Yonder – The Cloud Catcher Chronicles: Recensione, Trailer e Gameplay

Pubblicato da: Giovanni Damiano- il: 09-08-2017 8:34

I ragazzi di Pridelful Soth portano su PC Steam  e Console la loro ultima fatica, ispirata per molti versi al celebre The Legend of Zelda, sia per quanto riguarda le vaste ambientazioni colorate da esplorare che molti altri elementi che sicuramente riconoscerete, ed oggi vogliamo condividere con voi la nostra Recensione di Yonder – The Cloud Catcher Chronicles. 

Sulle orme di un mito

Il gioco inizia con uno sconosciuto protagonista a bordo della sua imbarcazione (un classico). A causa di una tempesta, naufragherà sull’isola di Gemea, un luogo all’apparenza paradisiaco, ma nel quale una terribile minaccia nota come Miasma, una fitta nebbia malvagia, sta inghiottendo e distruggendo la natura selvaggia.

Nei panni del cosiddetto prescelto, ci ritroveremo ad affrontare in solitaria questa misteriosa avventura. Non esistono combattimenti, in quanto la nebbia, è un muro che impedisce l’accesso ad alcune zone e la morte nel gioco non è contemplata.  

Yonder ci porterà nel corso dell’esplorazione a interagire con numerosi personaggi secondari, i quali richiederanno il nostro aiuto per ogni tipologia di mansione come il raccogliere la legna, il ritrovamento di un oggetto o persona dispersa e cosi via dicendo.

Gemea è un’isola totalmente esplorabile, composta da limpide spiagge a foreste lussureggianti, verdi colline e cittadine sparse qua e la a dimostrazione di come l’isola non sia poi cosi deserta come la si dipinge. Ogni area presenta una propria fauna e il gioco vanta del ciclo giorno/notte, oltre ad effetti atmosferici ed elementi in grado di rendere il comparto grafico del titolo e i dettagli degli scenari più fiabeschi possibili.

Nell’equipaggiamento non ci ritroveremo con spade o scudi, archi o altro ma con martelli per frantumare le rocce, falcetti per tagliare l’erba e picconi per estrarre minerali al fine di ottenere le materie prime richieste dagli abitanti o per scopi personali (qualcuno ha detto Minecraft?).

Yonder vanta un’inventario molto ridotto in termini di dimensioni, la cui scomoda gestione costringe il più delle volte a lasciare sul terreno alcuni elementi raccolti, nonostante per la mappa vi siano delle casse dove lasciare degli oggetti per fare spazio nell’inventario.

Girovagare per Gemea alla ricerca di tesori nascosti, materiali, folletti ed abitanti spesso risulterà assai frustrante, a causa della totale assenza di un teletrasporto, costringendoci a camminare per svariati minuti o forse più.

Se vi aspettavate di ritrovarvi a combattere mostri e nemici di ogni tipo, ci dispiace deludervi ma Yonder può essere paragonato per certi versi oltre che a Zelda anche a titoli come Dragon Quest Builders, ponendoci di fronte alla costruzione di una fattoria, all’allevamento degli animali e allo svolgimento di varie mansioni, con la possibilità di entrare a far parte della gilda dei carpentieri, cuochi ed altri e non manca all’appello la classica pesca.

Yonder – The Cloud Catcher Chronicles GAMEPLAY TRAILER

Generosa la presenza di costumi che è possibile sbloccare per personalizzare al meglio il protagonista. Gemea è un dipinto in movimento, da un bellissimo tramonto al gioco di luci e ombre sugli edifici nel cuore della notte sotto la candida luna. Nessun doppiaggio ma solo testi da consultare per ottenere info sugli abitanti dell’isola e sul da farsi. 

7.9

Yonder vi conquisterà fin da subito, sia per un comparto grafico fiabesco che per la sua libertà di esplorazione. Un titolo che merita la vostra attenzione per i numerosi camei ispirati a giochi Nintendiani, nonostante l'assenza di combattimenti frenetici ed altre limitazioni, non consentono al gioco di brillare di luce propria.

Grafica
8.8
88%
Gameplay
8.4
84%
Longevità
8.0
80%
Sonoro
7.8
78%
Trama
6.5
65%

Giovanni Damiano

Appassionato di videogiochi, telefonia, informatica e intrattenimento. Nato con un controller tra le mani vive in una remota zona della Transilvania in attesa di giochi da completare. La sua prima parola è stata "Press Start"! Cresciuto con un NES 8 BIT ha raggiunto l'illuminazione con la nextgen e i VR

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