Zelda Breath of the Wild: Recensione, Trailer e Gameplay

Pubblicato da: Giovanni Damiano- il: 08-03-2017 8:38

In concomitanza con il lancio della Switch avvenuto lo scorso 3 Marzo, è arrivato anche il nuovo capitolo del franchise più famoso di casa Nintendo ossia “ZELDA“, ed oggi vogliamo condividere con voi la nostra Recensione su Breath of the Wild (disponibile sia su Switch che su WiiU).

Esplorando l’immensità 

Zelda Breath of the Wild è il primo titolo della saga ad offrire un open world molto vasto, probabilmente il più grande mai visto in un videogioco, con una mappa che occupa l’intero schermo con la possibilità di zoomare su ogni singola regione, a dimostrazione di come ogni location che compone il mondo di Hyrule sia cosi immensa da costringere i suoi sviluppatori a collocare numerosi teletrasporti per spostarsi di zona in zona.

Nella mappa troverete 120 sacrari, una decina di torri di guardia, 4 villaggi con i rispettivi negozi, strutture per cavalli ed ovviamente edifici abbandonati e strutture in rovina. Nonostante le proporzioni della mappa da esplorare siano titaniche, capiterà spesso di camminare per diverse ore senza imbattersi in alcuna struttura. Per ovviare a questo problema gli sviluppatori hanno pensato bene di collocare nemici, forzieri ed altri elementi utili.

Il sacrario degli enigmi

In ogni regione di Hyrule sono stati posizionati un certo numero di Sacrari, che una volta individuati e sbloccati, consentono di cimentarsi in una delle tante prove presenti nel gioco, le quali se portate a termine ricompensano il giocatore con un riconoscimento sotto forma di pietra preziosa. Ogni 4 Sacrari completati si ha la possibilità di ottenere un cuore o una barra della stamina dialogando con la dea di pietra presente in ogni villaggio.

Se individuate invece, la divinità malvagia permette di scambiare un cuore per una barra della stamina e viceversa aggiungendo 20 rupie. Ciò permette ai giocatori di tornare sui propri passi nel caso in cui si necessiti di maggiori cuori o di stamina. Come in ogni Zelda, anche in Breath of the Wild è disponibile la Spada Leggendaria, la quale richiede 13 cuori per essere estratta dalla roccia, costringendo il giocatore a completare la metà dei Sacrari per ottenere i cuori necessari.

I colossi di Hyrule

In termini di longevità la trama principale viene estesa grazie alle generose dimensioni della mappa principale oltre le quest ed attività secondarie. 5 sono i boss principali da sconfiggere con la possibilità di imbattersi in numerosi boss secondari che una volta sconfitti ricompensano il giocatore con un bottino degno di un RE. Ai 4 angoli del Regno di Hyrule vi sono dei villaggi e 4 differenti colossi da affrontare per poter sbloccare l’accesso al castello di Zelda per la resa dei conti.

Esplorando il mondo di Hyrule capita spesso di imbattersi in viandanti, commercianti ed altri abitanti del regno in cerca di aiuto, dal recupero di determinati oggetti all’eliminazione dei nemici, missioni e richieste che fanno da contorno ad una trama interessante e coinvolgente. Sconfitto un colosso, si ottiene un differente potere utilizzabile come per le armi in maniera limitata. A differenza dei titoli precedenti, sia le spade che gli archi e gli scudi si rompono con estrema facilità, costringendo il giocatore a procurarsi un nuovo equipaggiamento costantemente per non essere sopraffatti dai nemici.

Shopping Hyruliano

In ogni villaggio è possibile spendere le rupie guadagnate nel corso dell’avventura o vendere oggetti per ottenerne ulteriori al fine di sbloccare capi d’abbigliamento, armi ed altro ancora richiesti non solo per affrontare i nemici e le avversità ma anche per accedere a location nelle quali la temperatura è elevata o eccessivamente bassa. Ogni località nasconde i suoi segreti, da scrigni collocati strategicamente e in grado di premiare il giocatore con armi ed equipaggiamento speciali a divinità che consentono di potenziare il proprio arsenale.

Per spostarsi più rapidamente nonostante le limitazioni, gli sviluppatori hanno pensato bene di posizionare sulla mappa cavalli ed altri animali cavalcabili, ognuno di essi con stamina differente, la quale consente di fare dei brevi scatti con la possibilità di attaccare i nemici allo stesso tempo oltre i teletrasporti collocati in prossimità di un Sacrario o una torre. Scalando le torri presenti nel gioco e sincronizzandole, è possibile rendere visibile la porzione di mappa dove essa è collocata.

I difetti di un gioco perfetto

Inizialmente previsto solo su WiiU, Zelda Breath of the Wild è stato lanciato anche su Switch in concomitanza con l’uscita della console sul mercato, scelta che ha portato gli sviluppatori a non considerare determinati aspetti che compromettono la qualità finale del prodotto, dai mostruosi e ripetitivi cali di frame sul grande schermo ad una mappa cosi immensa che spostarsi a piedi o a cavallo diventa assai frustrante a causa della presenza della stamina che come accadeva in Shadow of Colossus si consuma rapidamente,costringendo il giocatore a fermarsi costantemente per ricaricarla.

Un altro aspetto che non ci ha deliziato risiede nel comparto grafico dei vasti ambienti proposti, apparendo il più delle volte spogli e privi di carisma, nonostante lo sforzo degli sviluppatori di inserire oltre il ciclo giorno/notte anche nevicate, tempeste e giornate soleggianti. La modellazione poligonale appare invece impeccabile cosi come le animazioni per i singoli personaggi che popolano il vasto mondo di Hyrule, dotati di un proprio carisma e caratteristiche in grado di renderli unici tra loro.

Zelda Breath of the Wild Gameplay Trailer

4.0

Zelda Breath of the Wild è la dimostrazione di come Nintendo non tema confronti e sia in grado di produrre e proporre un capolavoro degno di essere giocato e completato sotto ogni punto di vista, un titolo quasi perfetto se non fosse per i problemi citati. Nonostante sia disponibile anche su WiiU, Breath of the Wild è tutto ciò di cui Nintendo ha bisogno per motivare un consumatore all'acquisto di una Switch.

Giovanni Damiano

Appassionato di videogiochi, telefonia, informatica e intrattenimento. Nato con un controller tra le mani vive in una remota zona della Transilvania in attesa di giochi da completare. La sua prima parola è stata “Press Start”! Cresciuto con un NES 8 BIT ha raggiunto l’illuminazione con la nextgen e i VR

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