L’Omaha Poker

Pubblicato da: Luca M.- il: 02-12-2008 19:22 Aggiornato il: 31-08-2015 15:37

Meno conosciuto del Texas Hold’em, suo antenato, l’Omaha Poker sta pian piano entrando nel cuore degli appassionati del tavolo verde. Questa specialità  Â nasce negli anni ’70 nella cittadina di Detroit.

Conosciuta inizialmente sotto il nome di “Two by Three”, l’Omaha inizia a farsi conoscere con regolarità  ed apprezzamento intorno al 1982, quando assume la sua forma attuale. Ai suoi albori il Two by Three metteva a disposizione dei giocatori 5 carte private, fattore questo estremamente limitante anche per il numero di persone abilitate al gioco: solitamente un tavolo di Two by three, per mancanza di Carte, poteva ammettere solo fino ad un massimo di 8 giocatori.

Le carte private furono portate a 4 aiutando la diffusione del gioco a livello internazionale, ma non è inusuale imbattersi, specialmente in alcuni stati europei, in case da gioco che offrono una versione di Omaha a 5 carte private.

Più o meno contemporaneamente al’Two by three si era andato sviluppando un gioco molto simile all’Hold’em di nome Omaha che prevedeva l’utilizzo obbligatorio di tutte le carte private e di tre comunitarie. I due giochi si fusero ben presto nelle sale da gioco creando la specialità  che oggi conosciamo.

Sono essenzialmente tre le tipologie di Omaha che vengono giocate ai nostri giorni e quasi sempre in base alla collocazione geografica delle sale da gioco: la Hi, la Hi-lo e la Pot Limit. In Europa la versione più diffusa è la Hi, nella quale la mano migliore si aggiudica il montepremi, mentre negli Stati uniti è la versione Hi-Lo nella sua variante Pot Limit.  Pur non riscutendo un successo pari all’Hold’em nelle case da gioco terrestri, l’Omaha, grazie alle sua late possibilità  di vincita è al contrario molto diffuso nelle  Poker room online.

Imparare l’Omaha, se si ha una infarinatura di Hold’em non è troppo complicato, ma bisogna sempre tenere a mente che essendo specialità  differenti, spesso quel che è fantastico nell’Hold àƒÂ¢à¢â€šÂ¬à‹Å“em non lo è per l’Omaha.

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