L’origine della distribuzione digitale

Pubblicato da: Luca M.- il: 13-06-2017 15:52

Le ultime due generazioni di console per videogiochi hanno portato la maggior parte del pubblico di appassionati del settore ad approvvigionarsi di giochi scaricandoli direttamente. Lo spazio di archiviazione sulle console comincia a diventare un po’ troppo “stretto”, ma non sta in alcun modo rallentando la crescita della distribuzione digitale. Se da un lato la popolarità dei giochi solo digitali potrebbe essere ancora un aspetto relativamente nuovo, dall’altro la ditribuzione digitale in sé per sé sicuramente non lo è!

Al giorno d’oggi comprare videogiochi online è diventato, perdonate il gioco di parole, un “gioco da ragazzi”. Negozi online come Startselect vi offre la possibilità di acquistare un semplice codice e di poter cominciare a giocare immediatamente dopo aver riscattato il codice in questione.   

Tuttavia prima di tutto questo c’è indubbiamente stato l’arduo lavoro di molte compagnie che hanno reso possibili questa efficienza e velocità nel servizio.

Giochi per console

L’Atari 2600 aveva già una distribuzione online e persino un gioco digitale, sviullupato attraverso l’utilizzo di un piccolo dispositivo chiamato GameLine. La procedura consisteva nello scaricare un gioco attraverso la linea telefonica in cui i partecipanti devono scegliere tra 50 titoli diversi. Il costo ammontava a un solo dollaro e permetteva di giocare tra le cinque e le dieci volte, esaurite le quali il giocatore avrebbe dovuto riconnettersi a GameLine e pagare per scaricare una nuova sessione. GameLine ha rappresentato solo l’inizio di molte tecnologie rivoluzionarie che gli sarebbero poi succedute ed avrebbero col tempo avuto un successo strepitoso. La CVC, ossia la compagnia che si celava dietro al dispositivo, aveva molti grandi progetti di distribuzione digitale! Il CEO William von Meister è citato in un’intervista fatta con Atari Magazine, nella quale ha affermato:

In realtà, stiamo trasformando le unità di gioco dedicate in terminali di comunicazione multifunzione e portando i vantaggi di computer sofisticati alla portata della famiglia media. Una console di videogiochi può diventare una vera e propria macchina didattica. Molti produttori di videogiochi hanno annunciato le proprie intenzioni a sviluppare apparecchiature aggiuntive che trasformeranno le unità di gioco in piccoli computer.”

Purtroppo l’innovazione e la fama raggiunte da GameLine sono cadute a picco assieme all’Atari un paio di mesi dopo il grande lancio, in corrispondenza alla crisi dei videogiochi nel 1983. Negli anni ’80 e ’90, vediamo soprattutto Sega assumere la posizione di leadership nella distribuzione digitale. In Giappone la Sega Meganet si era resa disponibile per la Mega Drive (Genesis). E non solo ha scelto un nome piuttosto esplicito ed efficace, ma ha dimostrato di poter fare molto di più della GameLine. Purtroppo però i risultati sono stati altrettato deludenti e anche la Sega non è riuscita ad andare molto oltre quello che era stato fatto dalla GameLine. Nonostante fosse chiaro che non sarebbe riuscita ad ottenere il successo sperato, la Sega non era per nulla pronta ad arrendersi e ad abbandonare il concetto di distrubuzione digiatale. Tre anni dopo infatti lanciò la Sega Channel. Una differenza notevole rispetto alla Meganet, soprattutto perchè offriva interi videogiochi da scaricare e la lista stessa veniva aggiornata con una certa frequenza. Nel suo momento di picco ha avuto un quarto di milioni di utenti negli Stati Uniti. Al tempo la connessione avveniva ancora attraverso un modem di accesso remoto, quindi non era ancora possibile avere disponibilità di servizio per ogni regione degli Stati Uniti. Anche se i giochi erano popolari, le persone non erano effettivamente così tanto interessate; erano in attesa del Sega Saturn (o di altre console a 32 bit) già annunciate e la cui idea girava già nell’aria in quel periodo.

Il servizio è stato interrotto dopo cinque anni, dopo di che il Meganet poteva essere raggiunto solo con un emulatore.

Saturno ha avuto una funzione ed una elaborazione simile: il modem Netlink, anche se il primo caso di distribuzione digitale così come lo conosciamo – incorporato nella console – è stato concepito solo una generazione di console dopo il Saturno. Sega’s Dreamcast (1999) ha supportato Windows CE, i demo e i DLC potevano essere scaricati sulla console. Dreamcast conosceva anche alcuni giochi (solo) online, come Phantasy Star Online. Nelle ultime due generazioni della console la distribuzione digitale è diventata una parte importante delle vendite nel mondo dei videogames. Lo spazio di archiviazione per Xbox 360 doveva essere ampliato più volte e anche per PS4 e Xbox One esistono versioni con diverse dimensioni di archiviazione. Nonostante la mancanza di spazio, i giochi solo digitali stanno diventando e rappresentano la maggior parte delle vendite per gli editori: i giocatori apprezzano chiaramente la comodità di poter acquistare un gioco velocemente, in maniera immediata e restandosene comodamente davanti alla TV, nonchè di poter giocare subito dopo aver effettuato il pagamento.

Giochi per PC

La distribuzione di giochi per pc (digitali) è stata avviata ancor prima che Internet fosse usufruibile dalla massa. Ciò è stato reso possibile grazie ad una connessione dial-up – collegata a un Bulletin Board (un precursore dei forum). Si trattava in realtà di qualcosa di costoso ed impraticabile, perché era necessario collegarsi con ogni tastiera separatamente. Quando Internet è diventato accessibile al pubblico, negli anni ’90 gli utenti e gli editori hanno cominciato a muoversi rapidamente all’interno di siti web. All’inizio del nuovo millennio la velocità media di connessione ad Internet è aumentata rapidamente e nel 2004 la Valve ha rilasciato la propria piattaforma Steam. In un primo momento la piattaforma è stato utilizzata per scaricare giochi Valve e aggiornamenti relativi e connessi, ma al giorno d’oggi ci sono oltre 8000 giochi da scaricare e da pre-caricare. Alcune aziende hanno ideato e diffuso una piattaforma comparabile, come l’Origin di EA e l’Ubisoft di l’Uplay. Oggi esistono anche molti siti web che offrono giochi sotto forma di codici (che si compilano per riscattare e scaricare il gioco digitale). L’affidabilità di questi siti è chiaramente diversificata, e ciò ha suscitato qualche controversia. Naturalmente esistono molte alternative che operano nella piena regolarità e rispettando leggi e privacy e di conseguenza diversi publisher permettono di acquistare direttamente i codici. Probabilmente il futuro ci regalerà metodi più rapidi e più convenienti per scaricare ed ottenere giochi digitali; sarà quasi sicuramente possibile avere connessioni talmente veloci da permettere a chi lo desidera di accedere a giochi in streaming e questa nuova frontiera potrebbe prendere facilmente il posto dei titoli scaricabili. Per ora vediamo solo il digitale in rapida e continua crescita e questo ci porta ad avere sempre più giochi scaricabili.

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