si “chiude” con l’uscita. Il mercato pretende patch rapide, supporto tecnico, aggiornamenti e una continuità che richiede altre risorse e altro budget anche dopo il day one. Se un progetto arriva alla fine ma si trascina dietro troppi problemi, pubblicarlo può diventare più rischioso che cancellarlo.

Ubisoft e la paura del danno d’immagine: un remake non può permettersi un lancio debole

Un remake come Le Sabbie del Tempo non è un titolo qualsiasi. È legato a un nome storico, amatissimo, e porta con sé aspettative molto più alte rispetto a un progetto nuovo. I fan non vogliono solo rivedere il gioco, vogliono riconoscerlo e allo stesso tempo sentirlo moderno.

Ed è proprio questa la trappola: basta poco per trasformare un remake in un caso mediatico. Animazioni rigide, grafica sottotono, controlli imprecisi o semplicemente scelte stilistiche discutibili possono generare una valanga di critiche. Ubisoft, già sotto pressione per altri progetti e per decisioni aziendali contestate nel tempo, non può permettersi un lancio che diventi un simbolo di fallimento.

In questo scenario, la logica descritta nel leak diventa più comprensibile: se il gioco richiedeva ancora troppi investimenti per raggiungere uno standard davvero competitivo, l’azienda potrebbe aver preferito tagliare prima di rischiare un’altra uscita problematica.

Il problema delle priorità: i giochi lineari contano meno nelle grandi strategie?

Uno dei passaggi più interessanti del rumor riguarda una questione strategica. Secondo il presunto sviluppatore, all’interno di Ubisoft ci sarebbe una spinta sempre più forte verso esperienze grandi, ampie, lunghe e costruite per trattenere i giocatori per mesi, se non anni. In questo contesto, un titolo più compatto e lineare rischia di essere visto come “meno centrale”, anche se è amato e riconoscibile.

Ed è un paradosso, perché Prince of Persia è nato proprio come esperienza basata su ritmo, precisione, eleganza del movimento e progressione controllata. È un gioco che vive di fluidità, parkour e sensazione di controllo, non di contenuti infiniti o mappe gigantesche.

Se le priorità interne cambiano, anche un progetto dal valore enorme può finire fuori focus. E questo potrebbe spiegare perché, nonostante gli anni di sviluppo e l’attesa, il remake sia stato gestito in modo così tormentato.

Una meccanica del tempo più profonda: la novità che avrebbe potuto renderlo davvero speciale

Tra gli elementi che stanno facendo discutere di più c’è anche un dettaglio legato alle idee creative che, sempre secondo il leak, sarebbero state in sviluppo per dare al remake un’identità più forte. Si parla di una reinterpretazione della meccanica del tempo non solo come “correzione degli errori”, ma come strumento più avanzato e creativo.

L’idea più affascinante riguarda una sorta di eco temporale, una traccia delle azioni precedenti che poteva diventare “utile” in tempo reale. In pratica, una versione passata del protagonista avrebbe potuto ripetere un’azione mentre tu continuavi a muoverti nel presente. Questo avrebbe aperto possibilità molto interessanti, come attraversare una zona mentre il “te del passato” mantiene premuta una leva, oppure usare l’eco per distrarre un nemico o completare un passaggio in sincronia.

Sarebbe stato un modo perfetto per rendere la meccanica simbolo della saga ancora più iconica, trasformandola da semplice salvataggio dinamico a vero strumento di gameplay creativo.

Ubisoft non abbandona il franchise, ma il remake potrebbe non tornare più

Nonostante il colpo, alcune voci riportano che Ubisoft non avrebbe intenzione di allontanarsi dal franchise di Prince of Persia. Questo però non significa che il remake possa essere recuperato. Quando un progetto viene cancellato, soprattutto dopo anni di sviluppo, è raro che venga riaperto: servirebbero nuovi budget, nuova direzione creativa, riorganizzazione del team e soprattutto un motivo forte per ripartire.

E anche se parte del lavoro esiste già, rimettere in moto una produzione del genere non è mai semplice. A volte è proprio quello che rende una cancellazione così dolorosa: non è solo la perdita del gioco, ma la consapevolezza che il tempo e lo sforzo investiti potrebbero non tradursi mai in un’esperienza giocabile.

Se il leak fosse anche solo parzialmente vero, il caso Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake diventerebbe un esempio perfetto di quanto l’industria possa essere spietata: anche un progetto “quasi finito” può sparire se non è allineato alle priorità del momento o se il rischio supera il possibile ritorno.