Poker: bluff o non bluff?

Pubblicato da: Luca M.- il: 04-12-2008 19:55 Aggiornato il: 31-08-2015 15:37

Bluffare o non bluffare nel corso di una partita di poker?

Una domanda paragonabile alla ricerca del perchà© della vita per qualsiasi frequentatore del tavolo verde.

Re indiscusso di tutte le elucubrazioni sul poker, il bluff è solitamente l’arma con la quale ad un tavolo da gioco si riconosce l’effettivo professionista da chi, alle partite, partecipa per puro divertimento o per ottenere soldi facili. Differentemente da ciò che si pensa, il bluff però non è poi così diffuso come potrebbe sembrare ad una prima analisi. Rimane indubbio il fatto che il non bluffare mai rende troppo prevedibile il giocatore, e non renda possibile spesso, vincere. Ovviamente esso deve essere intrapreso nel momento in cui realmente può dare i propri e positivi frutti: l’esito negativo di un bluff segnerà  infatti in maniera altrettanto negativa il percorso ludico del giocatore.

Sono diverse le variabili da prendere in considerazione prima di decidere di bluffare ad una mano di poker, e quasi sempre legate alla tipologia di giocatore che si ha davanti ed al piatto della mano. La prima cosa da fare è scegliere di non  bluffare con giocatori deboli che per loro formazione mentale ancora acerba sono portati a vedere ogni piatto.

L’avversario ottimale per un bluff è proprio quello che, dotato di una certa esperienza, deciderà  di lasciare andare la mano quando troppo pericolosa. Inoltre, è importante tenere sotto controllo la strategia del bluff se si è al tavolo con più tre giocatori. Più il numero di giocatori è alto, più difficile è riuscire nei propri intenti.

L’immagine che si da ai propri avversari può rivelarsi un arma a doppio taglio contro di loro. Dare un immagine easy potrà  aiutarti, ma al contempo, potrà  essere d’aiuto anche essere scoperti nel bluff. Sta al giocatore possedere infatti  la capacità  di leggere nel comportamento dei propri avversari atteggiamenti da sfruttare a proprio favore. Molto importanti anche il proprio posto al tavolo ed il valore del piatto.

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